Argomento RELIGIONE

Reportage sulla rivolta in corso ad Instanbul

INSTANBUL 16 giugno 2013 - 1h 26' 32"
Reportage sulla rivolta in corso ad Instanbul Le nuove generazioni turche chiedono libertà religiosa, sessuale, l'affermazione dei diritti umani e civili, pari opportunità sociali, nuove proposte politiche. La vita dei manifestanti, i movimenti e le associazioni; la voce dei giovani, degli intellettuali, dei magistrati, degli ambientalisti, della gente comune dalle piazze e dai parchi di Istanbul
SERVIZIO

Piazza Taksim e la difesa del Gezy Park: intervista a Nicola Mirenzi

RADIO 14 giugno 2013 - 18' 56"
Piazza Taksim e la difesa del Gezy Park: intervista a Nicola Mirenzi In collegamento da Istanbul, Nicola Mirenzi racconta la vita del movimento di Gezy Park, tra happening politici ed eventi culturali-ricerativi: si esprime a Piazza Taksim un movimento composito e nuovo, che rappresenta innanzitutto una richiesta di democrazia e di partecipazione. Il concerto di Davide Martello. Le diverse sensibilità del movimento. L'alta partecipazione delle donne alle manifestazioni. La reazione del primo ministro Erdogan: un riflesso di chi si sente 'nuovo establishment'. Il rapporto della Turchia con l'Unione europea: l'Ue ha trainato la Turchia verso un'evoluzione democratica negli anni di governo dell'Akp. Il nuovo movimento, libero da qualsiasi cappa ideologica, rifiuta l'autoritarismo di Erdogan al pari di quello dei militari che hanno sempre voluto rappresentarsi come garanti della laicità kemalista.
INTERVISTA

Gezi park, la protesta in Turchia: intervista a Raffaella Bianchi

RADIO 14 giugno 2013 - 34' 24"
Gezi park, la protesta in Turchia: intervista a Raffaella Bianchi Raffaella Bianchi è professore associato di Scienze politiche alla Suleyman Sah University di Istanbul e racconta come è cresciuta la protesta contro i progetti di ristrutturazione della città voluti dal primo ministro Erdogan. I progetti più contestati: il terzo ponte sul Bosforo che porterebbe il nome di un sultano che ha perseguitato la minoranza alevita; la ristrutturazione di un luogo-simbolo della Turchia laica come Piazza Taksim. I passi avanti fatti dal governo Erdogan sulla questione curda e la rimozione del problema alevita. Non a caso la protesta non ha attecchito nelle città curde come Dyarbakyr. La vita a Gezi Park: discussioni, incontri, dialogo, manifestazioni culturali e ricreative. Chi protesta a Gezi park. Tra i manifestanti di Piazza Taksim, gran parte di una nuova generazione che ha votato per Erdogan. L'incontro del primo ministro con una delegazione dei movimenti di protesta: è stato Erdogan a scegliere i membri della delegazione, che quindi non è stata ritenuta rappresentativa dal movimento di protesta. Il partito Akp, di cui Erdogan è leader, si mostra diviso. Ed è alla luce delle dinamiche interne in vista delle presidenziali del 2014 che si deve interpretare l'atteggiamento del primo ministro verso i manifestanti.
INTERVISTA

Trasmissione dell'Associazione "Non C'è Pace Senza Giustizia"

RADIO 14 giugno 2013 - 26' 31"
Trasmissione dell'Associazione "Non C'è Pace Senza Giustizia" In questa puntata, dopo le Notizie della Settimana lette per noi da Elisa Bozzo, ci colleghiamo con Tunisi dove Alice Simonetti, collaboratrice del progetto di giustizia penale internazionale ci aggiornerà sui risultati del corso di formazione per i media su "Corte Penale Internazionale e Giustizia di Transizione" in Libia e Tunisia, organizzato da Non c’è Pace Senza Giustizia. A seguire Alessandro Manno intervisterà per noi Alvilda Jablonko, coordinatrice del programma sulle Mutilazioni Genitali Femminili che commenterà l'ennesimo episodio legato alle MGF che ha visto la morte di una giovane ragazza egiziana. (Ventitreesima Puntata)
RUBRICA

Il movimento di protesta in Turchia. Intervista a Didem Akiel Collinsworth, analista dell'International Crisis Group

Il movimento di protesta in Turchia. Intervista a Didem Akiel Collinsworth, analista dell'International Crisis Group Perché non si può parlare di 'primavera turca': quello dell'Akp è un governo democraticamente eletto e i manifestanti non chiedono un 'regime change'. E' un segmento della popolazione che chiede di essere ascoltato e riconosciuto nelle proprie preoccupazioni: da quelle di tipo ambientalista legate a progetti di trasformazione urbanistica, a quelli sulla trasparenza con cui queste opere di ricostruzione vengono effettuate, al timore che il governo voglia imporre una morale islamista. E' un movimento che non si sente rappresentato dai partiti dell'opposizione. Hanno provocato la rabbia dei manifestanti la dura reazione della polizia al primo sit-in pacifico e l'atteggiamento sprezzante e insultante del primo ministro Erdogan. Un diverso atteggiamento è stato tenuto dal presidente Gul e dal vicepremier Arinc. Sarebbe necessario che Erdogan cambiasse la propria dura retorica verso la contestazione e ne riconoscesse le ragioni. Anche per raccogliere un consenso che gli è necessario per diventare presidente nel 2014.
INTERVISTA

Speciale elezioni Iran - Intervista a Luca Fortis e a Nima Baheli

RADIO 11 giugno 2013 - 28' 54"
Speciale elezioni Iran - Intervista a Luca Fortis e a Nima Baheli In studio Valeria Manieri. In collegamento Luca Fortis, giornalista esperto di politica estera e Nima Baheli, collaboratore di Limes ed esperto di politica ed economia mediorientale. Temi dell'intervista: Le elezioni in Iran del prossimo 14 giugno. L'elezione del settimo Presidente della Repubblica islamica, l'addio di Ahmadinejad, i candidati "sopravvissuti" al vaglio del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, i loro profili e le percentuali di successo. La situazione economico-sociale del paese, la politica delle sanzioni sul petrolio e la loro efficacia, le riserve auree del paese come contromisura per aggirare la pressione sulla bilancia dei pagamenti. Che cosa resta delle opposizioni in Iran e del movimento verde
INTERVISTA

Intervista a Meir Javendafar sulle prossime elezioni presidenziali in Iran

Intervista a Meir Javendafar sulle prossime elezioni presidenziali in Iran Javendafar, analista del medio Oriente presso l'interdisciplinary Centre di Herzlyia, spiega le ragioni per cui le elezioni presidenziali non saranno libere e quali siano i limiti posti alle candidature. E ricorda come il Leader Supremo abbia un ruolo centrale, rispetto al quale il presidente non ha alcun reale potere: non lo ha in politica estera, né su questioni come il nucleare. Come guarda Israele a queste presidenziali in Iran.
INTERVISTA
1429 pagine
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