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Adelaide Aglietta: a dieci anni dalla scomparsa

Nel 1978 in una Torino impaurita e assediata si deve tenere il processo ai capi storici delle Brigate Rosse. Malgrado gli appelli del Partito Comunista alla cittadinanza non si riesce a formare la giuria popolare. Sono oltre cento i rifiuti dettati dalla paura. Il primo marzo viene estratto il nome di una donna di Torino, Adelaide Aglietta.

Adelaide AgliettaAdelaide Aglietta

Personaggi:

I temi esistenziali e il voto ai radicali di Antonio Cavicchia Scalamonti, professore ordinario di Sociologia all'Università "La Sapienza" di Roma

IMG_5206.jpg (Fornita da Flickr)

Intervista all'interno della rubrica "Il Maratoneta" del 6 giugno a cura della Dottoressa Mirella Parachini.

In attesa della pillola abortiva

Si aspetta da mesi e potrebbe essere presto disponibile anche negli ospedali italiani. Eppure la pillola abortiva Ru486 proprio in questi giorni, in attesa del via libero definitivo alla registrazione italiana del farmaco dalla Commissione tecnico scientifica dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), continua ad incontrare critiche, polemiche e allarmismi.

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Dirò ancora a Pasolini, a questo uomo e compagno profondamente buono, che v’è altro del quale deve chiedersi se possa e debba assolverci; confesso a lui che la vita mi chiede ogni giorno d’affrontare problemi di coscienza più gravi di quello che è il riconoscere alla donna il diritto di interrompere, in clinica anziché sul tavolo di cucina, lo sviluppo del codice genetico, del progetto biologico di uno zigote, cioè di un ovulo, fecondato da pochi giorni o settimane. ... Continua

Marco Pannella

(L'Espresso, Febbraio 1975)
Signor Procuratore generale Calamari, per tutelare dunque la sanità della stirpe, o della razza, avete catturato il Segretario nazionale del Partito radicale, Gianfranco Spadaccia. All’alba: non era il lattaio, eravate voi. Dalle alture della sua città, dove riposa Ernesto Rossi accanto ai fratelli Rosselli, una voce calerà certamente stanotte per dare alla vostra preda, rinchiusa nelle Murate, il grazie che si deve dai padri al figlio che sa lottare, vivere ed essere buono come loro, e come loro ci chiesero. ... Continua

Marco Pannella

(Colpevoli siete voi, Gennaio 1975)

Rianimare un aborto contro il volere della donna. La polemica e la risposta di Veronesi

Il martirio di Sant'Agata di Sebastiano PiomboIl martirio di Sant'Agata di Sebastiano Piombo

“Un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio, e assistito adeguatamente”. Così si legge in un documento congiunto, firmato dai direttori delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia di tutte e quattro le facoltà di Medicina delle università romane: La Sapienza, Tor Vergata, la Cattolica e il Campus Biomedico. Secondo i cattedratici, infatti, “con il momento della nascita la legge attribuisce la pienezza del diritto alla vita e, quindi, all’assistenza sanitaria”. Di fatto, nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un’interruzione di gravidanza, il neonatologo deve intervenire per rianimarlo, “anche se la madre è contraria, perché prevale l’interesse del neonato”. «Mi sembra si voglia fare un gran polverone - afferma Umberto Veronesi- che cosa c’entrano le nascite premature con l’aborto? (...) Sono tutti tentativi in extremis di una Chiesa che sta valutando e verificando la sua perdita di credibilità.

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