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Mosca, ucciso tipografo ecologista. Tutti i giornalisti uccisi nella Russia di Putin fino a oggi

Khimki, alle porte di MoscaKhimki, alle porte di Mosca

La morte di Serghiei Protazanov, tipografo impaginatore di un giornale locale di opposizione di Khimki, alle porte di Mosca, è l'ultima di un lunghissimo elenco di omicidi e morti misteriose di giornalisti critici verso il regime di Mosca.

«Protazanov è deceduto lunedì in ospedale dopo essere stato aggredito e brutalmente picchiato da sconosciuti il giorno precedente», ha dichiarato la Cirikova, leader del movimento per la difesa del bosco di Khimki, una zona verde minacciata dalla costruzione di un'autostrada. A causa della morte di Protazanov la pubblicazione del suo giornale è stata sospesa.

Cirikova ha ricordato che anche altri collaboratori di giornali locali di opposizione sono stati picchiati. Il caso più grave è quello di Mikhail Beketov, direttore del quotidiano Khimkinskaia Pravda (la Verità di Khimki). Beketov è stato brutalmente percosso a metà novembre, per un periodo è stato in coma, i medici gli hanno dovuto amputare una gamba ed è tuttora ricoverato in ospedale, dove ha continuato a ricevere minacce. Ieri sera un altro episodio ha suscitato preoccupazione e sdegno negli ambienti dell'opposizione russa. Lev Ponomariov, dirigente della Ong "Per i diritti umani", è stato aggredito da sconosciuti che l'hanno avvicinato con il pretesto di una sigaretta dopo che aveva parcheggiato l'auto per rincasare. Ricoverato in ospedale, è stato sottoposto a esami clinici e oggi è stato dimesso. Le sue condizioni non sono gravi.

Il video della conferenza stampa del 18 aprile 2008. Berlusconi mima il mitra contro una giornalista russa che aveva rivolto una domanda non gradita a Putin

Pubblichiamo in questo spazio l'elenco dei giornalisti uccisi, partendo da Antonio Russo, corrispondente di Radio Radicale, ucciso in Georgia il 16 ottobre del 2000 mentre documentava la guerra in Cecenia.

Russia: le elezioni riconfermano il partito di Putin, ma per gli oppositori ora comincia la dittatura

Vignetta sulla strategia politica di Vladimir PutinVignetta sulla strategia politica di Vladimir Putin

Domenica 2 dicembre i russi hanno votato per il rinnovamento della Duma, la camera bassa del parlamento. Russia Unita, lo schieramento del presidente Vladimir Putin, ha ottenuto secondo le prime proiezioni dal 61 al 63% dei consensi, riconfermandosi primo partito nazionale. Gli avversari di Putin, come Boris Nemtsov - leader del partito liberale - o Garry Kasparov - ex-campione mondiale di scacchi - hanno tuttavia denunciato il verificarsi di gravi irregolarità e brogli che, di fatto, aprirebbero all'insaturarsi di un vero e proprio regime dittatoriale.

Da tempo, gli oppositori interni e gli osservatori internazionali avevano lanciato numerosi allarmi sulla legittimità della campagna elettorale e sulla regolarità delle elezioni. Il personale OSCE, che avrebbe dovuto monitorare il corretto svolgimento delle operazioni di voto, si era trovato costretto a lasciare il paese per le eccessive restrizioni imposte dal Cremlino e lo scorso 24 novembre Garry Kasparov era stato nuovamente arrestato e condannato a 5 giorni di reclusione dopo una manifestazione di protesta a Mosca.

Di seguito, la rassegna della stampa nazionale ed estera, le interviste di Radio Radicale e le testimonianze dal blog di Robert Amsterdam.

La Tunisia, simbolo della "repressione digitale", ospita il Summit Mondiale sulla Società dell'Informazione

Il governo tunisino di Ben Ali ospita un vertice di questo livello ma non garantisce la libertà di navigazione in rete e d'espressione ai suoi cittadini. Mobilitazione del Partito Radicale a sostegno dei dissidenti tunisini. Al centro del vertice anche la questione del controllo tecnico degli indirizzi web, finora svolto dall'Icann. Cina, Cuba e Iran spingono per sostituire gli americani, ma prevale il compromesso Annan accettato dagli Usa

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