Analisi qualitativa nei telegiornali italiani delle notizie riguardanti il Papa

Pubblicato il 6 Marzo 2008

Altre pagine di questo documento:

  1. Per il Tg2 la sentenza contro Galileo «fu razionale e giusta»
  2. Analisi qualitativa nei telegiornali italiani delle notizie riguardanti il Papa
Benedetto XVI registrato negli studi RaiBenedetto XVI registrato negli studi Rai

Proponiamo uno studio condotto su alcune notizie riguardanti il Vaticano e come esse siano state trattate nei servizi Tg di Rai, Mediaset e La7 nei mesi di gennaio e febbraio.

Segue una breve analisi qualitativa dei due campioni di riferimento presi in esame.

Il materiale audio riportato è fornito dal Centro di ascolto.

Tipologie dei servizi Tg analizzati:

  • editoriali dei direttori.

  • redazionali.

  • esterni (vaticanisti, giornalisti).

Premesse metodologiche:

1) individuare per ogni tg le notizie sospette;

2) verificare presenza di “scorrettezze comunicative”;

3) individuare modalità tecniche attraverso cui si espletano le incoerenze;

Scelte lessicali.

  • Giudizi di valore.

  • Aggettivi connotativi.

  • Imprecisioni giornalistiche.

  • Superlativi.

Scelte strategiche del servizio.

  • A chi viene data la parola.

  • Come viene data la parola (con o senza introduzione,…).

  • Strumentalizzazioni di parole di larga diffusione.

  • Nel caso di interviste: qualità delle domande.

  • Presupposizioni sono fatte passare per notizie.

  • Giri di parole.

  • Connettivi logici impiegati per dare causalità e consequenzialità.

  • Ridondanza delle informazioni.

Strategie difensive.

  • Giornalista prende posizione nei confronti delle opinioni riportate come notizie, attraverso espedienti sintattici e terminologici.

  • Supporto dell’iconico e del sonoro sul verbale.

4) Ipotesi sui fini tattici e strategici del messaggio dell’emittente.

Esposizione non obiettiva a favore o contro determinati soggetti od opinione del giornalista.

a) In modo diretto:

  • mediante l’espressione esplicita dell’opinione del giornalista;

  • attraverso la presentazione di opinioni come dati di fatto o valutazioni unanimamente condivise;

  • attraverso l’espressione implicita dell’opinione del giornalista;

b) Attuata in modo indiretto:

  • tramite opportuna selezione dei soggetti di cui citare l’opinione o la posizione in merito all’oggetto della notizia;

  • attraverso una opportuna selezione dei passaggi dei discorsi fatti dai soggetti citati;

  • attraverso l’ironia;

  • tramite incongruenze tra livello verbale e quello iconico.

1. a) I Campione dal 14 gennaio al 23 gennaio dei TG meridiani e serali sulle sette reti nazionali (pubbliche e commerciali).

15 gennaio 2008

TG1 h. 20.00 intervista a P. Mieli “L’annullamento della visita del Papa alla Sapienza”

TG2 h. 13.00 M. Mazza “La visita del Papa all’Università La Sapienza”

TG4 h. 19.00 “Il Papa rinuncia alla visita alla Sapienza”

TG5 h. 20.00 “Editoriale di C. Mimun”

STUDIO APERTO 18.30 “Le polemiche sulla visita del Papa all’università La Sapienza: ha vinto l’intolleranza”

16 gennaio 2008

TG1 h. 13.30 “Il Papa non andrà alla Sapienza”

TG2 h. 13.30 “Udienza del mercoledì”

TG2 h. 20.30 intervista del direttore M. Mazza a Ruini “Il Papa non cerca di imporre la fede a nessuno”

TG4 h. 19.00 “Il Papa costretto a rinunciare alla visita alla Sapienza”

STUDIO APERTO h. 12.25 “Il Papa e la Sapienza”

17 gennaio 2008

TG1 h. 20.00 “L’inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza”

STUDIO APERTO h. 18.30 “Tensione alla Sapienza”

19 gennaio 2008

TG2 h. 20.30 “Il Papa e La Sapienza”

20 gennaio 2008

TG2 h. 13.00 “200.000 a S. Pietro in solidarietà al Papa”

TG3 h. 14.20 “In 200.000 per il Papa”

STUDIO APERTO h. 12.25 “L’esercito del Pontefice”

21 gennaio 2008

TG1 h. 20.00 “Bagnasco: L’Italia è un paese sfilacciato”

TG4 h. 19.00 “Attacco al governo”

Benedetto XVIBenedetto XVI

2. a) Analisi sul linguaggio ed eventuale enfasi.

15 gennaio 2008

TG1 h. 20.00 “Annullata la visita del Papa alla Sapienza”

Redazionale

«Una giornata da dimenticare. La Santa Sede annulla la visita del Papa all’Università di Roma in programma per giovedì dopo le proteste di docenti e studenti e l’occupazione del rettorato. Diffusa la sensazione che sia stato violato il principio del libero dialogo e che abbia prevalso un’intolleranza chic e goliardica.

Esterno

Aldo Maria Valli: “In seguito alle ben note vicende si è ritenuto opportuno soprassedere all’evento”. La nota vaticana arriva alle 17.00 dopo una giornata convulsa. La Santa Sede ha cercato fino all’ultimo di mantenere l’impegno preso, ma di fronte all’occupazione del rettorato dell’Ateneo romano e al clima di grande tensione, è stato deciso l’annullamento. Se si riceve un invito da una famiglia e poi la famiglia si divide, dice una fonte, non è più il caso di accettare. Lo scarno comunicato della sala stampa, con la precisazione che il Papa invierà comunque il previsto intervento, dà la misura dell’amarezza che si respira in Vaticano in queste ore. Benedetto XVI, a lungo docente universitario e uomo di studi, aveva accettato di buon grado l’invito del Rettore della Sapienza, dove in passato erano già intervenuti Paolo VI e Giovanni Paolo II. Ma le polemiche erano incominciate subite. In un primo tempo, alcuni Professori avevano protestato perchè al Papa era stata affidata la lectio magistralis, procedura ritenuta irrituale visto che quel tipo di lezione, all’inizio dell’anno accademico, spetta ad un docente dell’università. Il programma era stato, quindi, cambiato dando al Papa un semplice discorso, ma a questo punto il no a Benedetto era stato motivato da una presunta presa di posizione del Cardinale Ratzinger, anni fa, contro Galileo Galilei; parole che in realtà erano una citazione dal filosofo Feyerabend e dalle quali si era, anzi, dissociato. L’amarezza che il Vaticano fa solo trasparire, è, invece, manifestatata apertamente insieme all’indignazione dai tanti siti cattolici che, in queste ore, stanno commentando l’annullamento della visita. “Da oggi, si legge per esempio in un blog, l’Italia non è più un Paese civile”.»

  • giudizi di valore (prevalso un’intolleranza chic e goliardica, presunta presa di posizione, dichiarazioni dalle quali anzi si era dissociato)

  • aggettivi connotativi (chic e goliardica l’intolleranza verso il Papa)

  • sensazione spacciata per notizia (sensazione che sia stato violato principio del libero dialogo, la misura dell’amarezza che si respira in Vaticano data dallo scarno comunicato)

  • alcune imprecisioni (fonti incerte, tanti siti cattolici, un blog,..)

TG1 h. 20.00 Intervista a P. Mieli “L’annullamento della visita del Papa alla Sapienza”

Redazionale (intervista)

«Siamo collegati in diretta con il direttore de “Il Corriere della Sera”, Paolo Mieli, allora in America il Presidente dell’Iran Ahmadinejad può parlare in libertà alla Columbia University e il Papa non può parlare a Roma, in che Paese stiamo vivendo?

Paolo Mieli: Ma domattina saremo su tutte le pagine di tutti i giornali del mondo, dopo un esordio in questo 2008 sull’immondizia, per questa terribile notizia. E’ un 2008 che comincia proprio male, questa è una pagina vergognosa, brutta e non fa onore a questo Paese, non fa onore neanche al meglio della cultura laica, che nulla a che fare con l’intolleranza e la proibizione alle persone di parlare tanto più in un’università. I motivi legittimi addotti per questa protesta, ma sono tutti speciosi e il Papa è una grande figura del mondo cristiano e avrebbe fatto onore all’università farlo parlare, ascoltarlo, interloquire con lui, obiettare, è evidente questo, a qualsiasi persona di buon senso. Quello che è accaduto è veramente motivo di vergogna per il paese e anche per chi come me appartiene al mondo laico.

Giornalista TG1: Ecco appunto la cultura laica esce male da questa vicenda, sembra ridursi ostaggio di intellettuali e studenti radicali. Dalla politica condanna unanime, ma tu prevedi ripercussioni nel neonato partito democratico?

P. Mieli: Mah, io non lo so. Le ripercussioni però ci saranno. Questo è un fatto enorme, quando si farà la storia di questi anni, questo fatto è destinato a restare. Oggi abbiamo vissuto una giornata triste, come ho già detto vergognosa ma storica. Si avranno ripercussioni sul partito democratico, ma come si avranno in tutto il mondo politico. C’è ipocrisia, si dice: “Il Papa ha diritto di parola, però, si annuncia di volerlo accogliere tra sberleffi, questo costume è intollerabile; nulla ha a che fare con la libertà di critica. La libertà di critica è che noi qui discutiamo, parliamo, confrontiamo le idee. Ma non che il Papa, poi un Papa come il Cardinale Ratzinger, chiunque sa che tipo di Papa è, che levatura intellettuale, morale abbia questo Papa, io ho avuto l’onore di discutere con lui in pubblico, è intollerabile che il Papa era stato invitato all’università e accolto in un clima pazzesco.

Giornalista TG1: Grazie a P. Mieli, Direttore de Il Corriere della Sera. »

  • introduzione e qualità delle domande fatte dal giornalista sono piuttosto discutibili, le domande sembrano già suggerire una risposta concorde e il clima dell’intervista (in che paese stiamo vivendo, sembra ridursi ostaggio di studenti ed intellettuali radicali)

  • la parola viene data ad un direttore di giornale nonchè storico che si mostra decisamente a sostegno del Papa

  • tutta l’intervista si articola sulle seguenti parole intolleranza, vergogna, giornata triste, clima pazzesco, intollerabile, questo costume è intollerabile, terribile notizia, motivo di vergogna,..

  • aggettivi connotativi in abbondanza

  • giudizi di valore (avrebbe fatto onore all’Università farlo e sentirlo parlare, quanto accaduto è veramente motivo di vergogna per il paese, proibizione a farlo parlare)

  • imprecisione giornalistica (nessuno ha proibito al Papa di farlo parlare, egli, di sua spontanea volontà, ha rinunciato alla visita a seguito di proteste)

  • impiego di parole di larga diffusione e usate in modo ridondante (intolleranza, intolleragile, vergogna, vergognoso,..)

TG2 h. 13.00 M. Mazza “La visita del Papa all’Università La Sapienza”

Editoriale del direttore

«Torniamo alla visita del Papa alla Sapienza. Si decidono le misure di sicurezza per le manifestazioni di giovedì e cresce il dibattito tra professori e studenti. Editoriale di M. Mazza: “Non bastavano le immagini nauseabonde dei rifiuti che sommergono Napoli e la regione Campania, le immagini di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine a compromettere l’immagine dell’Italia nel mondo. Ora ci si è messa anche la protesta contro la visita del Papa, giovedì prossimo alla Sapienza, l’Università statale di Roma. Non lo vogliono 67 professori, non lo vogliono collettivi di studenti, che poco fa hanno occupato la sede del rettorato, non lo vogliono i promotori della settimana anticlericale che terranno tra l’altro una manifestazione di gay e lesbiche nel giorno della visita del Papa. Viene da chiedersi che fine abbia fatto la cultura liberale figlia del rispetto, della tolleranza, del rispetto delle idee, della manifestazione delle idee, anche delle più lontane dalle proprie. Il Papa che è papa in quanto vescovo di Roma, è ospite indesiderato nell’Ateneo statale della sua e nostra città. La politica balbetta, alcuni condividono la protesta altri dissentono con molta timidezza e sono spesso gli eredi politici di democristiani, comunisti e democristiani, che c’è da scommettere con Moro, Berlinguer, con Bettino Craxi, avrebbero trovato ben altri toni per condizionare e per fermare anche questa protesta da parte di baroni e baronetti che a leggere le loro biografie non sono né distinti né distanti dalla politica. Ora nell’ora presente è tempo di crisi gravissima della politica, è tempo di sonno della ragione che genera nuovi mostri e mostriciattoli che sono il segno, il frutto ultimo molto amaro di un’intolleranza pericolosa, questa sì oscurantista.”»

  • giudizi di valore (viene da chiedersi che fine abbia fatto la cultura liberale,ospite indesiderato nell’Ateneo statale della sua e nostra città, baroni e baronetti, ospite indesiderato,…)

  • opinioni del giornalista fatte passare per notizie (il frutto ultimo molto amaro di un’intolleranza pericolosa, questa sì oscurantista)

TG4 h. 19.00 “Il Papa rinuncia alla visita alla Sapienza”

Redazionale

«Il Papa non andrà alla Sapienza di Roma dove era stato invitato dal vertice dell’Università. Ci sono state polemiche, noi aggiungiamo malinconiche polemiche o qualcosa di più, di gruppi di studenti e docenti anche se di minoranza hanno contestato questa visita. La mancanza di rispetto al Pontefice è qualcosa che va oltre il problema della religione, perchè il Papa è il capo della Chiesa cattolica nel mondo.

Esterno

Fabrizio Falconi. La contestazione era già incominciata da due giorni, partita da una lettera firmata da 67 professori quasi tutti dell’istituto di fisica indirizzata al Rettore dell’Ateneo, in cui si esprimeva totale dissenso per l’invito fatto al Papa per l’inaugurazione dell’anno accademico. Benedetto XVI avrebbe dovuto svolgere un discorso sul tema della pena di morte. Al comunicato dei professori hanno subito aderito organizzazioni di studenti che oggi hanno occupato il rettorato, chiedendo un incontro urgente col Rettore. (…)

Redazionale

Un diritto di parola che viene offeso, un diritto di espressione che viene offeso. In un paese libero e democratico, una decisione come questa non sarebbe ammissibile, è il capo della Chiesa cattolica del mondo cattolico nel mondo. Ci sono milioni di fedeli che, in questo momento, con quello che accade alla Sapienza sono mortificati nei loro diritti. Un Pontefice che rinuncia certamente non ha precedenti nella storia.»

  • c’è un preciso riferimento all’opinione del giornalista riguardo alle vicende (noi aggiungiamo malinconiche polemiche o qualcosa di più, in un paese libero e democratico una decisione come questa non sarebbe ammissibile)

  • ridondanza delle opinioni non solo delle notizie (un diritto di parola che viene offeso, un diritto d’espressione che viene offeso)

  • ridondanza delle informazioni (è il Capo della Chiesa cattolica del mondo cattolico nel mondo)

  • giudizio di valore (questo non sarebbe ammissibile, ci sono milioni di fedeli mortificati nei loro diritti)

TG5 h. 20.00 “Editoriale di C. Mimun”

Editoriale

«Non basta, dunque, che da settimane l’Italia si ritrovi quotidianamente sulle prime pagine dei giornali e nei servizi dei telegiornali di tutto il mondo per le cronache e le immagini di una regione letteralmente seppellita dalla spazzatura; non basta evidentemente il danno incalcolabile provocato all’immagine e alla credibilità del nostro paese. Ora dovremo anche provare a spiegare al mondo che non siamo in grado di garantire neppure al Papa di poter liberamente intervenire all’inaugurazione dell’anno accademico di un’università, La Sapienza, che lo aveva autonomamente invitato. E’ bastata la lettera di 67 docenti, che hanno definito incongrua l’idea di chiamare il Pontefice, e la successiva manifestazione di dissenso di poche decine di studenti a creare un clima di intolleranza che ha portato ad una rinuncia che è stata giustamente definita un evento drammatico sul piano civile e sul piano culturale. Oggi si è scritta una pagina nera, che purtroppo ricorderemo come una vergogna incacellabile. »

  • l’opinione del giornalista è evidente ed è veicolata in modo diretto

STUDIO APERTO 18.30 “Le polemiche sulla visita del Papa all’università La Sapienza: ha vinto l’intolleranza”

Redazionale

«Il papa non andrà alla Sapienza di Roma. Dopo giorni di polemiche dopo un pomeriggio di contestazioni e di tensioni, l’annuncio del Vaticano: “Il Pontefice non andrà giovedì alla Sapienza.

Esterno

Laura Berlinguer. Benedetto XVI non ci sarà. A 36 ore dall’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università La Sapienza di Roma, un appuntamento a cui avrebbe dovuto partecipare il Pontefice, arriva la clamorosa decisione: il Papa ha annullato la visita, “a seguito delle ben note vicende di questi giorni, in rapporto alla visita del Santo Padre all’Università degli studi di Roma La Sapienza, si è ritenuto opportuno soprassedere”. Questo il testo della Sala Stampa vaticana diffuso nel pomeriggio. Pesano sulla rinuncia le polemiche di questi giorni, innescate dal documento firmato da 67 docenti. Una lettera in cui viene ritenuta inopportuna la presenza di Benedetto XVI, anche se i dissidenti avevano già fatto una mezza marcia indietro chiarendo di non avere intenti fensori (parte un coro di studenti che ripete più volte: “Fuori il Papa dall’Università!”). La polemica cavalcata anche dagli studenti della Sapienza certamente non si chiude con l’annuncio della Santa Sede e non resta circoscritta a quella lettera peraltro contestata da altri docenti, Prof. Israel: “Non è degno di docenti aver ripreso una frase di un discorso del Papa, senza neanche leggersi il contesto, travisandola da rovesciare addirittura il significato”. Gli studenti, lo vedete in queste immagini di Repubblica, hanno occupato stamattina un’aula del Rettorato. Motivo: chiedere spazi per manifestare contro il Papa. Spazi anche accordati dal Rettore. Proprio qui la notizia della visita anullata è stata accolta dagli applausi. Molte le condanne del mondo politico, Prodi esprime il suo profondo rammarico, clima inaccettabile, il Papa non deve tacere, mentre nel centro destra il coro è unanime: ha vinto l’intolleranza.»

  • ridondanza della notizia (il Papa non andrà alla Sapienza, il Pontefice non andrà giovedì alla Sapienza, il Papa ha annullato la visita)

  • diffusione parole comuni ed enfatiche (intolleranza, inaccettabile, condanne)

  • aggettivi connotativi (clamorosa decisione, profondo rammarico,..)

  • supposizioni veicolate come notizia (pesano sulla rinuncia le polemiche di questi giorni)

16 gennaio

TG2 h. 20.30 intervista del direttore M. Mazza a Ruini “Il Papa non cerca di imporre la fede a nessuno”

Redazionale

«”Il Papa non cerca di imporre la fede in modo autoritario” lo afferma Benedetto XVI nel discorso che avrebbe dovuto pronunciare domani alla Sapienza, visita poi annullata in seguito alle proteste di professori e studenti. Il testo è stato diffuso questo pomeriggio.(…)

E al TG2 il vicario il cardinale Camillo Ruini lancia un appello per partecipare in massa, domenica in p.zza San Pietro, all’angelus per esprimere solidarietà a Benedetto XVI.

L’intervista è del nostro direttore Mauro Mazza.

M. Mazza: Roma si è appellata ai fedeli affinchè si raccolgano attorno al Papa Benedetto in p.zza San Pietro. E’ certamente una scelta spontanea e doverosa dopo la vicenda. Non pensa che questo possa essere visto come un’accentuazione del divario, come se il Tevere diventi ancora più largo?

C. Ruini: Penso il contrario. Il Tevere non è mai diventato realmente più largo. Diventa più largo nelle immagini pubbliche ma non nel sentimento della gente. Tutta la gente di Roma, praticamente tutta, è molto vicina al Papa. Questa iniziativa domenica ha proprio il senso di dare serenità a tutti, di far sentire che a Roma c’è un popolo solo e che questo popolo è vicino al Vescovo di Roma e apprezza grandemente e ama la persona di Benedetto XVI.

M. Mazza: Che giudizio dà della vicenda nel suo complesso, che si è conclusa in modo così negativo e doloroso?

C. Ruini: La mia opinione è che è stata una vicenda triste e anche in fondo banale perchè non c’era nessun motivo per ostacolare la visita del Papa. Il Papa invitato dalle autorità accademiche, invitato molto per tempo, ha potuto finalmente accogliere l’invito. Andava per portare un messaggio di amicizia verso La Sapienza, oltre che un grande messaggio di cultura quale può dare un intellettuale del suo livello. Avrei voluto vedere in questo un attacco alla laicità, alla malintesa laicità di un’istituzione come una grande università, è veramente una cosa non ha senso.

M. Mazza: Tutto strumentale quindi?

C. Ruini: Non direi tanto strumentale, quanto frutto di ristrettezza mentale, di incomprensione, di una mentalità troppo ideologica che non permette di capire la realtà.

M. Mazza: Chi è più giustificabile in parte, gli studenti o i professori firmatari?

C. Ruini: Guardi, gli studenti mi hanno fatto veramente tristezza, li ho sentiti anche nelle televisioni, dopo l’annuncio.

M. Mazza: L’esultanza?

C. Ruini: Si, l’esultanza e pensavo: questi giovani purtroppo non hanno senso della realtà e sono fermi almeno a 40 anni fa. Come se adesso nel 2008 vivessimo la situazione del ‘68. »

  • giudizio di valore veicolato attraverso la domanda del giornalista (una scelta scelta spontanea e doverosa dopo la vicenda)

  • opinione del giornalista traspare anche nella seconda domanda (che giudizio dà della vicenda nel suo complesso, che si è conclusa in modo così negativo e doloroso)

  • l’intervistato è un noto esponte della Chiesa è tutto sommato, nonostante l’impiego di parole forti, che difenda la scelta del Papa e contesti le proteste di giovani e docenti (parla però di giovani che hanno perso il senso della realtà e sono fermi a 40 anni fa, che hanno fatto tristezza, la vicenda sembra essere frutto di ristrettezza mentale, malintesa laicità, vicenda triste e banale)

TG4 h. 19.00 “Il Papa costretto a rinunciare alla visita alla Sapienza”

Redazionale

«Non è soltanto nel nostro Paese che si riflette ma è il mondo cattolico, tutto, che è mortificato. Il Presidente della Repubblica Napolitano in un messaggio al Pontefice dice: “Inammissibili le manifestazioni di intolleranza e i preannunci di tensioni che hanno creato un clima incompatibile al libero e sereno confronto.»

«Il Pontefice costretto dalla contestazione annunciata di gruppi di studenti e di docenti a rinunciare alla visita prevista per domani all’Università La Sapienza in apertura dell’anno accademico. Un caso che solleva polemiche in tutto il mondo e mortifica il rispetto della libertà di parola. Ma la solidarietà al Pontefice arriva come testimonianza di fedeli nel mondo, dal lunghissimo applauso con il quale è stato accolto stamane quando ha fatto il suo ingresso nell’aula Paolo VI. Un applauso che è durato molti, ma molti minuti, e che è cessato quando il Pontefice ha detto che ringraziava e certamente sul suo volto è apparsa la commozione. Vediamo che succede alla Sapienza, oggi, vigilia del’anno accademico, tensione fra trombette e mascherature contro il Pontefice. Molti si chiedono come sia possibile che 67 docenti abbiano sottoscritto questo no alla presenza del Papa con la domanda: che tipo di cultura questi docenti, che firmano affinchè si impedisca la parola al capo del mondo cattolico nel mondo, possano trasferire ogni anno a migliaia di studenti. (…)

Esterno

Servizio di Fabrizio Falconi (con i commenti di professori e studenti)»

  • realtà distorta e strumentalizzata (il Papa costretto dalla contestazione annunciata a rinunciare alla visita..)

  • campo semantico della parola mortificazione ricorre spesso (mortificato, mortifica)

  • parole di larga diffusione molto utilizzate (solidarietà, libertà di parola, intolleranza, tensioni)

  • aggettivi connotativi (mondo cattolico mortificato)

  • ridondanza delle informazioni (applauso lunghissimo, applauso che è durato molti ma molti minuti)

  • presupposizioni sono fatte passare come notizie (certamente sul suo volto è apparsa la commozione)

  • giudizi di valore (applauso che è durato molti ma molti minuti, che tipo di cultura questi docenti possano trasferire ogni anno a migliaia di studenti)

  • superlativi enfatici (lunghissimo applauso)

  • opinione del giornalista è veicolata attraverso un sobrio “Molti si chiedono” (molti si chiedono come sia possibileche 67 docenti abbiano sottoscritto questo no alla presenza del Papa…)

STUDIO APERTO h. 12.25 “Il Papa e la Sapienza”

Redazionale

«Avete visto commenti indignati anche sulla vicenda del Papa costretto a non andare alla Sapienza.»

Esterno

Sevizio di Laura Berlinguer sui commenti degli studenti.

(Il problema in questo servizio non riguarda tanto il lessico, quanto piuttosto le scelte di redazione e l’enfasi attraverso cui viene presentata la questione. Parte il servizio sulla partecipazione di studenti all’incontro con il Papa nell’aula Paolo VI e si dice che: “Il Papa viene accolto al grido di Libertà” e parte, non proprio in sottofondo, un coro che effettivamente dice: “LIBERTà”, con un volume però più alto rispetto a quello del servizio Tg.)

  • distorsione della realtà a favore del soggetto della vicenda (il Papa costretto a non andare alla Sapienza)

  • il piano verbale viene sopraffatto dall’audio.

    17 gennaio

TG1 h. 20.00 “L’inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza”

Redazionale

«A Roma, inaugurazione dell’anno accademico, solo poche decine i contestatori. Il discorso del Papa letto e applaudito, imbavagliati gli studenti cattolici.

Esterno

Piero Damosso. Un lunghissimo applauso chiude la lettura dell’intervento del grande assente, il Papa teologo e professore. “Una risposta alle legittime polemiche di un minoritario dissenso”, commenta il Rettore Guarini, che vuole invitare ancora Benedetto.(…) L’inaugurazione è stata dominata dal caso Papa. Alcuni studenti cattolici si sono imbavagliati, sui loro cartelli: “LIBERTà in Università, e pur si muove” prima di andare in cappella della Sapienza per la veglia di preghiera.(…)

Esterno

Alessandro Gaeta. (…) La giornata si chiude così con la più dissacratoria delle manifestazioni. Un gay pride in tono minore dal sapore goliardico.»

  • enfasi sulle quantita (solo poche decine i contestatori)

  • superlativo (lunghissimo applauso)

  • giudizio di valore (un gay pride in tono minore dal sapore goliardico)

STUDIO APERTO h. 18.30 “Tensione alla Sapienza”

Redazionale

«Stamattina alla Sapienza di Roma si è aperto l’anno accademico tra contestazioni e tensioni, anche se il Papa non c’era. Il Rettore promette:”Inviterò di nuovo il Pontefice”.

Esterno

Laura Berlinguer. Il Papa non c’era, ma la sua presenza si è sentita in tutti gli interventi. A partire dal messaggio che Benedetto XVI non ha potuto portare personalmente, ma che è stato accolto da un lunghissimo applauso. “La fede non si impone in modo autoritario ma può essere solo donata in libertà”, scrive il Pontefice nel suo intervento, che viene letto durante l’inaugurazione dell’anno accademico. Dentro, un gruppo di studenti sceglie la protesta del silenzio e si imbavaglia in segno di solidarietà con il Papa. Fuori dall’Ateneo le contestazioni. La Sapienza è blindata. La tensione sale quando i manifestanti cercando di entrare nell’università. Intanto nell’aula magna parlano le cariche istituzionali. Per il Ministro Mussi, la scienza non può giustificare l’intolleranza e anche il Rettore ha annuciato un nuovo invito a Papa Benedetto XVI. Il cardinal Ruini chiarisce il senso dell’appuntamento in p.zza San Pietro: sarà un momento di preghiera e vicinanza al Papa e non una manifestazione politica.»

  • superlativi (lunghissimo applauso)

  • aggettivi connotativi (lunghissimo applauso)

  • informazione non aderente alla realtà (non ha potuto portare personalmente)

  • connettivi logici impiegati per fini strategici (Benedetto XVI non ha potuto portare personalmente, ma che è stato accolto da un lunghissimo applauso)

19 gennaio

TG2 h. 20.30 “Il Papa e La Sapienza”

Redazionale

«Domani all’Angelus in p.zza San Pietro, fedeli, attivisti cattolici e politici di tutti e due gli schieramenti chiamati dal cardinale vicario Ruini per testimoniare solidarietà al Papa dopo l’annullamento della visita alla Sapienza di Roma.

Esterno

Luciano Ghelfi.”Il cardinal Ruini l’ha detto chiaro sin dall’inizio: domenica tutti a S. Pietro all’angelus, ma dovrà essere un incontro di preghiera e non un comizio. Anche senza essere una manifestazione politica, resta un forte segno di solidarietà verso Benedetto XVI, costretto a rinunciare alla visita all’università La Sapienza per evitare contestazioni. Sarà una piazza gremita, mondo cattolico tutto mobilitato, attese almeno 150.000 persone. Tanti anche i politici, ma i radicali con un sit-in a p.zza San Pietro hanno protestato perchè domani non potranno manifestare e definito una bufala la tesi che il Papa non posa parlare, visto che è uno dei più presenti nei tg. Commenta Prodi: se si impedisce di far parlare il Papa, è una crisi di libertà per tutti. Il socialista Boselli, parla però di una prova di forza di Ruini ma è polemica soprattutto dentro il partito democratico. Ci saranno in molti da Rutelli ai Teodem, ma Parisi definisce tragica la presenza dei suoi compagni di partito in p.zza San Pietro. Anche la Bindi teme strumentalizzazioni, e mentre il comunista Rizzo ripete:”Libera Chiesa in Libero Stato”. Formisano e l’Italia dei Valori invita tutti a San Pietro in nome della libertà di espressione. Il centro destra sarà presente pressochè al completo. E’ la risposta laica alla malafede laicista, dice Martuscello, Forza Italia. Aggiunge da An Alemanno: “ci saremo per rimarginare la ferita della Sapienza”. Presenti Udc, la Lega, la Destra, la Dc per le autonomie come pure la Cisl. Tutti assicurano senza simboli di partito”.»

  • giudizi di valore (forte segno di solidarietà)

  • opinione del giornalista (il Papa costretto a rinunciare alla visita all’università La Sapienza per evitare contestazioni)

  • ipotesi (sarà una piazza gremita di persone)

20 gennaio

TG3 h. 14.20 “In 200.000 per il Papa”

Redazionale

«”Desidero innanzi tutto salutare i giovani universitari. Siete venuti così numerosi in p.zza per esprimermi solidarietà”. Ringrazia così il Papa i fedeli chiamati a raccolta dal Cardinale Ruini, ed effettivamente p.zza S. Pietro era strapiena, perchè quella di oggi non era solo la domenica dell’angelus ma anche il giorno della solidarietà, in risposta alla mancata visita di Benedetto XVI all’Università La Sapienza di Roma. “Ho soprasseduto mio malgrado”, ha detto il Papa. Ma sentiamo le sue parole con Roberto Balducci.

Esterno

Roberto Balducci. “Purtroppo com’è noto il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza alla cerimonia. Ho soprasseduto mio malgrado. All’ambiente universitario che per lunghi anni è stato il mio mondo, mi legano l’amore per la ricerca della verità, per il confronto, del dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni. Così Benedetto XVI, dopo la preghiera, ha ringraziato tutti i presenti per la solidarietà espressa. Una P.zza S. Pietro strapiena per il primo angelus dopo la mancata visita all’università di Roma e soprattutto dopo la chiamata del suo vicario nella capitale, il Cardinale Ruini, che il papa ha ringraziato nel corso del suo saluto, più volte interrotto dagli applausi. All’appello hanno risposto con entusiasmo le organizzazioni cattoliche, gli universitari e anche numerosi politici sia a titolo personale che del partito di appartenza. Ma l’angelus non è un comizio, è una preghiera e un saluto e così è stato. Dal Vaticano è il momento di non sottolineare le polemiche e raccogliere la solidarietà di tutti i politici, ma senza inventarsi prove di forza. Ed è proprio il Papa in poche parole non previste dal testo anticipato dalla stampa che sottolinea questo atteggiamento: “andiamo avanti in questo spirito di fraternità, di amore per la libertà, dell’impegno comune per una società fraterna e tollerante. Grazie a voi tutti.”(Parte un coro che grida “Libertà”).»

  • enfasi sugli applausi che connotano l’appoggio al Papa, sono strumento per dimostrarne la solidarietà (più volte interrotto dagli applausi)

  • linguaggio verbale supportato dall’audio (parte il coro)

  • giudizio di valore (effettivamente p.zza S. Pietro era strapiena)

STUDIO APERTO h. 12.25 “L’esercito del Pontefice”

Redazionale

«Andiamo a S. Pietro dove è appena terminato l’Angelus, p.zza gremita da 200.000 persone. L’esercito del Papa chiamato a raccolta dal Cardinale Ruini, dopo le contestazioni di alcuni studenti e professori alla Sapienza.

In collegamento da p.zza S. Pietro Laura Berlinguer e Alessandra Anzolin.

Allora Laura cosa ha detto il Papa?

Il Papa dopo l’Angelus ha preso la parola, ha parlato della sua mancata partecipazione alla Sapienza, ha detto: “mi rivolgo in qualità di professore agli studenti, parlo agli universitari, rispettate le opinioni altrui”. Ma sentiamo quali sono state le parole del Papa.

“Desidero innanzi tutto salutare i giovani universitari, che sono tanti -grazie per la presenza- i professori e voi tutti, che siete venuti oggi così numerosi in p.zza S. Pietro per partecipare alla preghiera dell’Angelus e per esprimermi la vostra solidarietà”. E’ una visita quella alla Sapienza a cui il Papa ha detto di aver rinunciato suo malgrado. Ma torniamo a p.zza S. Pietro, Laura ad ascoltare l’Angelus c’erano esponenti del mondo politico, culturale ma soprattutto giovani, famiglie.

Sì ci sono esponenti politici di entrambi gli schieramenti, anche se ancora stamattina il Presidente della Cei, il cardinal Bagnasco, ha detto: “Questa non deve essere una prova di forza”. Come dicevi tu, quello che colpisce qui oggi è la straordinaria presenza di giovani studenti, universitari, ma anche di intere famiglie. Noi siamo andati tra loro.(Brevi interviste…) Sono arrivati veramente da tutta Italia, dopo aver affrontato lunghi viaggi in treno, in macchina, in pullman. Sono venuti tutti in segno di solidarietà per Benedetto XVI.(..)

Tra il popolo del Papa c’è la nostra Alessandra Anzolin, ancora collegata con noi insieme a Laura Berlinguer. Allora Laura è una p.zza ancora affollata in via della Conciliazione? Una p.zza ancora affollata anche se le persone cominciano a lasciare p.zza S. Pietro , si tratta, lo abbiamo detto, di una folla immensa, 200.000 persone. Ci ha raggiunto A. Anzolin che era tra la folla di fedeli. Alessandra allora qual’era il clima che si respirava stamattina?

C’era un clima di grande solidarietà, tanta, tantissima gente che ha affrontato viaggi lunghi: viaggi in treno, in macchina, pur di essere presenti, di essere qui oggi. Molte le famiglie, gli studenti, le parrocchie. Insomma il clima globale era proprio quello di appoggio al Pontefice, di un abbraccio e di vicinanza.

Grazie a Laura e Alessandra».

  • aggettivi connotativi (piazza gremita, folla immensa, viaggi lunghi, straordinaria presenza, grande solidarietà)

  • superlativi (tantissima gente)

  • ridondanze (tanta, tantissima gente)

  • opinione del giornalista (insomma il clima globale era proprio quello di appoggio al Pontefice, di un abbraccio e di vicinanza)

21 gennaio

TG1 h. 20.00 “Bagnasco: L’Italia è un paese sfilacciato”

Redazionale

«”La scelta del Papa di non andare alla Sapienza è seguita ai suggerimenti delle autorità italiane”, lo afferma il cardinal Angelo Bagnasco, Presidente della Cei, che dell’Italia dice: “è un Paese sfilacciato”.

Esterno

Fabio Zavattaro. Una rinuncia la visita del Papa alla Sapienza che se si è fatta necessariamente carico dei suggerimenti dell’autorità italiana, nasce da un atto d’amore del Papa per la sua città. Non per tirarsi indietro ma scelta per non alimentare neppure tensioni create da altri. Il cardinal Bagnasco apre i lavori del Consiglio Permanente Cei. Parla di clima di ostilità creata da una minoranza esigua di studenti e docenti che ha suggerito questa amara soluzione. Parla di politica, si rivolge ai cattolici, presenti in Parlamento, il voto di coscienza è risorsa ad esclusivo servizio della politica buona. L’Italia, poi, un Paese che si presenta sempre più sfilacciato. Bagnasco: “Frammentato al punto da apparire ridotto a coriandoli”. Parla di aborto, bene la moratoria sulla pena di morte, ora che ci sia attenzione alla gravissima situazione di sofferenza che è l’aborto. Non c’è perfetta identità tra le due situazioni ma solo stringente analogia. Si dice grato a chi da parte laica: ” ha dato evidenza pubblica alla contraddizione tra la moratoria che c’è e quella che fatichiamo tanto a riconoscere”. Chiede l’aggiornamento della 194 ai progressi di scienza e medicina e parla di mala politica e non solo di camorra per l’emergenza rifiuti.»

  • ampio spazio dato alla Cei e alle affermazioni del Cardinal Bagnasco, mentre meno alla controparte, in questo caso, il governo.

  • le proteste sono ridimensionate (minoranza esigua di studenti e professori)

  • aggettivi connotativi (amara soluzione)

1. b) II Campione 7 gennaio all’11 gennaio e dal 24 Gennaio al 7 febbraio.

7 gennaio

TG1 h. 13.30 “Il Papa riceve gli ambasciatori”.

TG2 h. 20.30 “Il Papa rilancia la discussione sulla moratoria sull’aborto”.

TG3 h. 19.00 “Il Papa difende la sacralità della vita”.

TG5 h. 20.00 “Tutela della vita”.

La7 h. 20.00 “Il Papa: dopo la pena di morte, moratoria sull’aborto.

9 gennaio

TG1 h. 13.30 “Udienza in Vaticano”

TG2 h. 13.00 “Udienza in Vaticano”

STUDIO APERTO h. 18.30 “Sportivi in Vaticano”

10 gennaio

TG1 h. 13.30 “Educazione, famiglia, povertà e sicurezza”

TG2 h. 20.30 “Allarme del Papa sul degrado di Roma”

TG4 h. 19.00 “La preoccupazione del Papa per le città”

TG5 h. 20.00 “Il Papa riceve in udenza Veltroni e denuncia il grave degrado di Roma”

STUDIO APERTO h. 18.30 “Il degrado di Roma, grido d’allarme del Papa”

La7 h. 20.00 “Il Papa incontra Veltroni, Marrazzo, Gasbarra e striglia il Sindaco”

11 gennaio

TG1 h. 20.00 “Nota del Vaticano contro le strumentalizzazioni delle parole del Papa”

TG2 h. 20.30 “Santa Sede: strumentalizzate le parole di Benedetto XVI”

TG4 h. 19.00 “Il Papa e Roma”

TG5 h.20.00 “La Santa Sede ha precisato con un comunicato il vero senso delle parole del Papa”

24 gennaio

TG2 h. 13.00 “Vaticano”

TG2 h. 20.30 “Il Papa tira le orecchie ai media e in particolare alla tv”

27 gennaio

TG1 h. 13.30 “Preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro”

TG2 h. 13.00 “L’Angelus dedicato alla pace nel mondo”

TG4 h. 13.30 “Preghiera dell’Angelus del Papa alla presenza di 10.000 giovani dell’Azione Cattolica”

TG4 h. 19.00 “Vaticano”

TG5 h. 20.00 “Vaticano: all’Angelus per la prma volta si affaccia una bimba alla fnestra del Papa”

STUDIO APERTO h. 18.30 “Vaticano”

30 gennaio

TG1 h. 13.30 “Benedetto XVI: l’udienza generale del mercoledì”

TG4 h. 13.30 “Udienza generale in Vaticano”

31 gennaio

TG1 h. 13.30 “Vaticano: il Papa ha parlato oggi alla Congregazione della Dottrina della Fede”

TG1 h. 20.00 “Sessione plenaria della congregazione della Dottrina della Fede”

2 febbraio

TG1 h. 13.30 “Il Papa incontra il Presidente del Kosovo”

5 febbraio

TG2 h. 13.00 “Il miracolo di Civitavecchia”

6 febbraio

TG1 h. 13.30 “Vaticano: udienza generale del mercoledì”

TG3 h. 19.00 “L’appello del Pontefice”

TG4 h. 13.30 “L’udienza del mercoledì in Vaticano”

7 febbraio

TG1 h.20.00 “Il Papa incontra i parroci”

TG2 h. 13.00 “Stop al dialogo tra comunità ebraica e Vaticano”

TG2 h. 20.30 “Vaticano: il Papa incontra i parroci di Roma”

STUDIO APERTO h. 12.25 “Dal Vaticano nuove offerte telefoniche”

2. b) Analisi sul linguaggio ed eventuale enfasi.

7 gennaio

TG2 h. 20.30 “Il Papa rilancia la discussione sulla moratoria sull’aborto”.

Redazionale

«Non lo ha detto esplicitamente ma oggi il Papa con le sue parole a proposito della pena di morte di fatto ha rilanciato sulla proposta di una moratoria anche sull’aborto. Sentiamo Lucio Brunelli.

Esterno

Lucio Brunelli. Ambasciatori di tutto il pianeta, 176 le nazioni rappresentate nella Sala Regia del Palazzo Apostolico. Quale migliore cornice per rilanciare a livello internazionale il dibattito sull’aborto. “Mi rallegro - dice Benedetto XVI, parlando in francese- per il recente voto all’Onu sulla sospensione delle esecuzioni capitali e faccio voti che tale iniziativa stimoli il dibattito pubblico sul carattere sacro della vita umana”. Queste le testuali parole del Papa, lette da molti osservatori come un’approvazione almeno implicita sulla proposta di moratoria sull’aborto, lanciata dal direttore de Il Foglio Giuliano Ferrara e subito elogiata dai vertici della Chiesa italiana. “Non posso non deplorare ancora una volta gli attacchi continui perpetrati in tutti i continenti alla vita umana e alla famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. Parole per altro inserite in un discorso dall’ampio respiro internazionale, dall’Iraq dove i cristiani sono sotto attacco alla miccia Kosovo nella polveriera balcanica, la via del dialogo invocata com unico mezzo per disinnescare la violenza in Kenya e Pakistan. Con un appello inedito alla diplomazia mondiale, perchè la bomba atomica non finisca nelle mani dei terroristi.»

  • supposizioni per introdurre la notizia (non lo ha detto esplicitamente ma…)

  • connettivi logici strumentali (non lo ha detto ma oggi con le sue parole a proposito della pena di morte…)

  • enfasi sul luogo in cui è avvenuto il fatto (quale migliore cornice per rilanciare a livello internazionale il dibattito sull’aborto)

TG3 h. 19.00 “Il Papa difende la sacralità della vita”.

Redazionale

«Nuovo intervento di Benedetto XVI per difendere la sacralità della vita. L’occasione è stato l’incontro con il corpo diplomatico accreditato in Vaticano. Nel suo discorso il Papa ha trattato tutti i temi di politica internazionale, ricordando la moratoria sulla pena di morte. Ha auspicato un dibattito sul valore della vita. Ce ne parla Roberto Balducci.

Esterno

“Mi rallegro che, lo scorso 18 dicembre, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite abbia adottato una risoluzione chiamando gli Stati ad istituire una moratoria sull’applicazione della pena di morte ed io faccio voti che tale iniziativa stimoli il dibattito pubblico sul carattere sacro della vita umana”. Lo dice in francese Papa Ratzinger, come si addice alla circostanza, il linguaggio della diplomazia, rivolto ai rappresentanti del mondo. Il corpo accreditato in Vaticano ha 176 Stati. Carattere sacro della vita umana, un valore per tutti, che si traduce in politica in diversi modi. In questo momento in Italia vuol dire eutanasia e aborto. La frase è al centro di un discorso anzi, le sue parole, un rapido giro di orizzonte sulla fragilità della situazione internazionale, sui molti fronti di crisi dalle popolazioni colpite dalle calamità naturali ai molti, troppi fronti di guerra: Medioriente, Pakistan, Birmania o di guerre temute come il Kosovo. Un quadro sconfortante, ma in fondo conclude Ratzinger: “La diplomazia è l’arte della speranza, deve saper discernere i segnali più tenui. La diplomazia deve dare speranza”.»

  • opinione del giornalista (Carattere sacro della vita umana, un valore per tutti, che si traduce in politica in diversi modi. In questo momento in Italia vuol dire eutanasia e aborto)

10 gennaio

TG4 h. 19.00 “La preoccupazione del Papa per le città”

Redazionale

«Ovviamente per la vita nelle grandi città, un po’ la sintesi di tutto quello di cui abbiamo parlato oggi della sicurezza, per quella della violenza che si manifesta in aggressioni, rapine, spaccio di droga, mercato della prostituzione. Come vedete dalle immagini che si riferiscono al Pontefice. Anche il Pontefice ha fatto riferimento a quello che accade a Napoli. Ne ha fatto appunto riferimento il Papa, con toni severi e preoccupati, per quanto riguarda la vita nelle città, ricevendo stamane il Sindaco di Roma Veltroni al quale ha rivolto un ennesimo appello perchè si riesca a combattere e soprattutto a sconfiggere il degrado in alcune aree della capitale che vanno anche a discapito dell’unità della famiglia.» ???????

  • questa introduzione è del tutto imprecisa e incomprensibile

La7 h. 20.00 “Il Papa incontra Veltroni, Marrazzo, Gasbarra e striglia il Sindaco”

Redazionale

«Il Papa oggi ha incontrato il Sindaco di Roma, il presidente della Regione, Veltroni e Marrazzo. Hanno parlato tutti in italiano, ma sul degrado della Capitale, di alcune zone di Roma, non hanno parlato tutti la stessa lingua.

Esterno

Il servizio di Lorenzo Scheggi Merlini. Stamane era in programma un cordiale scambio di auguri e invece sono piovuti gli avvuffi del Papa verso il Comune di Roma, Provincia e Regione Lazio, diretti soprattutto a Walter Veltroni, il Sindaco e Segretario del Pd che pure con la Chiesa cattolica cerca il dialogo su ogni più spinosa questione. Parole durissime quelle di Ratzinger salutate positivamente dal centro destra. “Il Papa boccia Veltroni e il governo locale di centro sinistra”, è stato il commento unanime e in effetti Benedetto XVI è stato davvero ruvido. “Roma è una città degradata, dove i giovani sono a rischio, dove i poveri non sono tutelati abbastanza”, ha denunciato “e quello che fa la Caritas, ad esempio, nei confronti dei rom- come è accaduto in occasione dell’omicidio di Giovanna Reggiani- non basta”. Sotto accusa anche scuola e sanità pubbliche, con la richiesta di più risorse per le istituzioni cattoliche. Infine, sulla famiglia un allarme e un richiamo per agli amministratori locali affinchè: “Non assecondino simili tendenze negative e al contrario offrano alle famiglie un sostegno convinto e concreto”. Decisa la replica di Veltroni: “A Roma la povertà si combatte e -comunque aggiunge- no ad ogni strumentalizzazione”.»

  • ironia del giornalista strumentale alla polemica per di più attraverso l’impiego del connettivo logico ma (hanno parlato tutti in italiano, ma sul degrado della Capitale, di alcune zone di Roma, non hanno parlato tutti la stessa lingua)

  • superlativo (durissime le parole del papa)

  • giudizio di valore espresso attraverso le conclusioni del giornalista (in effetti Benedetto XVI è stato davvero ruvido)

  • uso di lessico enfatico (allarme e richiamo per gli amministratori)

27 gennaio

TG1 h. 13.30 “Preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro”

Redazionale

«I temi dell’educazione al centro dell’attenzione del Papa oggi. Accanto a Benedetto XVI alla finestra del Palazzo Apostolico anche 2 ragazzi.

Esterno

Aldo Maria Valli. Come vuole la tradizione il Papa libera alcune colombe dalla finestra del Palazzo Apostolico, accanto a lui due ragazzi dell’Azione Cattolica in rappresentanza di tutti i loro coetanei presenti in piazza S. Pietro con la carovana della pace. Proprio ai temi dei giovani e dell’educazione è dedicato il messaggio di Benedetto XVI che sabato prossimo come lui stesso annuncia riceverà in Vaticano in una speciale udienza insegnanti, educatori, bambini, adolescenti. “Cari piccoli amici, so che vi impegnate in favore dei vostri coetanei che soffrono per la guerra e la povertà, continuate sulla strada che Gesù ci ha indicato per costruire la vera pace.” Oggi per la Chiesa è anche la giornata dedicata ai malati di lebbra, a loro e a tutti coloro che si battono contro questa malattia il Papa rivolge un pensiero assicurando una speciale preghiera.»

  • Tutto il servizio è in tono enfatico e soprattutto l’ultima frase conclusiva (a tutti coloro che si battono contro questa malattia il Papa rivolge un pensiero assicurando una speciale preghiera)

TG4 h. 13.30 “Preghiera dell’Angelus del Papa alla presenza di 10.000 giovani dell’Azione Cattolica”

Redazionale

«Torniamo a Roma, in piazza S. Pietro, il Papa con una piazza gremita di gente, in particolare c’erano 10.000 govani dell’Azione Cattolica, insieme ai bambini e ragazzi anche molte parrocchie a formare la carovana della pace. “Cari piccoli amici -ha detto il Papa-so che vi impegnate in favore dei vostri coetanei che soffrono per la guerra e la povertà -ha detto e aggiunto- continuate sulla strada che Gesù ci ha indicato per costruire la vera pace.” A conclusione dell’Angelus il Papa ha lanciato due colombe simbolo appunto della pace. L’ha fatto dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, e questa è stata la risposta affettuosa dei ragazzi in piazza San Pietro: un bell’applauso dunque

  • connetivi logici a sproposito (questa è stata la risposta affettuosa dei ragazzi in piazza San Pietro: un bell’applauso dunque)

  • aggettivi connotativi (affettuosa risposta, piazza gremita)

  • scelta di precisare la presenza, a detta del servizio tg, massiccia dei giovani dell’Azione cattolica

TG4 h. 19.00 “Vaticano”

Redazionale

«In piazza San Pietro a pregare con il Papa durante l’Angelus c’erano stamane più di 30.000 fedeli. Il Pontefice nel ripartire la benedizione ha ricordato che Dio non è l’Imperatore ma è il Signore del mondo che il vero vangelo è quello di Gesù Cristo. Vuol dire, ha detto Benedetto XVI, che occorre sempre maggior impegno per esprimere solidarietà a chi è solo, a chi è debole , a chi è malato, alle popolazioni stremate dalla fame e dalle malattie e poi ha fatto volare due colombe nel segno e nella volontà di pace.» (Non c’è concordia nel numero di fedeli presenti a S. Pietro, nel servizio delle 13.30 l’enfasi ricadeva genericamente sui fedeli e in modo particolare sull’Azione cattolica)

  • scelta nella costruzione del servizio non di dare peso alla notizia ma piuttosto al tema religioso trattato nelle parole di Ratzinger e legato a Dio e al vangelo

TG5 h. 20.00 “Vaticano: all’Angelus per la prima volta si affaccia una bimba alla finestra del Papa”

Redazionale

«E un piccolo evento storico c’è stato oggi, chiamiamolo così, oggi anche in piazza San Pietro, perchè durante il momento dell’attesa dell’Angelus, quindi, con la piazza particolarmente gremita in attesa del Papa, per la prima volta, si è affacciata alla finestra, alla finestra così famosa nel mondo, una bimba da sola. Ci spiega tutto Marina Ricci.

Esterno

Marina Ricci. “Caro Papa siamo i ragazzi dell’Azione Cattolica di Roma, questa mattina siamo arrivati qui da te marciando per la pace.” Quest’anno le ha proprio lasciato il posto ed è curioso vedere una piccola giovane donna sostituire il Papa alla finestra in piazza San Pietro nel parlare di pace e amore per Gesù Cristo. Tutta sola se ne sta lì, fronteggiado l’emozione e il mondo interno. Qualche passo più in dietro, nascosto dalla folla, Benedetto XVI che ne ammira sorridendo la tempra da perfetta oratrice e ascolta il racconto di quello che i ragazzi dell’Azione Cattolica fanno per i suoi coetanei: due scuole costruite in Africa grazie alla solidarietà dei ragazzi che ogni anno si mettono in marcia per andare a San Pietro a vedere volare, liberate dal Papa e da due loro compagni, le colombe della pace. Ed eccoli, infatti, dopo l’inaspettato blitz femminile tutti e tre alla finestra tutti e tre alla fnestra:”Allora siamo sempre in marcia per la pace non solo questo giorno, questi mesi, ma sempre il Signore ci aiuta e ci accompagna”. Benedetto XVI ha anche annunciato stamattina un incontro il 23 febbraio con educatori e giovani, per consegnare la sua lettera sull’emergenza educativa. Impegno, ha detto il Papa, difficile e cruciale per il fututro di Roma e non solo e alla fine il lancio perfettamente riuscito quest’anno senza ripensamenti da parte delle colombe.”Ho fatto bene? Qualche volta ritornano!”»

  • evento definito addirittura storico e presentato nei dettagli meno importanti (Tutta sola se ne sta lì, fronteggiado l’emozione e il mondo interno. Qualche passo più in dietro, nascosto dalla folla, Benedetto XVI che ne ammira sorridendo la tempra da perfetta oratrice)

  • enfasi con aggettivi connotativi (piazza particolarmente geremita)

STUDIO APERTO h. 18.30 “Vaticano”

Redazionale

«Andiamo adesso a San Pietro, lo vedete non era mai accaduto prima ma questa mattina, per pochi minuti tra lo stupore di molti, una bambina si è affacciata alla finestra del Papa prima dell’Angelus e ha rivolto al Pontefice il saluto dei ragazzi dell’Azione Cattolica venuti a Roma per liberare insieme a lui le colombe della pace. Benedetto XVI che ascoltava a pochi metri di distanza le parole della ragazza è sembrato divertito della sostituzione

  • tratte conclusioni sullo stato d’animo del Papa dall’espressione del suo volto (è sembrato divertito della sostituzione)

31 gennaio

TG1 h. 13.30 “Sessione plenaria della congregazione della Dottrina della Fede”

Redazionale

«Dura condanna del Papa al congelamento di embrioni umani, alla riduzione embrionale, alla diagnosi pre-impianto, alle ricerche delle cellule staminali embrionali e ai tentativi di clonazione umana. Tutti questi meccanismi, ha detto Benedetto XVI, alla sessione plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, mostrano chiaramente come la fecondazione artificiale extra corporea sia stata infranta la barriera posta a tutela della dignità umana.»

  • d’interesse per i radicali

TG1 h. 20.00 “Vaticano: il Papa ha parlato oggi alla Congregazione della Dottrina della Fede”

Redazionale

«”La fecondazione artificiale non rispetta la dignità umana”. Benedetto XVI si è rivolto così oggi alla Congregazione per la Dottrina della Fede, ugualmente lesivi della dignità, secondo il Papa, sono il congelamento degli embrioni e i tentativi di clonazione umana. Se gli esseri umani sono trattati come materiale biologico, afferma il Pontefice, non sono più qualcuno ma qualcosa.»

  • d’interesse per i radicali

2 febbraio

TG1 h. 13.30 “Il Papa incontra il Presidente del Kosovo”

Redazionale

«Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina il Presidente del Kosovo,

Fatmir Sejdiu, per esprimere la sua vicinanza all’intera popolazione di questo Paese. Secondo una nota della sala stampa vaticana, l’udienza avvenuta alla vigilia della possibile proclamazione dell’indipendenza del Kosovo non rappresenta alcun cambiamento nella posizione della Santa Sede sullo status giuridico della regione.»

  • notizia sulla vicinanza del Papa alla popolazione del Kosovo

6 febbraio

TG4 h. 13.30 “L’udienza del mercoledì in Vaticano”

Redazionale

«Parliamo dell’udienza del mercoledì in Vaticano, il Pontefice, nel pomeriggio, darà il via ai riti della quaresima con una cerimonia nella Chiesa di Santa Sabina all’Aventino. Benedetto XVI presiederà la liturgia imponendo le ceneri e dando poi il via così alla quaresima, il periodo di penitenza che, ricordiamo, precede la Pasqua.

Esterno

Francesca Cenci. Una bella giornata di sole ha accolto stamane Benedetto XVI nel tradizionale incontro del mercoledì. Il Papa ha salutato lungamente tanti pellegrini giunti a Roma in questo periodo, che coincide con l’inizio della quaresima, e oggi pomeriggio, il Pontefice, continuando una tradizione reintrodotta dai suoi predecessori si recherà sul colle dell’Aventino. Qui si snoderà la processione che porterà Papa Ratzinger dalla Basilica di San Anselmo all’antica Basilica di Santa Sabina. Nella chiesa che è anche sede della curia dei Padri Domenicani, imporrà le ceneri sul capo dei religiosi e dei laici. E’ il segno di quel richiamo alla penitenza e alla conversione che la chiesa ripropone ai fedeli all’inizio del periodo che precede la Pasqua. Un simbolo antichissimo che affonda le proprie radici già nel vecchio testamento quando si cospargeva di ceneri il capo di chi affrontava un periodo di digiuno e penitenza. In tutte le chiese si rinnoverà questa cerimonia che nelle parole del Papa vuole anche sottolineare il vero significato della penitenza: non la ricerca di un sacrificio fine a se stesso ma un momento privilegiato per purificare il cuore e ricercare veramente ciò che essenziale per la vita dell’uomo.» (da segnalare tutta la costruzione del servizio attorno al tema della quaresima dal punto di vista religioso celato sotto l’aspetto della notizia)

  • tematica religiosa in primo piano, non si tratta di vera notizia. Per come è costruita sembrerebbe avere il fine di infondere lo spirito cattolico pre-pasquale

7 febbraio

TG2 h. 13.00 “Stop al dialogo tra comunità ebraica e Vaticano”

Redazionale

«Si è concluso da poco il tradizionale incontro tra il Papa e il clero romano, molti i temi trattati, ce ne parla Giovan Battista Brunori.

Esterno

Mentre il Papa riceve il clero romano, all’esterno delle mura leonine, si fanno sempre più dure le proteste delle comunità ebraiche dopo la modifica vaticana alla preghiera per gli ebrei nella messa del venerdì santo. Il nuovo testo cancella espressioni che potevano suonare come anti semite o offensive, elimina il riferimento al velo che recitava il vecchio testo, copre il cuore degli ebrei. Ma tuttavia si pregherà perchè essi riconoscano Cristo Salvatore di tutti gli uomini che è decisamente ciò che distingue gli ebrei dai cristiani. Varie organizzazioni internazionali e l’Assemblea Rabbinica italiana hanno definito inaccettabile un’idea di dialogo finalizzato alla conversione degli ebrei e chiede una pausa di riflessione. Mentre il Rabbino Di Segni vede emessa il segno di una vecchia mentalità che riaffiora in Vaticano si minimizza. Questa preghiera verrà letta solo nelle pochissime chiese che sceglieranno il vecchio rito latino. Secondo il cardinal Kasper la preghiera per la conversione degli ebrei riflette la fede della Chiesa, ci si deve accettare e rispettare nella diversità e tuttavia dopo decenni di collaborazione la modifica del rito apre una spaccatura profonda che desta preoccupazione negli ambienti cattolici sensibili al dialogo e scontenta i cattolici più tradizionalisti secondo i quali non era necessario cambiare una preghiera usata dalla Chiesa per secoli.»

  • aggettivi connotativi (dure proteste, spaccatura profonda)

  • tono enfatico sulle ragioni della Chiesa alla modifica della preghiera (espressioni che potevano suonare come anti semite o offensive, elimina il riferimento al velo che recitava il vecchio testo, in Vaticano si minimizza)

  • riportata l’opinione di un cardinale secondo cui “la preghiera per la conversione degli ebrei riflette la fede della Chiesa, ci si deve accettare e rispettare nella diversità”, non è congruente con la realtà potrebbe essere strategica

TG2 h. 20.30 “Vaticano: il Papa incontra i parroci di Roma”

Redazionale

«Benedetto XVI ha incontrato i parroci di Roma, un dialogo fatto di domande e risposte con l’invito a resistere al bombardamento di parole ed immagini per concentrarsi di più sulle verità di fede.

Esterno

Giovan Battista Brunori. Viviamo in un tempo di inflazione di immagini e parole, la quaresima è il momento per mettere in pratica un digiuno del corpo e uno dei mezzi di comunicazione, così Benedetto XVI incontrando nell’aula delle benedizioni i preti romani, un’ora e quaranta di botta e risposta. Ratzinger consiglia i sacerdoti su come entrare con il piede giusto nel tempo di penitenza, in preparazione della Pasqua. “Abbiamo bisogno di un po’ di silenzio, abbiamo bisogno di uno spazio senza il bombardamento permanente delle immagini. Crearci spazi di silenzio e anche senza immagini per riaprire il nostro cuore, per l’immagine vera e la parola vera”. Stimolato dalle domande dei sacerdoti il Papa teologo spazia nelle sue risposte su temi che vanno dal Paradiso al peccato dei quali nella Chiesa si parla poco. La salvezza non arriverà per tutti, l’inferno esiste davvero, dice il Papa. Quindi, confida le sue perplessità sui mega raduni giovanili come le giornate mondiali della gioventù. Ratzinger, che pure ha incontrato i giovani a Colonia e Loreto e si prepara all’incontro della prossima estate in Australia, si interroga sul rischio che questi incontri anzinchè avvicinare i giovani alla fede facciano perdere di vista proprio l’aspetto spirituale.»

  • scelta strategica dell frase del Papa, l’intento strategico è quello di ricordare che l’inferno esiste

  • uso di connettivi logici a sproposito perchè si tratta di due frasi e due tematiche non connesse tra loro (l’inferno esiste davvero, dice il Papa. Quindi, confida le sue perplessità sui mega raduni giovanili)

STUDIO APERTO h. 12.25 “Dal Vaticano nuove offerte telefoniche”

Redazionale

«Per i possessori di cellulari arrivano proposte di nuovi servizi direttamente dal Vaticano.

Esterno

Silvia Vada. “Non abbiate paura aprite anzi spalancate le porte al Cristo”. Questo messaggio di fede e di coraggio lo aveva pronunciato Giovanni Paolo II, insieme a tante altre riflessioni spirituali e filosofiche durante il suo pontificato. Bene, chi da oggi vorrà potrà rileggere le sue frasi più toccanti sul proprio cellulare, questa l’iniziativa di un gestore telefonico che invierà, se richiesto, un sms ogni mattina con un pensiero del papa polacco. Papa Wojtyla ce li aveva letti gratis, non altrettanto saranno gli sms che costeranno 25 centesimi l’uno.»

  • enfasi sulle frasi di Wojtila (frasi toccanti, Papa Wojtila ce li ha letti gratis)

  • servizio strumentale al ricordo di Papa Wojtila e non sulla strategia commerciale di vendere frasi del Papa sui cellulari

Analisi sul Campione 14 gennaio-23 gennaio.

Il primo campione di servizi Tg presi in esame riguarda il caso specifico della rinuncia alla visita del Papa alla Sapienza e le relative iniziative a sostegno del Papa. Il fatto si era articolato in questo modo: il Papa era stato invitato dal rettore dell’Università La Sapienza a tenere la lectio magistralis per l’inizio dell’anno accademico, che generalmente spetta ad un accademico dell’Ateneo. In seguito ad una serie di proteste di professori e studenti, il Papa, in maniera del tutto autonoma, aveva deciso di rinunciare alla visita per evitare ulteriori contestazioni che avrebbero compromesso la sua immagine. Dopo la vicenda, il Cardinal Ruini aveva invitato tutti a S. Pietro in segno di solidarietà al Papa per quanto accaduto.

Per come viene trattato l’argomento, il lessico impiegato, i giudizi di valore, gli aggettivi connotativi, le supposizioni spacciate per notizie, emerge che la linea dei Tg italiani sostiene il Vaticano.

Vediamo nel dettaglio che tipo di scelte lessicali e strategiche sono state fatte.

Da un punto di vista strettamente lessicale, l’evento è presentato come una violazione del principio del libero dialogo in un clima generale di intolleranza. Si parla addirittura di vergogna per il Paese, una “vergogna incancellabile” e di “mancanza di rispetto per il Pontefice”. Non mancano giudizi di valore e aggettivi connotativi di supporto alle opinioni dei giornalisti.

Ma anche il lessico è frutto di scelte strategiche. La parola viene data ad esperti o esponenti della Chiesa se si vuole parlare di vergogna e a ragazzi se si vuole mostrare il clima di intolleranza. La selezione di chi deve parlare avviene a volte in modo equo, ad esempio due a favore e due contro, ma il più delle volte la parola è data ad esperti e in questi casi non viene controllato se è dato lo stesso spazio alla controparte.

La cosa che più colpisce è il collegamento della vicenda dei rifiuti di Napoli con quella del Papa quale ennesima vergogna e crollo d’immagine dell’Italia nel mondo. La ridondanza delle informazioni in alcuni servizi è altro esempio di scelta strategica a supporto dell’opinione del giornalista (ad esempio: il Papa rinuncia, il Papa non ci sarà, il Papa non verrà, il tutto concentrato nello stesso servizio). Ci sono alcuni esempi di presunte informazioni fatte passare per notizie certe oppure opinioni dei giornalisti spacciate per tali, questo processo avviene soprattutto negli editoriali dei direttori del Tg e in fascia serale.

La maggior parte dei servizi Tg sostengono che il Papa sia stato costretto, obbligato e che abbia dovuto rinunciare alla visita, che gli sia stato impedito di esprimersi; i fatti in concreto dicono altro. Alla luce di alcune contestazioni, egli stesso ha preferito rinunciare. La notizia, ad esempio, è riportata in questo modo: “Adesso dovremo anche provare a spiegare al mondo che non siamo in grado di garantire neppure al Papa di poter liberamente intervenire all’inaugurazione dell’anno accademico di un’università, La Sapienza, che lo aveva autonomamente invitato”[1]. Questa è una presa di posizione da parte dei giornalisti che gettano enfasi sull’accaduto e strumentalizzano il fatto in sé. Altro elemento riguarda le quantità, ad esempio le persone, si cerca di sminuire la quantità di persone che hanno aderito alla protesta (“poche decine di contestatori”[2]) e le molte, invece, dimostrazioni di solidarietà al Papa Ratzinger (“il popolo, l’esercito del Papa”[3], “una folla immensa”[4]).

Nel caso di interviste è molto importante la qualità delle domande che il giornalista pone al suo ospite. Nelle interviste durante il periodo campione è emerso che le domande fatte indirizzavano le risposte e ne predeterminavano il clima del dialogo, erano frutto di giudizi di valore e opinioni personali dei giornalisti[5]. A questo proposito, le opinioni sono spesso presentate come dati di fatto e valutazioni condivise.

E’ stata molto alta l’incidenza dei casi di notizie sospette e di scorrettezze comunicative. Dall’analisi si traggono le seguenti conclusioni. Non solo negli editoriali ma anche nelle introduzioni ai servizi è facile percepire come le impressioni personali si intreccino alla notizia. Inoltre, è emersa una ripetizione pesante delle stesse informazioni, creando un sovraccarico inutile. In questo caso specifico, è evidente come ci sia una strumentalizzazione di parole di larga diffusione, come intolleranza, libertà, proteste, etc. Altro dato da tenere presente riguarda la scelta delle persone a cui viene data la parola, sempre introdotte dal giornalista.

Analisi sul Campione 7 gennaio-11 gennaio e 24 gennaio-7 febbraio.

Il secondo campione riguarda un periodo generico di un mese; dal campione viene escluso la settimana in cui il Papa ha deciso di rinunciare alla visita alla Sapienza. Anche in un contesto tutto sommato non di tensioni, sono emerse delle strategie comunicative ben precise, nonostante l’incidenza delle scorrettezze comunicative sia molto più basso rispetto al I campione. Non tanto da un punto di vista lessicale quanto piuttosto strategico, la notizia è in linea di massima presentata in modo enfatico. Il problema risiede più che altro sulle tematiche scelte per costruire il servizio stesso; infatti, in un periodo pressoché tranquillo, in cui non ci sono particolari casi specifici, i giornalisti devono scegliere su cosa fare il servizio, tenendo sempre presente che una buona fetta del pubblico che segue i Tg sono di fede cattolica, quindi in quest’ottica risulterà sempre gradito un servizio sul Papa. Ne risultano a volte servizi su temi che non hanno al centro una notizia ben precisa, ma anzi o sono fondati sulle dichiarazioni di qualche esponente del clero oppure sono articolati sulla base di tematiche propriamente religiose[6]. Altro elemento, invece, è costituito dall’enfasi di alcuni servizi che, attraverso il tono enfatico, sposta, in modo strategico, l’attenzione dalla notizia verso componenti secondarie che altrimenti sarebbero inutili. Inoltre, la scelta dei giornalisti che decidono il taglio da dare alla notizia consiste nelle frasi da riportare, di conseguenza a cosa dare valore all’interno dl servizio. In alcuni servizi si è deciso di legare due tematiche nello stesso servizio che, di fatto, non hanno alcuna connessione l’una con l’altra, ma per dare coerenza al tutto le si sono ricollegano con connettivi logici di causalità e conseguenzialità.

In conclusione, nel II campione preso in esame è emerso come sia critico dover trattare argomenti di cui tutto sommato non c’è necessità di parlare. Il taglio dei servizi è spesso enfatizzato e strumentalizzato per essere meglio maneggevole; le notizie vengono spesso sacrificate ad altro genere di comunicazioni. Da questo punto di vista il Tg diventa veicolo di messaggi cattolici e religiosi.

[1] Servizio delTg5 del 15 gennaio 2008, edizione delle 20.00 “Editoriale di C. Mimun”.

[2] Idem.

[3] Servizio di Studio Aperto del 20 gennaio 2008, edizione delle 12.25 “L’esercito del Papa”.

[4] Idem.

[5] Servizio del Tg1 del 15 gennaio 2008, edizione delle 20.00 intervista a P. Mieli e servizio del Tg2 del 16 gennaio, edizione delle 20.30 intervista a Ruini.

[6] Servizio del Tg4, edizione delle 13.30 “L’udienza del mercoledì in Vaticano”.

Altre pagine di questo documento:

  1. Per il Tg2 la sentenza contro Galileo «fu razionale e giusta»
  2. Analisi qualitativa nei telegiornali italiani delle notizie riguardanti il Papa
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