caso italia
Giustizia! Le parole del presidente Giorgio Napolitano
Giorgio NapolitanoIl presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel suo intervento al convegno “Giustizia! In nome della Legge e del Popolo sovrano” lo scorso 28 luglio:
«Quel che mi preme riprendere e sottolineare è un dato molto significativo emerso dagli interventi precedenti : e cioè il peso gravemente negativo di oscillanti e incerte scelte politiche e legislative. Oscillanti e incerte tra tendenziale, in principio, depenalizzazione e "depenitenziarizzazione", e ciclica ripenalizzazione con crescente ricorso alla custodia cautelare, abnorme estensione, in concreto, della carcerazione preventiva. Di qui una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana - fino all'impulso a togliersi la vita - di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo, per non parlare dell'estremo orrore dei residui ospedali psichiatrici giudiziari, inconcepibile in qualsiasi paese appena appena civile - strutture pseudo-ospedaliere che solo recenti coraggiose iniziative bi-partisan di una commissione parlamentare stanno finalmente mettendo in mora.
Evidente in generale è l'abisso che separa, come si è detto, la realtà carceraria di oggi dal dettato costituzionale sulla funzione rieducatrice della pena e sui diritti e la dignità della persona».
Inchiesta sull'Aquila post-terremoto, laboratorio dell'Italia che verrà
Sono le 3 e 32 della notte del 6 aprile 2009, quando un sisma di magnitudo 5,9 della scala Richter colpisce un'intera città e svariate decine di comuni limitrofi, provocando 308 vittime e 1.600 feriti. A più di un anno di distanza gli echi del terremoto dell'Aquila continuano a propagarsi non solo per le strade deserte del centro storico della città, ancora chiuso, ma anche nelle piazze di Roma, dove lo scorso 7 luglio si sono riversati migliaia di terremotati, facendo riacquistare all'Aquila l'attenzione mediatica che aveva perso dopo la stagione del G8 e delle visite di Berlusconi e Bertolaso. Radio Radicale è andata all'Aquila più volte negli ultimi mesi. La nostra inchiesta racconta la condizione di un territorio uscito ormai fuori dai riflettori mediatici: laboratorio per una trasformazione autoritaria dello Stato in nome delle emergenze, e allo stesso tempo focolaio di una rivolta democratica e civile. «Oggi L'Aquila, a modo suo, è la capitale di un’Italia che verrà - come scrive la rivista di arte contemporanea FlashArt. - La responsabilità di farla esistere, quest'altra Italia, il diritto e il privilegio di avere cittadinanza in questo nuovo paese che ancora non c’è, è di tutti».
Dossier L'Aquila: paradigma dell'assenza di democrazia e diritto

All'Aquila si intrecciano temi come il dissesto idrogeologico e le mancate opere di prevenzione, la questione della legalità che diviene questione di vita o di morte, l'estensione della gestione emergenziale e il suo ruolo nel modificare l'assetto istituzionale, il funzionamento della giustizia, la presenza di forme organizzate di rivolta nonviolenta prive di sbocchi istituzionali e politici, l'assenza dell'opposizione.
Illegalità delle istituzioni. L'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, l'occupazione a Montecitorio, il messaggio di Napolitano, l'opinione dei giuristi
Parlamentari radicali occupano l'aulaCollegamento in diretta questa mattina con Emma Bonino da Montecitorio
Da mesi il Parlamento non elegge il presidente della Commissione di vigilanza sulla RAI, un organo di garanzia fondamentale previsto dalla legge, e ormai da oltre un anno e mezzo omette di eleggere un giudice della Corte costituzionale, facendo mancare il plenum del giudice supremo, e influendo così indebitamente sulla formazione della volontà della Corte e sul suo corretto funzionamento.
«Pannella, lezione alla casta» di Franco Bechis
Gli articoli di Italia Oggi del 27 Settembre 2007:
«Vitalizi radicali, i Toni Negri sono tanti»







