camera dei deputati

Le proposte dei deputati radicali della rosa nel pugno accolte nel bilancio della camera su: innovazione tecnologica, risparmio e trasparenza attivita’ dei deputati.

Di Radio Radicale - 20 settembre 2007
Con l’approvazione del Bilancio della Camera sono state accolte, in alcuni casi riformulate su proposta del collegio dei questori, le proposte dei deputati radicali della Rosa nel Pugno, Sergio D’Elia, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Bruno Mellano, Donatella Poretti e dei deputati Lanfranco Turci, Rosa nel Pugno e Roberto Poletti dei Verdi per il miglioramento dei servizi anche rivolti ai cittadini. PER L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA: La Camera, premesso che: il servizio di diffusione via satellite del canale televisivo satellitare è attualmente fornito da RAI Way; RAI Way non è proprietaria di canali satellitari; impegna il Collegio dei Questori a verificare la possibilità di affittare, direttamente dalle società di gestione, il canale satellitare, superando l’intermediazione di RAI Way. 9/Doc. ... Continua

Camera dei deputati

Di Bonino Emma - 24 gennaio 1995
CAMERA DEI DEPUTATI L’INTERVENTO DI CONGEDO DI EMMA BONINO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Roma, 24 gennaio 1995 Signor Presidente signori del Governo, colleghe e colleghi, è con profonda emozione - lo potete immaginare - che prendo la parola, oggi, in questa assemblea che sto per lasciare per assumere l’incarico di Commissaria dell’Unione Europea. ... Continua

Discussione della mozione sull'abolizione della pena di morte.

Di Camera dei Deputati - 20 luglio 1994
Discussione della mozione sull’abolizione della pena di morte. Seduta di mercoledì 20 luglio 1994. Presidenza del Vicepresidente Ignazio La Russa. PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la discussione della mozione Bonino ed altri n. ... Continua

Non c'e' pace senza giustizia

Di Quinto Danilo - 11 luglio 1994
NON C’E’ PACE SENZA GIUSTIZIA COMITATO DI PARLAMENTARI, SINDACI E CITTADINI PER UN NUOVO DIRITTO INTERNAZIONALE Via di Torre Argentina,76-00186 Roma-tel.06/689791 fax06/68805396 NOTA PER LA COMMISSIONE ESTERI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI ITALIANA DIRITTI UMANI E APPLICAZIONE DELLE CONVENZIONI LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE SOMMARIO: Un completo esame delle questioni ancora non risolte nel lungo processo verso la costituzione della Corte penale internazionale. ... Continua

Presentata oggi 29 giugno anche alla camera dei deputati la mozione parlamentare sulla"moratoria delle esecuzioni capitali" da parte del consiglio di sicurezza e dell'assemblea generale delle nazioni unite

Di Camera dei Deputati - 29 giugno 1994
PRESENTATA OGGI 29 GIUGNO ANCHE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI LA MOZIONE PARLAMENTARE SULLA”MORATORIA DELLE ESECUZIONI CAPITALI” DA PARTE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA E DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE Hanno sottoscritto la mozione più di 100 deputati. Segue testo analogo a quello presentato al Senato La Camera dei Deputati, RILEVATO CHE la pena di morte è oggi ancora prevista negli ordinamenti giudiziari di 132 Stati della comunità internazionale su 181 (116 per reati ordinari e 16 per reati eccezionali) ed è ancora applicata in 96 paesi, ivi inclusi alcuni di democrazia politica; numerosi paesi, anche a ordinamento democratico, applicano la pena di morte in circostanze escluse da convenzioni internazionali sui diritti umani (minore età o malattie mentali); la comunità internazionale è minacciata da violazioni delle più elementari norme del diritto internazionale umanitario, quali i crimini di guerra, le aggressioni territoriali, il terrorismo, il genocidio, i crimini contro l’umanità; la gravità di tali violazioni nel territorio della ex-Jugoslavia, l’epurazione etnica, la violenza sistematica sulle donne, le stragi di civili sono realtà quotidiana; in alcuni paesi e situazioni, la pena di morte viene comminata in assenza di garanzie giuridiche e processuali, specialmente in caso di colpi di Stato e di guerre civili; in tali situazioni, l’applicazione della pena di morte è la fulminea e più probabile conseguenza del processo, in quanto pena esemplare ed immediata, e che spesso essa assume connotati di vero e proprio sterminio, poiché condanne a morte vengono eseguite nei confronti di individui rei di appartenere ad un medesimo gruppo, partito o fazione, o accusati solo di complicità morale; i colpi di Stato e le guerre civili spesso coinvolgono Stati limitrofi e si ripercuotono sul difficile equilibrio delle alleanze e dei sistemi di difesa a livello universale e regionale; le guerre civili rappresentano una minaccia alla sicurezza mondiale e rientrano nelle competenze del Consiglio di Sicurezza sulla base del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite; RITENUTO CHE occorre uno strumento di sanzione penale internazionale per dissuadere o punire i responsabili di tali atrocità, subordinando il principio di non ingerenza negli affari interni degli Stati al rispetto della dignità e dei diritti umani; il diritto di ogni essere umano a non essere ucciso a seguito di una sentenza o misura giudiziaria va affermato come fondamentale e inviolabile diritto della persona, in ogni ordinamento giuridico, con particolare riferimento a quegli Stati che abbiano in corso la revisione della loro Costituzione; VISTI la Risoluzione del Parlamento Europeo del 12 marzo 1992, laddove afferma che “nessuno Stato, e a maggior ragione nessuno Stato democratico, può disporre della vita dei propri cittadini prevedendo nel proprio ordinamento la pena di morte come conseguenza di reati, anche se gravissimi”; lo Statuto del Tribunale Internazionale per i crimini commessi nella ex-Jugoslavia istituito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il quale esclude in ogni caso la pena di morte; CONSIDERATO CHE è in corso una campagna internazionale denominata “Nessuno tocchi Caino”, condotta da cittadini e da parlamentari per l’abolizione della pena di morte nel mondo entro il 2000, a cui hanno aderito Premi Nobel, personalità della scienza, della cultura, numerose città, province e regioni italiane, e rappresentanti di tutte le religioni e di parlamenti di diversi paesi; una tappa di questa campagna è stata la marcia di Pasqua che si è svolta a Roma, il 3 aprile scorso, che aveva per obiettivi la moratoria delle esecuzioni capitali e la costituzione del Tribunale penale internazionale per i crimini contro l’umanità; la prossima tappa, con gli stessi obiettivi, è riferita all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si riunisce a New York da settembre a dicembre 1994, in occasione della quale si stanno preparando iniziative parlamentari e una mobilitazione internazionale; IMPEGNA IL GOVERNO a fare propria la Risoluzione del Parlamento Europeo del 12 marzo 1992, laddove afferma che nessuno Stato, e a maggior ragione nessuno Stato democratico, può disporre della vita dei propri cittadini prevedendo nel proprio ordinamento la pena di morte come conseguenza di reati, anche se gravissimi; a sostenere e a promuovere presso la 49ma sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’stituzione del Tribunale internazionale permanente sui crimini contro l’umanità; a perseguire nell’immediato l’obiettivo giuridico, politico e morale della moratoria delle esecuzioni in caso di colpi di stato, di guerre civili o altre situazioni analoghe; ad adoperarsi affinché il Consiglio di Sicurezza in tali casi imponga la moratoria delle condanne a morte per un periodo prefissato o avochi a sé il potere di inchiesta, almeno fino a che non appaia da elementi certi che vi sia il rispetto delle più elementari caratteristiche di una “giustizia giusta”; ad adoperarsi affinché il Consiglio di Sicurezza sancisca il principio del divieto dell’applicazione della pena di morte, in simili circostanze, in qualsiasi Paese; a porre all’ordine del giorno della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si riunisce a New York da settembre a dicembre 1994, la seguente proposta di Risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni capitali: “L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite Considerato che il diritto di ogni essere umano a non essere ucciso a seguito di una sentenza o misura giudiziaria, anche se emessa nel rispetto della legge e della procedura, va affermato come fondamentale e inviolabile diritto della persona in tutti gli ordinamenti giuridici nazionali e come diritto umano nell’ordinamento internazionale; che è necessario stabilire subito una moratoria delle esecuzioni anche già decretate, affinchè il principio dell’indisponibilità allo Stato della vita di ogni uomo si affermi ovunque nel mondo entro l’anno 2000; Chiede al Consiglio di Sicurezza di imporre una moratoria delle esecuzioni da applicare a tutte le situazioni create da “colpi di Stato” o da guerre civili - che costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza mondiale -, e di ricorrere, in caso di violazioni degli Stati, a tutte le sanzioni previste dalla Carta delle Nazioni Unite; Stabilisce che lo Statuto del Tribunale penale internazionale escluda la previsione della pena di morte per qualsiasi reato, così come sancito nello Statuto del Tribunale ad hoc sulla ex-Jugoslavia; Raccomanda agli Stati membri di attuare una moratoria delle esecuzioni anche già decretate, e di impegnarsi a conseguire l’obiettivo dell’abolizione entro l’anno 2000; di attivare la procedura di contenzioso internazionale, ex art. ... 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Risultati elezioni politiche della "lista pannella" nelle elezioni della camera dei deputati del 1992

Di Lista Pannella - 28 giugno 1994
RISULTATI ELEZIONI POLITICHE DELLA “LISTA PANNELLA” NELLE ELEZIONI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL 1992 Anno Voti validi % Seggi Note ... Continua

Crimini di guerra. lettera di emma bonino ai membri della commissione esteri di camera e senato

Di Bonino Emma - 8 giugno 1994
CRIMINI DI GUERRA. LETTERA DI EMMA BONINO AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE ESTERI DI CAMERA E SENATO SOMMARIO: Lettera con la quale s’informano i parlamentari delle Commissioni esteri del Senato e della Camera dell’incontro nel corso del quale verrà proiettato il film documentario »Bosna di ... Continua

Transnational/Satyagraha - numero 3 del 6 giugno 1994

Di Partito radicale - 6 giugno 1994
Transnational/Satyagraha - numero 3 del 6 giugno 1994 Agenzia del Partito radicale Proprio mentre si intensificano gli sforzi dei radicali per l’affermazione di un nuovo diritto internazionale, che sia effettivamente diritto, capace di affermarsi attraverso istituzioni che ne impongano il rispetto, sempre più evidente è il bisogno primario del pianeta: il bisogno di diritto, di regole, di autorità che lo affermino e lo facciano rispettare, come avviene in ogni comunità democraticamente retta. La immane tragedia del Rwanda, che come quella della ex Jugoslavia ha palesato ulteriormente l’impotenza delle istituzioni internazionali di oggi, impone l’accelerazione dell’opera per dotare il mondo, intanto, almeno, di un tribunale permanente che giudichi i crimini contro l’umanità, dotato di poteri adeguati, tali da non ridurre questa istituzione a entità impotente e inutile, e capace di essere deterrente, perché non vi siano più Jugoslavia e Rwanda. Il Partito radicale appare essere oggi - purtroppo - l’unica organizzazione politica impegnata ad affermare nel mondo la necessità di rendere il diritto, le regole di convivenza, adeguate alle altre attività umane, ormai totalmente interconnesse. Sulla tragedia del Rwanda, di cui il mondo intero porta responsabilità dirette e gravissime, il Parlamento italiano ha preso posizione, soprattutto grazie all’impegno dei deputati iscritti al transpartito transnazionale che è il Partito radicale. Intanto, Emma Bonino ha raggiunto New York, per partecipare alla riunione di Parliamentarians for Global Action, di cui presiede la Commissione che si occupa del Diritto internazionale. ... Continua
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