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Oggi a Roma la festa dei pirati digitali

Dopo il grande successo della prima edizione torna anche quest’anno la Festa dei Pirati. L’appuntamento è fissato per oggi, sabato 20 marzo a Roma, a due passi da Montecitorio, al Teatro Capranica, per una giornata di incontri e dibattiti sulla libertà della rete. Dopo il grande successo della prima edizione torna anche quest’anno la Festa dei Pirati. L’appuntamento è fissato per sabato 20 marzo a Roma, a due passi da Montecitorio, al Teatro Capranica, per una giornata di incontri e dibattiti sulla libertà della rete.

Oggi, nel mondo, la maggior parte dei contenuti che circolano in rete vengono scambiati con sistemi di file sharing. Fra le giovani generazioni, blog e social network si stanno affermando come un’alternativa ai grandi monopoli mediatici. La libera circolazione delle idee e dei materiali nel web è ormai un dato di fatto che deve aprire un vero dibattito politico e civile e che non trova soluzione in leggi repressive, di fatto aggirabili.

Pannella: «Pres. Napolitano, legalità o rinuncio alla cittadinanza e chiedo asilo politico». Il video

Dichiarazione di Marco Pannella

In segno, non solo rituale, di rispetto per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ancor più per ribadirgli la fiducia che ritengo, da cittadino, di dovergli e di portargli, illustrerò fra breve da Radio Radicale nel colloquio con Massimo Bordin, i motivi per i quali, se non si rimuovesse immediatamente la situazione di patente, totale illegalità della situazione politico-elettorale in Italia, riterrei di dover rinunciare alla cittadinanza italiana e chiedere asilo politico ad altri Stati membri dell’Unione europea.

Infatti se, come ritengo, i diritti civili e umani fondamentali, riconosciuti dalle solenni dichiarazioni costitutive della comunità internazionale e da un gran numero di conseguenti trattati bilaterali e atti dell’ordinamento italiano, hanno valore di diritti positivi soggettivi, la mia decisione mi appare coerente e obbligata, come cittadino rispettoso della legge e come leader del movimento transnazionale e transpartito della nonviolenza nel mondo.

Vi sono infatti momenti nei quali accettare violenze delle istituzioni contro la loro stessa legalità, realizzerebbe non solo l’assistere inerti alla messa a morte della civiltà di un paese, ma diverrebbe vera e propria complicità in quella azione criminale, di competenza dell’ordinamento giurisdizionale internazionale e comunitario.

Bonino contro il blocco sociale riunito nel "party" della Polverini

All'interno di questo spazio presentiamo due brevi estratti dalla puntata del 24 gennaio 2010 della consueta conversazione settimanale con Marco Pannella e Massimo Bordin.

Anniversari: il rapporto con Craxi e la verità sulla morte di Saddam

All'interno di questo spazio presentiamo due brevi estratti dalla puntata del 3 gennaio 2010 della consueta conversazione settimanale con Marco Pannella e Massimo Bordin.

I discorsi di Sandro Pertini 1980-1984

nato a Stella (Savona) il 25 settembre 1896, condannato più volte nel periodo fascista per la sua attività politica, dal 1943 dirige la lotta partigiana. E' eletto Segretario del Partito Socialista Italiano di unità proletaria nel 1945. Deputato all'Assemblea Costituente, diviene Senatore della Repubblica nel 1948 e presidente del relativo gruppo parlamentare. Direttore dell'"Avanti" dal 1945 al 1946 e dal 1950 al 1952, nel 1947 dirige "Il Lavoro". E' eletto Deputato nel 1953, 1958, 1963, 1968, 1972, 1976. Vice-Presidente della Camera dei Deputati nel 1963, diviene Presidente della Camera dei Deputati nel 1968 e nel 1972. E' stato eletto Presidente della Repubblica l'8 luglio 1978 (al sedicesimo scrutinio con 832 voti su 995). Rassegna le dimissioni il 29 giugno 1985. Muore il 24 febbraio 1990.

I discorsi di Francesco Cossiga 1985-1991

Francesco CossigaFrancesco Cossiga

Nasce il 26 luglio 1928 a Sassari, si iscrive alla Democrazia Cristiana nel 1945. Ha insegnato diritto costituzionale e diritto costituzionale regionale nell'Università di Sassari. Eletto Deputato nel 1958, 1963, 1968, 1972, 1976 e 1979, è Senatore della Repubblica nel 1983. Viene nominato Sottosegretario di Stato alla Difesa nel 1966 (III Governo Moro), nel 1968 (II Governo Leone e I Governo Rumor), nel 1969 (II Governo Rumor). E' Ministro senza portafoglio nel 1974 (IV Governo Moro). Ministro dell'Interno nel 1976 (V Governo Moro e III Governo Andreotti) e nel 1978 (IV Governo Andreotti), rassegna le dimissioni dopo l'uccisione di Aldo Moro (9 maggio 1978). Presidente del Consiglio dei Ministri dal 4 agosto 1979 al 3 aprile 1980 e dal 4 aprile 1980 al 17 ottobre 1980, è stato eletto Presidente del Senato il 12 luglio 1983. E' eletto Presidente della Repubblica il 24 giugno 1985 (al primo scrutinio con 752 voti su 977). Ha rassegnato le dimissioni il 28 aprile 1992.

I discorsi di Giorgio Napolitano 2006-2008

Nato a Napoli il 29 giugno 1925, fin dal 1942, iscrittosi all’Università, ha fatto parte di un gruppo di giovani antifascisti e ha aderito, nel 1945, al Partito comunista italiano, di cui è stato militante e poi dirigente fino alla costituzione del partito democratico della sinistra. È stato eletto alla Camera dei deputati per la prima volta nel 1953 e ne ha fatto parte – tranne che nella IV legislatura - fino al 1996, sempre riconfermato. Dal 1989 al 1992 è stato membro del Parlamento europeo. Nell'XI legislatura, il 3 giugno 1992, è stato eletto Presidente della Camera dei deputati, restando in carica fino alla conclusione della legislatura nell'aprile del 1994. Nella XII legislatura ha fatto parte della Commissione affari esteri ed è stato Presidente della Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo. Nella XIII legislatura è stato Ministro dell'interno e per il coordinamento della protezione civile nel Governo Prodi, dal maggio 1996 all'ottobre 1998. Dal 1995 è stato Presidente del Consiglio Italiano del Movimento europeo. Dal giugno 1999 al giugno 2004 è stato Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo. Nella XIV legislatura, è stato nominato Presidente della Fondazione della Camera dei deputati dal Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, mantenendo l’incarico fino alla conclusione della legislatura. Il 23 settembre 2005 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il 10 maggio 2006 è stato eletto Presidente della Repubblica con 543 voti.

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