appalti

Facoltà di Agraria: tutto in famiglia

Di Quirino Paris - 24 ottobre 2008
Perché interessa tanto il nepotismo nell’università italiana? Perché rappresenta la punta dell’iceberg del malcostume che inevitabilmente si instaura quando non vi siano incentivi e penalità, sia a livello individuale che di ateneo, nel reclutamento del personale accademico. ... Continua

Sapienza, tutti gli appalti sotto accusa

7 settembre 2007
È il “non possumus” di un dirigente dell’Ufficio tecnico della Sapienza ad aprire il varco ad appalti e incarichi nella più grande università d’Europa. La ventina tra geometri, architetti e ingegneri dipendenti del primo ateneo romano non è in grado di svolgere le funzioni per cui sta lì? Niente paura, il rettorato si rivolge ad altri. ... Continua

Appalti, l'Authority censura la Sapienza

Di Marino Bisso e Carlo Picozza - 12 ottobre 2007
Alla Sapienza è arrivata una prima “censura” alla pratica degli affidamenti diretti per la progettazione dei suoi futuri atenei decentrati. L´Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture scuote la testa di fronte agli incarichi ai dipartimenti della prima università romana. ... Continua

Sapienza, si allarga l'inchiesta

8 gennaio 2008
Nuovi provvedimenti giudiziari e nuovi indagati per la Parentopoli della Sapienza. Ora l’attenzione degli inquirenti, oltre che sul rettore Renato Guarini, sulle sue due figlie e sul genero, si concentra su una decina di docenti impegnati nel piano di decentramento dell’ateneo più grande d’Europa. L’inchiesta punta anche a far luce su criteri e procedure per la progettazione dei nuovi campus. ... Continua

Quel progetto affidato al prof-imprenditore

Di Marino Bisso e Carlo Picozza - 7 gennaio 2008
L´inchiesta su “parentopoli” ora investe anche il rettore Guarini e famiglia. Per gli esami da ricercatrice, la primogenita Maria Rosaria sceglie la materia insegnata da Di Paola che, con altri due prof, tiene la prima seduta di commissione nel suo studio privato, in un palazzo di pregio dove ha sede anche la sua spa. ... Continua

Parentopoli alla Sapienza, indagato il rettore

Di Marino Bisso e Carlo Picozza - 7 gennaio 2008
Partono i primi avvisi di garanzia per la “parentopoli” e gli appalti di edilizia universitaria assegnati a spa controllate da docenti della Sapienza. Sul registro degli indagati finiscono nomi eccellenti, quelli del magnifico rettore, Renato Guarini, e del professore di Estimo, Leonardo Di Paola, presidente della Cpc, la Compagnia progettazione e costruzioni che sta realizzando il parcheggio sotterraneo nella città universitaria, un´opera da 8,8 milioni di euro. ... Continua

Mozione sulla "questione morale"

Di Pannella Marco, Taradash Marco, Cicciomessere Roberto, Bonino Emma, Rapagna' Pio, Vito Elio - 8 marzo 1993
Mozione sulla “questione morale” del Gruppo parlamentare federalista europeo SOMMARIO: Ritenendo che la cosiddetta “questione morale” sia il prodotto della crisi della legalità (disfunzione del sistema giudiziario) e della politica (dilatazione della presenza dei partiti in ogni spazio della vita puibblica), la mozione impegna il governo a non ostacolare lo svolgimento dei referendum già convocati (sistema elettorale, finanziamento pubblico dei partiti, droga, ambiente, ministeri inutili,…), a non interferire con leggi retroattive sull’azione della magistratura, a modificare il sistema degli appalti, a commissariare la Rai, a unificare il comando delle forze dell’ordine anche attraverso la smilitarizzazione della guardia di finanza, a promuovere un confronto internazionale sulla politica proibizionista in materia di droga. Roma, 8 marzo 1993 La Camera, considerato che: a) la cosiddetta questione morale è in realtà il prodotto della duplice crisi della legalità e della politica nell’ultimo ventennio partitocratico; b) la questione legale trae origine sia dalle disfunzioni del sistema giudiziario che da un produzione legislativa deformata dai suoi obiettivi consociativi e clientelari; c) il progressivo venir meno della separazione fra parlamento e governo, fra partiti e parlamento, fra partiti e governo ha fatto saltare il sistema democratico di bilanciamento fra i poteri; d) in questo modo - e a dispetto dell’apparente costante scontro ideologico fra le diverse istituzioni, che ha in realtà coperto furibonde dispute per il predominio nel controllo delle risorse - è stata garantita negli anni la sopravvivenza di poteri oligarchici nell’economia pubblica e privata, nella politica, nella pubblica amministrazione, nell’informazione, nella magistratura; e) la questione politica, strettamente connessa alla crisi della legalità, si è venuta a determinare attraverso la progressiva, inarrestabile, dilatazione del potere e della presenza dei partiti in ogni spazio della vita pubblica del paese, al di fuori di ogni controllo democratico - nonostante e grazie alle finzioni assembleari - e sempre più spesso al di là delle stesse innumerevoli leggi di tutela della partitocrazia; f) le strutture portanti del sistema partitocratico sono entrate in crisi di putrescenza a seguito di eventi quali la straordinaria partecipazione popolare alla raccolta delle firme sui referendum in materia di riforme elettorali, buongoverno e diritti civili, il crollo elettorale della partitocrazia nelle regioni del Nord, le prime inchieste significative della magistratura su decenni di rapine di denaro e risorse pubbliche (ambientali e civiche, oltre che economiche) perpetrate in una impunità apparentemente garantita da una sorta di silenzio-assenso dell’ordine giudiziario, operante pur in presenza del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale; impegna il Governo: 1. ... Continua

Mozione sulla "questione morale"

Di Pannella Marco, Taradash Marco, Cicciomessere Roberto, Bonino Emma, Rapagna' Pio, Vito Elio - 8 marzo 1993
Mozione sulla “questione morale” del Gruppo parlamentare federalista europeo SOMMARIO: Ritenendo che la cosiddetta “questione morale” sia il prodotto della crisi della legalità (disfunzione del sistema giudiziario) e della politica (dilatazione della presenza dei partiti in ogni spazio della vita puibblica), la mozione impegna il governo a non ostacolare lo svolgimento dei referendum già convocati (sistema elettorale, finanziamento pubblico dei partiti, droga, ambiente, ministeri inutili,…), a non interferire con leggi retroattive sull’azione della magistratura, a modificare il sistema degli appalti, a commissariare la Rai, a unificare il comando delle forze dell’ordine anche attraverso la smilitarizzazione della guardia di finanza, a promuovere un confronto internazionale sulla politica proibizionista in materia di droga. Roma, 8 marzo 1993 La Camera, considerato che: a) la cosiddetta questione morale è in realtà il prodotto della duplice crisi della legalità e della politica nell’ultimo ventennio partitocratico; b) la questione legale trae origine sia dalle disfunzioni del sistema giudiziario che da un produzione legislativa deformata dai suoi obiettivi consociativi e clientelari; c) il progressivo venir meno della separazione fra parlamento e governo, fra partiti e parlamento, fra partiti e governo ha fatto saltare il sistema democratico di bilanciamento fra i poteri; d) in questo modo - e a dispetto dell’apparente costante scontro ideologico fra le diverse istituzioni, che ha in realtà coperto furibonde dispute per il predominio nel controllo delle risorse - è stata garantita negli anni la sopravvivenza di poteri oligarchici nell’economia pubblica e privata, nella politica, nella pubblica amministrazione, nell’informazione, nella magistratura; e) la questione politica, strettamente connessa alla crisi della legalità, si è venuta a determinare attraverso la progressiva, inarrestabile, dilatazione del potere e della presenza dei partiti in ogni spazio della vita pubblica del paese, al di fuori di ogni controllo democratico - nonostante e grazie alle finzioni assembleari - e sempre più spesso al di là delle stesse innumerevoli leggi di tutela della partitocrazia; f) le strutture portanti del sistema partitocratico sono entrate in crisi di putrescenza a seguito di eventi quali la straordinaria partecipazione popolare alla raccolta delle firme sui referendum in materia di riforme elettorali, buongoverno e diritti civili, il crollo elettorale della partitocrazia nelle regioni del Nord, le prime inchieste significative della magistratura su decenni di rapine di denaro e risorse pubbliche (ambientali e civiche, oltre che economiche) perpetrate in una impunità apparentemente garantita da una sorta di silenzio-assenso dell’ordine giudiziario, operante pur in presenza del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale; impegna il Governo: 1. ... Continua
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