Argomento DIOSSINA

Il caso Fenice: intervista a Nicola Abbiuso, presidente del Comitato diritto alla salute di Lavello

Il caso Fenice: intervista a Nicola Abbiuso, presidente del Comitato diritto alla salute di Lavello Dai rilievi effettuati a gennaio 2013 dall'Arpab è emerso che l'inceneritore Fenice di proprietà della multinazionale francese Edf continua ad inquinare le falde acquifere del vulure-melfese. Il Comitato diritto alla salute di Lavello ha deciso di presentare una nuova diffida indirizzata al Presidente della Regione e al Presidente della Provincia di Potenza per chiedere "il blocco immediato in autotutela delle attività dell'incerenitore", dove anche grazie all'eterna "emergenza" rifiuti lucana si continuano a bruciare rifiuti "tal quale"
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Nel "triangolo della morte": le video-inchieste di Antonio Crispino

Nel "triangolo della morte": le video-inchieste di Antonio Crispino Napoli - Oli esausti usati come concime, terreni contaminati dove si continua a consentire il pascolo e la coltivazione, diossina nel latte delle pecore, case, asili e strade costruite con rifiuti tossici. Questo ed altro nel lavoro di denuncia svolto dal giornalista del Corriere.it Antonio Crispino, autore di inquietanti reportage sul cosiddetto “triangolo della morte”, su due territori, il napoletano e il casertano, letteralmente devastati dallo smaltimento illegale di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici, nocivi e cancerogeni. I video prodotti da Antonio Crispino sono un pugno nello stomaco, una cruda denuncia dalla quale emerge lo spaccato di una ignobile speculazione, che ha ipotecato la vita e il futuro di intere generazioni. Le ferite inferte a tutte le matrici ambientali sono difficili da curare, ma di certo il silenzio uccide quanto i veleni sversati in una terra un tempo ricca e generosa. Crispino nei suoi racconti ci prende per mano e come novello Caronte ci traghetta in un inferno terreno come quello rappresentato dalla cosiddetta “Terra dei fuochi”, dove l’aria giorno e notte è appestata dai miasmi di chi impunemente brucia rifiuti. Un noto magistrato nella prefazione al rapporto 2010 sulle ecomafie ha scritto: “Accanto agli esponenti delle famiglie mafiose il mondo dei rifiuti si è andato popolando sempre più di una varietà di soggetti che, nella gran parte dei casi, non ha un precedente criminale, ma si collega con i criminali”
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11 pagine
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