eutanasia
Grazie ai Radicali il parlamento approva l'eutanasia (anche se per pochi minuti)
Ieri, in una storica giornata per l'Italia, la Camera Dei Deputati si è espressa a favore dell'eutanasia. Può sembrare uno scherzo ma la maggioranza parlamentare, da sempre abituata a votare contro le proposte dell'opposizione, ha respinto un emendamento sostitutivo del Partito Democratico in cui in cui si vietava esplicitamente la morte assistita. Questo è avvenuto grazie alla proposta dei deputati Radicali che hanno chiesto di votare per parti separate, votando tutto il testo e separatamente la parte riguardante l'eutanasia. L'emendamento parla chiaro: si “vieta ai sensi degli articoli 575, 579 e 580 del codice penale ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio”. “Siamo andati al voto segreto e la maggioranza parlamentare ha respinto il divieto” commenta il deputato Radicale Maurizio Turco.
Tuttavia la negazione del divieto, secondo i funzionari della Camera, non legalizza di fatto l'eutanasia anche perchè come aggiunge Turco “il termine eutanasia nel nostro paese non è un termine giuridico”e dal punto di vista procedurale aggiunge che “la questione è di lana caprina e non penso ci siano precedenti”.
Chissà che la giornata di ieri, grazie a una maggioranza abitutata a votare senza pensare, non possa essere ricordata come un “incidente di percorso” a favore di una legge di cui il paese sente sempre più la ncessità.
EutanasiaIl Regime italiano ereditato da Berlusconi. La voce oppressa del paese su temi maggioritari come l'eutanasia

All'interno di questo spazio presentiamo due brevi estratti dalla puntata del 11 ottobre della consueta conversazione settimanale con Marco Pannella e Massimo Bordin. Ospite in studio Massimo Salvadori.
I temi esistenziali e il voto ai radicali di Antonio Cavicchia Scalamonti, professore ordinario di Sociologia all'Università "La Sapienza" di Roma
Intervista all'interno della rubrica "Il Maratoneta" del 6 giugno a cura della Dottoressa Mirella Parachini.
Englaro, varato il decreto legge. Scontro Napolitano-Berlusconi. I pareri di medici, costituzionalisti e sondaggisti
Giugno 2008Il Consiglio dei Ministri ha varato all'unanimità un decreto che ordina di proseguire l'alimentazione fino all'approvazione di una legge su testamento biologico. Berlusconi: "Non voglio la responsabilità della morte di Eluana". Napolitano non firmerà il decreto: "Un provvedimento d'urgenza non si può varare in contrasto con sentenze passate in giudicato". Ma Berlusconi replica duro: "Il presidente della Repubblica firmi o cambieremo la Costituzione sui decreti d'urgenza. Convocherò il Parlamento per approvare entro tre giorni una legge che contenga la norma sull'idratazione e l'alimentazione prevista dal decreto". Il Vaticano: "Il governo ci ha ascoltato". Lunedì la legge sarà al Senato.
Il calvario di Eluana continua. I radicali denunciano il ministro Sacconi per violenza privata aggravata
"Interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente non è legale per le strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale".
Con questo atto d'indirizzo inviato a tutte le Regioni il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si è reso fautore dell'ennesimo blocco delle procedure che, dopo anni di battaglie legali, lo scorso 8 ottobre, avevano portato la famiglia di Eluana Englaro ad ottenere lo stop dell'alimentazione e dell'idratazione che tengono la donna in stato vegetativo da quasi 17 anni.
L'atto di indirizzo, sebbene giustificato dal Ministro come "laica" applicazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili e del parere del 30 settembre 2005 del Comitato nazionale di bioetica (secondo cui la sospensione della nutrizione "va valutata come una forma particolarmente crudele di abbandono del malato"), si trova in effetti in contraddizione con la sentenza della Corte di Cassazione in favore della Corte di Appello di Milano, che aveva autorizzato la sospensione dell'alimentazione per Eluana Englaro: se una qualsiasi struttura, nel rispetto della sentenza della Cassazione, autorizzasse infatti il distacco del sondino, "opererebbe contro la legge".
Eluana EnglaroL'atto del Ministro è giunto proprio nel momento in cui la lunga vicenda sembrava giungere a conclusione: una clinica di Udine si era infatti dichiarata disponibile ad accogliere Eluana per l'interruzione delle cure.
Ai giornalisti che gli hanno domandato se la Casa di cura friulana rischi di perdere la convenzione con il servizio sanitario nazionale eseguendo la sentenza della Cassazione, il ministro, laconico ha risposto: ''Certi comportamenti difformi da quei principi determinerebbero inadempienze con conseguenze immaginabili".
Immediata la replica del giudice Filippo Lamanna, estensore del decreto della Corte d'appello di Milano su Eluana: "Il decreto è definitivamente esecutivo (...). L'atto di indirizzo sembrerebbe avere solo un contenuto interpretativo equivalente a quello di una semplice circolare che, notoriamente, non impegna i dipendenti della pubblica amministrazione a darvi attuazione quando la stessa circolare sia contraria alla legge. Senza considerare che non può escludersi neppure un profilo di responsabilità, laddove si potrebbe cercare di imporre alle strutture sanitarie e ai medici comportamenti contrari ai loro doveri d'ufficio".
Di seguito, ripercorriamo le tappe del calvario di Eluana Englaro e di suo padre Beppino, il quale da quasi 17 anni si batte per vedere rispettata la volontà della figlia, che non avrebbe voluto essere mantenuta in vita artificialmente.
Quali risposte alla domanda di Piero Welby
Piergiorgio WelbyUn seminario promosso dall'Associazione Coscioni per cercare delle risposte alla richiesta di Piergiorgio Welby. Ne hanno discusso oggi tra gli altri, Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, Ignazio Marino, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Federico Sciarra, pneumologo di Piergiorgio Welby, Carlo Flamigni, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell'Università di Bologna, Gilberto Corbellini, Ordinario di Storia della Medicina all'Università La Sapienza di Roma, Demetrio Neri, Ordinario di Bioetica all'Università di Messina.
Eutanasia e compassione. Guido Ceronetti: «Voterei sì a questa falsa Buonamorte»
Lo scrittore torinese, Guido Ceronetti, nella sua rubrica sulla Stampa, spiega perché, se fosse chiamato a farlo come legislatore, voterebbe sì all’introduzione dell’eutanasia, che pure egli non considera affatto una buonamorte ma piuttosto un colpo di grazia. L'espressione è mutuata dal linguaggio di guerra e dalle esecuzioni capitali. Il colpo di grazia, tuttavia, è secondo Ceronetti un'invenzione tra le più umane.
La Stampa s'inventa la figlia di Welby
Piergiorgio WelbyUn inquietante caso di "mala-stampa". L'intervista riportata è «totalmente inventata», afferma in un comunicato Mina Welby, moglie di Piergiorgio









