comunicazione

Contro gli stereotipi di genere nei media, un primo passo verso un osservatorio Rai

Comunicato di Emma Bonino e del Comitato “Pari o dispare”

Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’approvazione dell’emendamento al contratto di servizio Rai per l’istituzione di un Osservatorio indipendente contro gli stereotipi di genere, intanto nel servizio pubblico radiotelevisivo.

Proprio questa mattina Emma Bonino e “Pari o dispare”, insieme a diversi parlamentari tra cui tra cui Marco Beltrandi (Radicali PD), Francesca Marinaro (PD), Maria Ida Germontani (PDL), Vittoria Franco (PD), Giovanna Melandri (PD), avevano auspicato l’inserimento di tale emendamento nel contratto di servizio, che raccoglieva le istanze di numerose donne dell’associazionismo al femminile come Gabriella Cims (appello donne e media) e Pina Nuzzo (UDI), nonché di personalità del mondo della cultura e dell’informazione, tra cui Tiziana Ferrario, Myrta Merlino, Miriam Mafai, Mimosa Martini, Lorella Zanardo (autrice del documentario Il corpo delle Donne).

Spagnoli vitali, francesi pigri. Italiani primi soltanto nell'uso del telefonino

Fotografia di Laurence Fox (tratta da www.lomography.com)Fotografia di Laurence Fox (tratta da www.lomography.com)

La comparazione dell'uso dei media in Italia con altri paesi europei, e in particolare Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna, al centro del Sesto rapporto del Censis sulla comunicazione in Italia presentato questa mattina a Roma. «Per la prima volta - spiega una nota dell'istituto - è possibile comparare le diete mediatiche degli italiani con quelle europee. Ed è possibile comparare la consistenza e la tipologia dei diversi consumatori di media nei paesi in questione».

L'Autorità per le Comunicazioni: «Evitare duopolio Rai-Mediaset sul digitale»

La sede della RaiLa sede della Rai

E' l'allarme lanciato dal presidente dell'Authority per le Comunicazioni Corrado Calabrò, presentando alle Camere la relazione annuale sull'attività dell'Autorità.

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