fondi editoria

Dossier: Il taglio ai fondi pubblici all'editoria e la libertà di stampa

I fondi pubblici all'editoria rappresentano un privilegio che alimenta una casta di editori e giornali, oppure un contributo alla pluralità delle fonti di informazione?

Tra i tagli ai contributi diretti all'editoria previsti dal governo e i referendum lanciati da Beppe Grillo tentiamo di chiarire le posizioni in campo, le disposizioni delle leggi in materia e le (im)possibili riforme del settore.

2008: Finanziamenti pubblici all'editoria - Il caso di Radio Radicale

1975: manifesto di Radio Radicale1975: manifesto di Radio Radicale

Testate storiche come il Manifesto, Liberazione, Il Secolo e l'Avvenire rischiano la chiusura o un forte ridimensionamento a causa dei tagli dei fondi pubblici all'editoria previsti per organi di partito, cooperative editoriali e testate no profit dalla manovra finanziaria del governo. Le testate che finora beneficiavano dei contributi diretti perdono il "diritto soggettivo" ad avere la loro quota predefinita. Potranno beneficiare soltanto di una percentuale dei fondi totali previsti, che però la manovra riduce di 357 milioni di euro nei prossimi 3 anni.

Da questo taglio dei fondi è esclusa Radio Radicale, che continuerà a riceverli in quanto impresa di informazione di interesse generale riconosciuta dalla legge.

Questa esclusione causa diversi attacchi rivolti a Radio Radicale da esponenti politici e organi di informazione.

Syndicate content