Aggiornamenti sulle stragi nello Xinjiang
Altre pagine di questo documento:
- Il Consiglio mondiale degli uiguri: le vittime da parte uigura sono tra le 600 e le 800. Le immagini, i video
- Aggiornamenti sulle stragi nello Xinjiang
Manifestazione della popolazione uiguraSale ancora il già tragico bilancio dell’eccidio di Urumqi
(fonte Associazione Italia-Tibet )
Secondo un comunicato stampa diramato oggi dal World Uyghur Congress, l’organizzazione più rappresentativa della diaspora Uyghura, le vittime della repressione sarebbero oltre 1.000.
Alle centinaia di giovani uccisi nel tardo pomeriggio del 5 Luglio vanno ad aggiungersi altre centinaia di inermi civili uyghuri trucidati nei giorni successivi. Infatti, come temevamo ,all’indomani della manifestazione dei giovani di Urumqi le bande paramilitari organizzate e dirette dal locale Partito Comunista hanno fatto strage di civili. Testimoni oculari riferiscono che molti uyghuri sono stati gettati dai ponti o barbaramente trucidati nelle loro case. Decine di corpi sono stati ammassati alla periferia di Urumqi e cremati nella notte del 7 Luglio. Oltre 5000 gli arresti effettuati nelle ore successive ai violenti scontri scatenati dal brutale intervento della polizia cinese. Sorpresi nel cuore della notte sono stati denudati ,caricati su decine di automezzi dell’esercito cinese e trasferiti in località sconosciute.
«Dieci, cento mille Tibet» di Federica Bianchi autrice di Oltreconfine, Blog dell’Espresso
20 luglio - (…)Come ha sottolineato David Bandurski, ricercatore del China Media Project all’Università di Hong Kong, questa nuova politica di diffusione attiva delle notizie sulle sollevazioni di massa fa parte di un cambiamento fondamentale nella strategia politica del partito. Bandurski la definisce ‘Controllo 2.0’, ovvero la versione moderna e sofisticata del totalitarismo tradizionale. In pratica, consiste nel concedere aperture alla trasparenza nel contesto di un controllo sempre più stretto dell’informazione. Lo Stato impedisce ancora l’uscita di notizie che hanno a che fare con la corruzione politica e altri argomenti sensibili ma, per tutti gli avvenimenti che, a causa della rivoluzione digitale, non possono più essere nascosti al popolo, il governo di Hu Jintao ha scelto di appropriarsi della gestione diretta delle informazioni. Fare uscire la versione ufficiale per primi vuol dire avere il potere di influenzare la successiva copertura mediatica, nazionale e internazionale, senza generare un rilevante scarto di credibilità. Solo una settimana fa il ‘Quotidiano del popolo’ scriveva: “Nell’era del Web chiunque può essere una fonte di informazione e un pozzo di opinioni. Questa situazione ha innalzato gli standard delle modalità di canalizzazione dell’informazione. Di fronte a situazioni improvvise, non basta che il governo dia la notizia, ma deve anche agire velocemente per capire in che direzione le notizie si muovono su Internet e rispondere velocemente ai dubbi della gente. Ciò vuol dire che gli uffici della propaganda devono essere in grado di capire e analizzare l’opinione pubblica”.
(…) Il nuovo copione prevede anche che i giornalisti stranieri siano sì invitati nel luogo delle sommosse, ma possibilmente in gruppo e nello stesso albergo e, come è avvenuto venerdi 10 luglio nella città di Kashgar, il centro spirituale degli uiguri, rimessi prontamente su un aereo se necessario. Aspetto cruciale della strategia è poi lo sfruttamento dell’errore umano: quando i media occidentali sbagliano una citazione o la didascalia di una foto (come è avvenuto nel caso di un’immagine pubblicata da Reuters e attribuita agli scontri di Urumqi anziché a quelli di giugno a Shishou, nella provincia dell’Hebei) il governo è ben lieto di consentire alla blogosfera cinese di teorizzare sul complotto straniero e sui tentativi di ingerenza dell’Occidente nelle questioni domestiche cinesi. Salvo fermare il tutto quando il nazionalismo rischia di andare fuori controllo: lunedì 13 luglio, ad esempio, un sito anti-occidentale (www.anti-cnn.com) è stato bloccato insime ad alcuni commenti dei blogger più nazionalisti. (Continua)
«E bravo Hu Jintao…» di Piero Verni, giornalista, presidente dell’Associazione Italia-Tibet
7 luglio - (…) Adesso vorrei cercare sinteticamente di chiarire cosa c’è alla base dell’esplosione della collera uigura di queste ore. Gli uiguri, secondo il censimento del 2000 poco più di otto milioni, sono la principale popolazione dello Xinjiang, una immensa regione cinese che si estende su di un territorio di ben 1.650.000 kmq, vale a dire circa un sesto dell’intera Cina. Continua
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