Amnista: Radio Radicale per quattro giorni fa silenzio con i requiem

Una decisione che accompagnava la "listatura a lutto" dell'emblema del Partito Radicale. Da allora il requiem - che è letteralmente una messa e una composizione musicale che utilizza gli inni caratteristici dei riti religiosi della Chiesa Cattolica - è divenuto la colonna sonora di Radio Radicale.
Dal 18 luglio, per chi muore di carcere e di assenza di stato di diritto in Italia, il Partito Radicale Nonviolento ha deciso di promuovere 4 giorni di "sciopero della fame e di silenzio".
I quasi diecimila detenuti che fino ad oggi hanno annunciato la loro adesione, stavolta, potranno scegliere di non fare la "battitura" delle sbarre delle loro celle. Potranno dare corpo alla battaglia per l'amnistia con il "silenzio", "strumento della nonviolenza per riflettere su quanto ci accade e su come intervenire nella realtà di violenza, di sopraffazione e di illegalità che sempre più ci circonda", per usare le parole di una lettera di Rita Bernardini, Maurizio Turco ed Irene Testa.
Lo strumento che Radio Radicale ha scelto per "riflettere" sarà la trasmissione dei Requiem. Trasmetteremo integralmente, nel corso della programmazione dei prossimi 4 giorni, a partire da domani, i Requiem che da 30 anni sono la nostra "colonna sonora". Non solo come intermezzo tra i programmi, ma proponendoli integralmente.
E, per una volta, annunciandoli alla vecchia maniera, con titolo ed esecutori dell'opera.
I Requiem andranno in onda da domani al 21 luglio ogni giorno per alcune ore, e poi per tutta la notte.
Naturalmente nel resto del tempo, e soprattutto al mattino Radio Radicale farà il pieno della informazione su giustizia, diritto, carceri, legalità, e anche sulla attività istituzionale. E resta fermo l'appuntamento quotidiano con Stampa e Regime.
Mozart - Messa da requiem in re min K626
Nel 1982 Radio Radicale, nel corso della iniziativa politica contro i milioni di morti per la fame nel mondo, abolisce qualsiasi intermezzo musicale che non sia un requiem. Già nel 1980 il Partito Radicale aveva deliberato di listare a lutto il suo emblema. «D’ora in poi, - si legge nella mozione generale approvata dal XXIII Congresso - fino alla sconfitta della politica di sterminio per fame e per guerra, a testimonianza di pietà, di umana consapevolezza e civile dignità, l’emblema del partito venga corretto in modo da risultare “abbrunato” in segno di lutto, onde contrapporlo al rifiuto decretato dal potere dei partiti e della repubblica, a ogni suo livello, di almeno onorare con un qualsiasi segno ufficiale l’immensa parte dell’umanità in questi anni, in questi mesi, sterminata». Il requiem, letteralmente, è una messa secondo il rito liturgico della Chiesa cattolica eseguita e celebrata in memoria del defunto, ma è anche una composizione musicale che utilizza gli inni propri dei riti religiosi. L’uso della parola «requiem» deriva dalle parole iniziali dell’Introito: «Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis».
Il Requiem tedesco di Johannes Brahms
Il «Requiem tedesco» di Johannes Brahms fu completato nel 1868. In questo caso l’autore non usò il testo latino prescritto dalla Chiesa cattolica, ma compose un libretto scegliendo tra i testi della Bibbia in tedesco, nella versione di Martin Lutero.
La Messa da Requiem di Giuseppe Verdi
L’ateo Giuseppe Verdi scrisse una Messa da Requiem per la morte di Alessandro Manzoni, rappresentata nella Chiesa di San Marco a Milano il 22 maggio 1874. Già dopo la morte di Gioacchino Rossini, nel 1869, aveva proposto come omaggio collettivo al compositore pesarese un Requiem firmato da tutti i maggiori compositori italiani del tempo. Per sé riservò l’ultimo brano, quel Libera me, Domine che è contenuto, con alcuni cambiamenti, anche nel requiem per lo scrittore e poeta milanese.
Il Requiem in re minore di Wolfgang Amadeus Mozart
La messa di Requiem in re minore K 626 è l’ultima opera di Wolfgang Amadeus Mozart, che morì il 5 dicembre 1791, mentre stava lavorando alla sua composizione.
Il Requiem in re minore di Luigi Cherubini
Il compositore fiorentino Luigi Cherubini realizzò due orchestrazioni del Requiem. La prima, in do minore, fu scritta nel 1816: gli era stata commissionata dal governo francese l’anno precedente per l’anniversario dell’esecuzione di Luigi XVI. Il Requiem in re minore fu scritto invece nel 1836. L’arcivescovo di Parigi nel 1834 aveva obiettato all’impiego del Requiem in do minore in un funerale perchè comprendeva voci femminili. Cherubini decise allora di scrivere una nuova composizione per coro maschile a tre parti e orchestrata.
Il Requiem di Gabriel Faurè




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