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Intervista del mensile serbo "Ekonom: east Magazine" a Matteo Mecacci su Balcani e diritti umani

MecacciMecacci

Traduzione da Ekonom:east magazine del 21.07.2011 n.583/584

Intervista a Matteo Mecacci, Presidente della Commissione per la democrazia, diritti umani e problemi umanitari dell' OSCE.

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Status finale del Kosovo: un mosaico di scenari

Mappa del KosovoMappa del Kosovo

Negli ultimi mesi, l'avvicinarsi delle elezioni e il conseguente aumento delle tensioni nella provincia serba del Kosovo hanno richiamato l'attenzione di rappresentanti internazionali e analisti politici per la questione dello status finale del territorio a maggioranza albanese. Le proposte avanzate sono molteplici e variegate e talvolta rasentano scenari rischiosi: dal modello delle Isole Alands, un tempo contese tra la popolazione svedese e la Finlandia, alla confederazione suggerita da Antonio Cassese, giungendo all'ipotesi Hong Kong e perfino alla spartizione secondo linee etniche.

Di seguito, una rassegna delle possibili soluzioni.

Elezioni in Kosovo: l'ultimo atto prima dell'indipendenza?

Graffiti del movimento Vetëvendosje! per l'indipendenza del Kosovo (da flickr.com)Graffiti del movimento Vetëvendosje! per l'indipendenza del Kosovo (da flickr.com)

Nel 1999, con la risoluzione 1244 dell'Onu, pur rimanendo formalmente territorio della Serbia, il Kosovo è passato sotto l'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite (Unmik), appoggiata da forze di pace internazionali (Kfor). Dopo 8 anni, tuttavia, la situazione della provincia serba è tutt'altro che risolta: se da un lato la maggioranza albanese reclama a gran voce l'indipendenza, Belgrado continua ad opporre un "niet" categorico, mentre la comunità internazionale non riesce ad allinearsi su una posizione unitaria.

Le elezioni in Kosovo del 17 novembre, con la vittoria dell'ex-guerrigliero Hashim Thaci, hanno riportato a galla la questione dello status finale e i governi di Pristina e Belgrado dovranno confrontarsi sulla proposta che la "troika" internazionale costituita da Stati Uniti, Unione Europea e Russia, presenterà alle Nazioni Unite il 10 dicembre: se non si riuscisse a trovare una soluzione condivisa, le già alte tensioni potrebbero sfociare in un'ennesima esplosione di violenza.

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