status

Balcani, la prossima guerra

Di Carlo Bastasin - 20 novembre 2007
L’ipotesi di una nuova guerra nei Balcani, forse già il prossimo anno, sta entrando negli scenari strategici di Bruxelles e Washington. Solo dieci giorni dopo aver teso la mano alla Serbia, la Com­missione europea ha inasprito i toni, minacciando Belgrado di interrom­pere i negoziati preliminari all’acces­so all’Unione europea se continue­ranno le interferenze su Bosnia ed Erzegovina. ... Continua
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Prova di forza per la secessione

Di Tommaso Di Francesco - 17 novembre 2007
Oggi elezioni-bomba in Kosovo. Votano gli albanesi, i serbi boicottano. Aspettando il vertice Onu del 10 dicembre. Il Kosovo oggi va alle elezioni politiche e amministrative. Ma l’aspetto formale dell’appuntamento nasconde a malapena la prova di forza che la leadership albanese-kosovara vuole imporre, purtroppo autorizzata da molta parte della comunità internazionale. ... Continua

Crucianelli: «La soluzione del rebus kosovaro è vitale per il futuro dell’Europa»

17 novembre 2007
Per il sottosegretario agli esteri è ancora possibile raggiungere un compromesso sullo status della regione. «Il punto critico è rimasto irrisolto». Le posizioni di Belgrado e Pristina rimangono confliggenti, diametralmente opposte. ... Continua
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Kosovo, status finale: il piano Ahtisaari

Di Maarti Ahtisaari - 2 febbraio 2007
Il Kosovo adotterà una costituzione che prevedrà meccanismi giuridici e istituzionali per la protezione, la promozione e il rafforzamento dei diritti umani di tutte le persone del Kosovo; Il Kosovo avrà diritto a negoziare e sottoscrivere accordi internazionali, e a richiedere l’adesione ad organizzazioni internazionali; Il Kosovo avrà simboli nazionali propri e distinti, tra i quali una bandiera, un sigillo e un inno, che devono riflettere la sua composizione mulietnica; Il Kosovo non avrà alcuna pretesa territoriale contro - o non cercherà alcuna unione con – stati o parti di stati; La comunità internazionale avrà un ruolo di supervisione e monitoraggio ed avrà tutti i poteri necessari per garantire un’effettiva ed efficace implementazione di quest’accordo; Il Kosovo adotterà un programma complessivo e attento alle questioni di genere per affrontare il proprio passato, che comprenderà un ampio spettro di iniziative di giustizia di transizione; Gli abitanti appartenenti allo stesso gruppo nazionale o etnico, o linguistico o religioso tradizionalmente presenti sul territorio del Kosovo godranno di specifici diritti; Il Kosovo e la Serbia adotteranno - seguendo quanto previsto da norme e standard interni e internazionali – tutte le misure necessarie per determinare e fornire informazioni in merito all’identità, la localizzazione e il destino degli scomparsi; I municipi del Kosovo avranno diritto di adottare misure di cooperazione inter-municipale e trans-frontaliera su questioni di mutuo interesse e nell’esercizio delle proprie competenze; Nuovi confini municipali verranno stabiliti in linea con quanto previsto dall’allegato all’Annesso III di quest’accordo (BIRN non ha ottenuto gli allegati); Alla chiesa ortodossa in Kosovo, SOC - inclusi i suoi religiosi, affiliati, attività e proprietà – verrà garantita maggiore sicurezza e protezione in modo possa godere di tutti i propri diritti, prerogative e immunità, come previsto dall’Annesso V di quest’accordo; Le proprietà mobili ed immobili della Repubblica Federale di Yugoslavia o della Repubblica di Serbia situate sul territorio del Kosovo ai tempi di quest’accordo passeranno al Kosovo; Dei reclami riguardanti proprietà immobiliari private, e tra queste anche proprietà agricole e commerciali, continuerà ad occuparsene la Kosovo Property Agency, KPA, che si occuperà anche di questioni relative alla restituzione delle proprietà, e tra queste – con priorità – di riguardanti restituzioni di proprietà alla SOC; Il Kosovo e la Serbia si impegnano a risolvere direttamente qualsiasi disputa dovesse intervenire tra loro, che non sia qui prevista, attraverso accordo che tenga conto delle norme e standard internazionali; Il Kosovo avrà autorità sull’applicazione della legge, sulla sicurezza, sulla sicurezza pubblica, sui servizi di intelligence, sulla protezione civile e sul controllo dei confini del proprio territorio, salvo le eccezioni previste da questo accordo; Verrà creata una nuova Forza di Sicurezza del Kosovo, KSF, multinazionale e professionale, una componente della quale sarà dotata di armi leggere e in grado di agire per specifiche funzioni di sicurezza, in accordo con quanto previsto dall’Annesso VIII di questo accordo; Il KPC, avedo raggiunto i propri obiettivi, tra i quali contribuire alla ricostruzione post-conflitto del Kosovo, verrà smantellato entro un anno dall’entrata in vigore di quest’accordo; Con l’entrata in vigore di quest’accordo, il Presidente del Kosovo, consultando la presidenza dell’Assemblea, istituirà una commissione costituzionale per redigere una proposta di costituzione, consultandosi con l’International Civilian Representative, come previsto da quest’accordo; Non più tardi di 9 mesi dopo l’entrata in vigore di quest’accordo, verranno organizzate in Kosovo elezioni generale e locali, in accordo con le previsioni di quest’accordo ed i nuovi confini municipali definiti nell’Annesso III di quest’accordo. ... Continua

Pristina-Belgrado: riprendono i negoziati sul Kosovo

20 novembre 2007
La Serbia si fa avanti con una nuova proposta sullo status finale del Kosovo, modellata sull’esempio delle Isole Alands, contese un tempo tra Svezia e Finlandia. BRUXELLES – Il ministro serbo responsabile per la provincia del Kosovo, Slobodan Samardsic, ha confermato che la nuova proposta è stata presentata alla troika internazionale (Stati Uniti, Unione Europea e Russia), che sta tentando di mediare un accordo tra Belgrado e Pristina. ... Continua

Proporre uno "status neutrale" del Kosovo è come garantire l'indipendenza della provincia

19 novembre 2007
Il primo ministro serbo Vojislav Kostunica ha dichiarato ieri che la proposta del rappresentante per l’Unione Europea del Gruppo di Contatto, Wolfgang Ischinger, relativa all’assegnazione di uno status neutrale al Kosovo-Metohija è solo un mezzo che garantisce ugualmente l’indipendenza alla provincia e perciò la Serbia la rifiuterà. In un comunicato Kostunica ha precisato che tutti da lungo tempo sanno quale sia la posizione della Serbia rispetto alla costituzione di un nuovo stato albanese nel suo territorio ed ha aggiunto che è assolutalmente sicuro che non potrò esservi alcun accordo se si tratta di inventare nuovi nomi da dare all’indipendenza. Al contrario, il premier ha dichiarato che è questo il momento opportuno in cui i rappresentanti internazionali propongano per la prima volta una soluzione che rispetti la sovranità della Serbia e la sua integrità territoriale ed ha ribadito che è inutile continuare con le proposte per l’indipendenza del Kosovo. Secondo Kostunica le proposte fornite fin qui dai mediatori internazionali hanno considerato l’ipotesi dell’indipendenza, della confederazione e una serie di varianti del modello delle due Germanie, per giungere infine all’opzione dello status neutrale. ... Continua

Resolution 1993/11

Di Economic and Social Council - 27 luglio 1993
RESOLUTION 1993/11 Resolution E93r011 27 July 1993 43 plenary meeting Communications on the status of women The Economic and Social Council, Recalling its resolutions 76 (V) of 5 August 1947 and 304 I (XI) of 14 and 17 July 1950, which form the basis for the mandate of the Commission on the Status of Women to receive at each of its regular sessions a list of confidential and non-confidential communications relating to the status of women, Taking into consideration its resolution 1983/27 of 26 May 1983, in which it reaffirmed the mandate of the Commission to consider confidential and non-confidential communications on the status of women and authorized the Commission to appoint a working group to consider communications, with a view to bringing to the attention of the Commission those communications, including the replies of Governments, which appeared to reveal a consistent pattern of reliably attested injustice and discriminatory practices against women, Reaffirming that discrimination against women is incompatible with human dignity and that women and men should participate on the basis of equality, irrespective of race or creed, in the social, economic and political processes of their countries, Recalling its resolution 1990/8 of 24 May 1990, by which it requested the Secretary-General to examine, in consultation with Governments, the existing mechanisms for communications on the status of women, in order to ensure that such communications received effective and appropriately coordinated consideration in view of the role of communications in the work of the Commission, and to report thereon to the Commission at its thirty-fifth session, Recalling also its resolution 1992/19 of 30 July 1992, in which it requested the Secretary-General to publicize widely the existence and scope of the communications mechanism of the Commission and to ensure proper coordination of the activities of the Commission in this area with those of the other bodies of the Council, and requested the Commission to consider ways of making the procedure for receiving and considering communications, including the standard of admissibility, more transparent and efficient, Noting the conclusion of the Working Group on Communications on the Status of Women, in its report to the Commission at its thirty-fifth session that, while the communications procedure provided a valuable source of information on the effects of discrimination on the lives of women, it should be improved to make it more efficient and useful, and that clear criteria for receiving communications should be given, 1. ... Continua

Resolution 1993/9

Di Economic and Social Council - 27 luglio 1993
RESOLUTION 1993/9 Resolution E93r009 27 July 1993 43rd plenary meeting Improvement of the status of women in the Secretariat The Economic and Social Council, Recalling Articles 1 and 101 of the Charter of the United Nations, Recalling also Article 8 of the Charter, which provides that the United Nations shall place no restrictions on the eligibility of men and women to participate in any capacity and under conditions of equality in its principal and subsidiary organs, Recalling further the relevant paragraphs of the Nairobi Forward-looking Strategies for the Advancement of Women, especially paragraphs 79, 306, 315, 356 and 358, Recalling the relevant resolutions and decisions of the General Assembly, the Economic and Social Council and other bodies that have continued to focus on this area since the adoption of Assembly resolution 2715 (XXV) of 15 December 1970, in which the question of the employment of women in the Professional category was first addressed, Noting with concern that the goal of a 30 per cent participation rate of women in posts subject to geographical distribution by the end of 1990 was not achieved, Noting also with concern that the participation rate of women in posts at the D-1 level and above remains unreasonably low, although some welcome improvements have been made in the form of recent appointments by the Secretary-General, Aware that a comprehensive policy aimed at preventing and combating sexual harassment should be an integral part of personnel policy, Commending the Secretary-General for his administrative instruction containing procedures for dealing with cases of sexual harassment, Recalling the goal set by the General Assembly in resolutions 45/125 of 14 December 1990, 45/239 C of 21 December 1990, 46/100 of 16 December 1991 and 47/93 of 16 December 1992 of a 35 per cent overall participation rate of women in posts subject to geographical distribution by 1995, Recalling also the goal set in General Assembly resolution 45/239 C of a 25 per cent participation rate of women in posts at the D-1 level and above by 1995, Bearing in mind that a visible commitment by the Secretary-General, especially during the continuing restructuring phase, is essential to the achievement of the targets set by the General Assembly, Welcoming the commitment of the Secretary-General, expressed in his statement to the Fifth Committee of the General Assembly on 6 November 1992 to bringing the gender balance in policy-level positions as close to 50:50 as possible, and his commitment, expressed in his message on the occasion of International Women’s Day, to ensuring that the number of women in Professional posts in the Secretariat reflected the world population as a whole by the fiftieth anniversary of the United Nations in 1995, Welcoming also the evaluation and analysis of the main obstacles to the improvement of the status of women in the Secretariat contained in the report of the Secretary-General, Welcoming further the action programme of the Secretary-General designed to remove the obstacles to the improvement of the status of women in the Secretariat, Welcoming the development by the Secretary-General of a plan of action for 1993 and 1994 to improve the status of women in the Secretariat by 1995, 1. ... Continua
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