divorzio

Un po' di amore (civile) anche in Parlamento

Amore civileAmore civile

L'ultima riforma del diritto di famiglia è del 1975. Gli attacchi degli ultimi anni delle forze conservatrici al riconoscimento delle unioni di fatto, alla libertà di procreazione assistita, alla possibilità del divorzio breve, ci hanno ancora più convinti della necessità di un progetto globale di riforma del diritto delle relazioni familiari. I dati statistici, la sociologia, la ricerca psicologica, ci raccontano come la famiglia abbia già vissuto una rivoluzione antropologica che l'ha trasformata profondamente. Dopo un anno di lavoro che ha visto la partecipazione attiva di diversi giuristi, sociologi, membri di associazioni legate alle problematiche familiari, siamo giunti alla stesura di un disegno di legge complessivo raccolto nel volume, che verrà presentato in anteprima al convegno: "Progetto di riforma del diritto di famiglia. Amore civile: dal diritto della tradizione al diritto della ragione" (Collana Quaderni Loris Fortuna, Mimesis edizioni, 2009).

I temi esistenziali e il voto ai radicali di Antonio Cavicchia Scalamonti, professore ordinario di Sociologia all'Università "La Sapienza" di Roma

IMG_5206.jpg (Fornita da Flickr)

Intervista all'interno della rubrica "Il Maratoneta" del 6 giugno a cura della Dottoressa Mirella Parachini.

"Amore civile" - Nuove forme di convivenza e relazioni affettive

La locandina di Amore civileLa locandina di Amore civile

Conferenza per una riforma globale del diritto di famiglia, per il riconoscimento delle nuove famiglie e la regolamentazione delle diverse forme di relazioni affettive. Una nuova prospettiva culturale incentrata sul concetto di "amore civile".

Amore civile significa mettere al centro non la forma, ma la qualità delle relazioni affettive. Amore civile è l'antidoto all'amore fatale come passione travolgente assoluta incapace di risconoscere l'autonomia dell'altro. Amore civile è convivenza basata sui criteri della democrazia, del rispetto e del dialogo. Amore civile è anche accoglienza delle diversità, riconoscere che oggi la famiglia è composta da tante "diverse normalità", e che in questo è rintracciabile la sua vitalità e ricchezza. Significa rivendicare che amore non è sinonimo di riproduzione, e che la civiltà dell'amore richiede sforzo, consapevolezza e anche aiuto, non il baratto di tutele in cambio di imposizioni di una morale di stato.

Al centro della conferenza sono temi come le unioni di fatto e omosessuali, il divorzio breve, la mediazione familiare, la parità tra figli nati fuori e dentro il matrimonio, le adozioni e l'affido, la violenza dentro le mura domestiche, le nuove forme di convivenza.

Con l'elaborazione di un progetto globale, che tenga conto dell'essere umano nella sua complessità, si spera di superare una perversa dinamica per la quale negli ultimi anni mentre le forze conservatrici, riproducendo vecchi schemi di conflitto tra "ragione e religione", si sono mobilitate compatte sotto le parole d'ordine del diritto naturale e della tradizione, le forze laiche, secondo un'illogica ottica "corporativa", hanno agito divise intervenendo di volta in volta solo per difendere le singole "categorie" (gli omosessuali, le donne, le coppie di fatto, le coppie sterili) colpite da istanze integraliste.

Che la famiglia - e l’amore - si fondino sulla libertà e sulla responsabilità, o non possono e non meritino d’essere, è una grande idea che oggi è diventata legge. ... Continua

Marco Pannella

(Notizie Radicali, Dicembre 1970)

Iniziative parlamentari d'autunno, per la libertà, la crescita e lo sviluppo economico

«Marco Pannella, Marco Cappato e Rita Bernardini hanno preannunciato l’avvio di un autunno riformatore a sostegno di una nuova politica economica da proporre al paese e a tutte le forze politiche e parlamentari che vorranno sostenere proposte radicali e riformatrici in favore dei disoccupati, dei lavoratori in nero, dei pensionati, nella convinzione che per affrontare la sfida della crescita sia anzitutto necessario liberare l’economia, le istituzioni, la politica dalla persistente condizione di illegalità, di mancanza di democrazia e di stato di diritto. I temi che i radicali pongono al centro dell’autunno politico-parlamentare, nel quale si preannuncia protagonista il fenomeno partitocratrico di “parlamentarismo di spesa”, riguardano aspetti da sempre (“da sempre” purtroppo anche per colpa della scure antireferendaria della Corte costituzionale ) cruciali nel governo dell’economia del paese e su cui il nascente Partito democratico (o “morente”, dipende anche dall’esito di queste nostre iniziative, pensiamo) stenta a trovare la sintesi di un percorso riformatore possibile».

(da Il Foglio del 23 agosto 2007. Lettera di Daniele Bertolini, Radicali Italiani)

Radicali ItalianiRadicali Italiani

Proposta a sostegno dell’applicazione uniforme della legge

«L’ultimo punto riguarda la corretta ed uniforme applicazione della legge sul territorio nazionale. Il casus belli, paradigma di una più ampia serie di asimmetrie giudiziarie, è rappresentato dall’interpretazione e dall’applicazione difforme che la magistratura dà delle norme relative al divorzio consensuale. Superata la mitica concezione illuminista del giudice considerato “bocca della legge”, si assiste oggi al suo fenomeno inverso... La procedura di divorzio congiunto ha comportato pacificamente, sino al 2006, la possibilità che i coniugi separati potessero stare in giudizio personalmente senza l’assistenza di un difensore. Ad oggi esiste tuttavia una situazione difforme sul territorio italiano: alcune Cancellerie accettano e altre no, l’iscrizione a ruolo dei ricorsi dei coniugi che intendono divorziare senza avvocato. Perché cessi questa “incertezza della legge” appare necessario un intervento del Ministro, che permetta di uniformare le procedure».

(dal documento radicale sulle Iniziative parlamentari d'autunno, per la libertà, la crescita e lo sviluppo economico)

Proposta a sostegno dell’applicazione uniforme della legge

*«L’ultimo punto riguarda la corretta ed uniforme applicazione della legge sul territorio nazionale. Il casus belli, paradigma di una più ampia serie di asimmetrie giudiziarie, è rappresentato dall’interpretazione e dall’applicazione difforme che la magistratura dà delle norme relative al divorzio consensuale.

Superata la mitica concezione illuminista del giudice considerato “bocca della legge”, si assiste oggi al suo fenomeno inverso... La procedura di divorzio congiunto ha comportato pacificamente, sino al 2006, la possibilità che i coniugi separati potessero stare in giudizio personalmente senza l’assistenza di un difensore. Ad oggi esiste tuttavia una situazione difforme sul territorio italiano: alcune Cancellerie accettano e altre no, l’iscrizione a ruolo dei ricorsi dei coniugi che intendono divorziare senza avvocato. Perché cessi questa “incertezza della legge” appare necessario un intervento del Ministro, che permetta di uniformare

le procedure».*

(dal documento radicale sulle Iniziative parlamentari d'autunno, per la libertà, la crescita e lo sviluppo economico)

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