PREMESSO
che il diritto alla sicurezza ed alla qualità della vita urbana è una priorità e un bene primario dei
cittadini, e il prerequisito necessario alla vita serena e allo sviluppo di ogni comunità;
che la sicurezza deve essere garantita non soltanto per quanto riguarda fenomeni di criminalità
organizzata ma anche in riferimento ad aspetti di fenomeni di criminalità, micro-criminalità e
illegalità, presenti anche sotto forma di degrado e disordine urbano;
che il territorio e gli enti locali sono il livello su cui si ripercuotono le decisioni, o le non decisioni,
della politica nazionale;
che i problemi di sicurezza urbana delle piccole e medie città, vengono ad oggi sottovalutati
ricevendo meno attenzione e meno risorse del necessario;
che l’organico e la dotazione di mezzi e strumenti tecnologici delle forze dell’ordine, in particolare
nelle piccole e medie città, così come i loro stipendi, da molti anni sono rimasti invariati mentre il
numero dei reati e i problemi connessi alla sicurezza urbana crescono costantemente ogni anno;
che il problema della sicurezza urbana, fino a qualche decennio fa limitato alle realtà
metropolitane maggiori, oggi è diffuso a tutte le realtà urbane e intrinseco alle dinamiche di
sviluppo della città contemporanea;
che ad oggi l’unico tavolo di confronto tra il governo e gli enti locali sul tema della sicurezza è
limitato alle sole Città Metropolitane;
che la diffusione e la complessità del problema della sicurezza urbana richiede l’azione congiunta
e sinergica, nell’ambito delle rispettive responsabilità dei diversi livelli istituzionali, nonché la
promozione, anche in via sussidiaria, di interrelazioni finalizzate ad avvicinare, sempre più, i
dispositivi di prevenzione alla percezione dei cittadini;
che di conseguenza le esigenze espresse in questi mesi dai colleghi Sindaci delle città più
importanti sono dunque le stesse di tanti altri Sindaci, che ugualmente hanno il dovere e la
responsabilità di preservare le loro comunità dalle minacce dell’illegalità e dell’insicurezza;
che l’iter del pacchetto sicurezza varato sull’onda dei tragici fatti di Roma del novembre 2007 è
stato portato a termine solo in parte;
che oltre cento enti locali tra Comuni, Province e Regioni aderiscono al Forum Italiano per la
Sicurezza Urbana, organismo attivo già da diversi anni, che si é fatto da tempo promotore di
numerosi progetti e di diverse iniziative nel segno della promozione e della salvaguardia della
sicurezza urbana e dei singoli cittadini e in particolare di un progetto di legge le cui linee guida
sono: la promozione delle politiche integrate per la sicurezza; il coordinamento tra Polizie nazionali
e locali; la ridefinizione delle necessarie condizioni strutturali e organizzative per una polizia locale
di qualità;
che questo testo, il cui cammino era stato avviato per iniziativa di ANCI, UPI e Conferenza dei
Presidenti di Regione già nella penultima legislatura, contiene attuali e preziosi strumenti con i
quali i sindaci sarebbero in grado di dare il loro fattivo contributo alla sicurezza delle città.
I Sindaci delle città di Parma e Verona, Cremona, Pavia, Belluno, Novara, La Spezia, Alessandria,
Padova, Modena, Asti, Lodi, Treviso, Mantova, Como e Piacenza
CHIEDONO
al Governo Italiano e in particolare al Ministero dell’Interno e al Ministero della Giustizia,
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