medioriente

Mozione particolare sul caso del soldato israeliano Gilad Shalit

4 novembre 2008
Il VII Congresso di Radicali Italiani, riunito a Chianciano dal 30 ottobre al 2 novembre 2008, Ricordato che il soldato israeliano Gilad Shalit, ventenne, venne rapito il 25 giugno 2006 da un commando di miliziani palestinesi penetrato in territorio israeliano proveniente dalla striscia di Gaza; che da allora è prigioniero in località segreta nella stessa striscia di Gaza; che nulla si conosce circa le sue condizioni di detenzione e che nessuno ha potuto sin qui fargli visita, per verificare il suo effettivo stato di salute e la sua stessa esistenza in vita. Ricordato altresì che altri due soldati israeliani, rapiti in circostanze analoghe e nello stesso periodo nel nord di Israele da miliziani di Hezbollah provenienti dal Libano, venero in seguito uccisi; che i loro poveri resti sono stati restituiti a Israele il 16 luglio scorso, in cambio del rilascio di 5 prigionieri palestinesi, che erano detenuti in Israele per gravissimi atti di terrorismo, con l’omicidio di numerosi civili inermi, fra cui alcuni bambini. Sottolineato che lo Stato di Israele aveva acconsentito allo scambio accettando, fra le condizioni, di neppure sapere se i suoi due soldati, rapiti due anni prima, fossero ancora in vita o se fossero invece morti come purtroppo si è appreso solo a posteriori. Constatato con profonda amarezza che persino alla Croce Rossa Internazionale, che avrebbe dovuto verificare le condizioni del soldato Shalit, è stato impedito di fargli visita, e che questo organismo ha preso atto del diniego senza neppure emettere una protesta ufficiale. Evidenziato che il cosiddetto “presidente politico” di Hamas, Khaled Meshaal, ha dichiarato il 30 marzo scorso che il soldato Shalit “è vivo e trattato bene”, senza specificare altro; che 3.000 cittadini israeliani hanno pacificamente dimostrato, il 19 ottobre scorso, ai confini della striscia di Gaza dove avvenne il rapimento, chiedendo il rilascio del prigioniero; che Shalit, oggi ventiduenne, avrebbe ricevuto nei giorni scorsi (grazie all’intermediazione della Francia) una prima lettera da parte dei familiari, fatto del quale tuttavia non si hanno riscontri certi; che trattative avanzate sarebbero in corso fra il governo israeliano e l’organizzazione Hamas, per la scarcerazione di un altissimo numero di prigionieri palestinesi, in cambio della liberazione del solo soldato Shalit. Invita i parlamentari radicali italiani ed europei a promuovere una missione parlamentare a Gaza, che si impegni a non lasciare la Striscia fino a quando non avrà potuto incontrare il soldato Shalit e verificare le sue condizioni di salute. ... Continua
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Sintesi dei lavori della Commissione "Pace subito? Con quali pacifisti di oggi? Transnazionale, diritti umani, nonviolenza: non c'è pace senza giustizia e democrazia"

4 novembre 2007
«C’è un filo conduttore che lega l’iniziativa nonviolenta, transnazionale, “pacifista” di Marco Pannella, ma che pone la questione della Pace nei termini classici, radicali del Diritto alla Vita come espressione della Vita del Diritto. È il filo che lega “Iraq Libero”, “Nessuno tocchi Saddam e la Moratoria Universale sulla pena di morte e ora il Grande Satyagraha per la Pace, la Libertà e la Democrazia in Medioriente. È un filo lungo che viene da lontano, nella storia antica radicale e pannelliana, che parte almeno dalla campagna contro lo sterminio per fame e per guerra, dalle campagne antimilitariste per la riconversione del complesso militare industriale che è ancora il dato strutturale della politica estera e di difesa, verso la conversione dell’apparato militare nel senso di quelle bombe nonviolente dell’informazione, quelle armi di attrazione di massa che sono l’alternativa strutturale alle armi di distruzione di massa e il fondamentalismo, è la stessa intuizione che ci fa decidere a un certo punto della storia radicale di rifondare il Partito radicale come Partito Transnazionale, riformando quindi innanzitutto noi stessi se si ha l’ambizione e l’urgenza di riformare il mondo, la politica internazionale, la politica estera e di difesa. Il riflesso all’idea, alla parola stessa “transnazionale”, non è stato dissimile a quello che vi è stato rispetto alla proposta pannelliana di “Iraq Libero”, poi di “Nessuno tocchi Saddam” e la Moratoria Universale e ora del Grande Satyagraha… Se “Iraq Libero!” è fallito non è solo colpa di Bush, che ha accelerato i tempi dell’intervento armato proprio per sconfiggere la proposta realistica, realizzabile e quasi fatta di esilio per Saddam. ... Continua

MEDIORIENTE: Diritto alla vita e alla dignità

Di Marco Pannella - 26 novembre 1993
MEDIORIENTE: Diritto alla vita e alla dignità Intervento di Marco Pannella al PE del 24 ottobre 1985 SOMMARIO: In Medio Oriente, “per ciascun europeo tenuto in ostaggio” vi sono “centinaia e migliaia di cittadini” che vengono uccisi, per mancanza di libertà. ... Continua

Il narcotraffico

Di De Andreis Marco - 25 ottobre 1992
Il narcotraffico di Marco De Andreis SOMMARIO: Il primo e il secondo capitolo tentano di definire le droghe e di descrivere il regime internazionale che le regola. Il terzo capitolo, che assorbe gran parte della trattazione, guarda al fenomeno dal punto di vista dei paesi produttori. ... Continua
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