Grazie Presidente e grazie Signor Ministro per essere venuto qui in Commissione, così tempestivamente, ad esporre il programma di Governo sulla Giustizia.
C’è una frase che mi ha colpito in modo particolare nella sua esposizione, frase che le ho sentito ripetere in diretta su Radio Radicale quando è intervenuto al Congresso dell’ANM:
“Non dimentichiamoci – lei ha detto – che al centro del sistema c’è la persona”.
Già, ma che Giustizia c’è mai in Italia se le cifre sono quelle che lei stesso ci ha riferito sui processi pendenti nel civile: 4.925.000! e, altrettanti, se non erro, nel penale?
Noi Radicali eletti nelle liste del PD le chiediamo, Signor Ministro, se il Governo di cui lei fa parte intenda o no procedere con riforme strutturali del sistema della giustizia in Italia, per migliorarlo, per renderlo gestibile, efficace e giusto, oppure se intendete procedere, semplicemente attraverso l’ordinaria amministrazione “del disastro”, adottando norme ‘spot’, norme ‘manifesto’ che non risolvono alcun problema e che semmai pregiudicano l’efficacia e l’efficienza delle risposte ai fenomeni criminosi determinando, sempre di più, l’emergenza di una giustizia di classe, debole con i forti e forte con i deboli.
Il riferimento diretto, immediato, è evidentemente al cd.
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