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XXVème Sommet Afrique - France Nice 31 Mai - 01 Juin

Logo del XXIIIème sommet Afrique-FranceLogo del XXIIIème sommet Afrique-France

Il XX° Summit Africa-Francia, si è svolto dal 31maggio al 1° giugno 2010 presso il Centro Congressi Acropolis di Nizza (Costa Azzurra). È l’Anno per l’Africa, della pace e della sicurezza, dopo i 50 anni d’indipendenza. Capi di Stato, Ministri capi di Governo e cinquantuno delegazioni di paesi africani hanno partecipato all’evento, insieme a rappresentanti dell’Unione Africana (UA), dell’Unione europea (UE), dell’Organizzazione delle Nazioni-unite (UN), dell’Organizzazione internazionale della “Francofonia” (OIF), dell’Organizzazione delle Nazioni-unite per l’Alimentazione e dell’Agricoltura (FAO), della Banca Mondiale, allargando la comunità ad altri paesi anglofoni. Trentotto paesi presenti.

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Sala Stampa Summit Africa Francia 2010   photo by m.baSala Stampa Summit Africa Francia 2010 photo by m.ba

Lo scopo di questo importante incontro, è di rinforzare le relazioni tra la Francia e l’Africa, per creare un “partenariato” più forte, affinché si possano riaffermare i principi fondamentali di legalità e di rispetto mutuale dell’indipendenza, della sovranità e dell’integrità degli Stati, tra l’Africa e la Francia. Accelerare rinforzando il processo d’integrazione, l’azione collettiva e la cooperazione per il bene comune dei loro Stati e dei loro popoli.

Chiamano alla riforma urgente del Consiglio generale di sicurezza delle Nazioni-unite (ONU), una riforma della “ Governance mondiale ”, poiché il continente africano possa aver la sua rappresentazione a livello delle istituzioni internazionali, al G20, come al G8, che la Francia presiederà prossimamente. Facilitare l’adesione degli Stati africani all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

La lotta al terrorismo, al traffico di esseri umani, dei migranti, delle armi e della droga. Di trovare una soluzione ai rifugiati e accelerare il processo di democratizzazione in alcune zone di conflitto o a rischio nella regione. Il cambiamento climatico è di rigore nel dibattito, all’indomani dell’Accordo di Copenhagen, in vista della conferenza di Cancùn in Messico.

Il Summit ha visto la partecipazione delle forze vive francesi e africane, organizzazioni sindacali, imprese economiche, culturali, provenienti da tutto il continente. Ed è la prima volta che questo accade nella storia dei Summit “Françafrique”, diventato Africa-Francia.

Tre riunioni sono state svolte a porte chiuse con l’insieme dei Capi di Stato chi vi hanno partecipato.

I ministri dell’Economia insieme alle imprese africane hanno dibattuto sui diversi aspetti economici: l’ambiente degli affari, il finanziamento delle imprese in Africa, la formazione professionale, la responsabilità sociale e ambientale delle imprese, le risorse d’energia

per domani.

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L’Africa è confrontata alle nuove sfide geopolitiche, economiche e sociali, un paese in piena crescita, per un’Africa emergente. Il summit si è svolto su due piani: quello politico ed economico e quello del clima e dello sviluppo.

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Dunque è stato un summit storico, quello di Nizza, nonostante la furia dei cittadini che hanno avuto grossi problemi di viabilità nell’ area centrale di Nizza, per l’allargamento della zona rossa dove convergevano tutti i delegati della conferenza.L’allargamento del cerchio ai paesi anglofoni e “lusofoni” è stato cruciale, per il nuovo “partenariato” tra la Francia e l’Africa.

La Francia quanto detto non sarà più il “Gendarme” dell’Africa, secondo il presidente francese, Nicolas Sarkozy.

“Il fallimento dell’Africa sarà quello dell’Europa” - N. Sarkozy

Il summit di Nizza ha messo in rilievo il ruolo dell’impresa privata nello sviluppo economico

in Africa. Il prossimo si svolgerà fra tre anni in Egitto.

2010: 25° summit Francia-Africa è anche quello dei 50 anni d’indipendenza dei 17 paesi dell’Africa subsahariana.

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L’Africa, un continente di 53 paesi, è d’ora in avanti, un continente potente che si muove verso uno sviluppo forte all’ora del XXI° secolo, vista la sua potenzialità umana e demografica.

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Esterni Press Center Nizza photo by m.baEsterni Press Center Nizza photo by m.ba
Press Center Nizza - photo by m.baPress Center Nizza - photo by m.ba
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Summit Francia-Africa:

“Un legame duraturo”

Il Primo summit della France-Afrique, si è tenuto nel 1973, presieduto dal presidente

della Repubblica Francese Georges Pompidou…

C’erano sei capi di Stato africani : il presidente della Costa d’Avorio, Félix Houphouet Boigny -il presidente della Repubblica del Senegal, Léopold Sédar Senghor -il presidente della Repubblica del Niger, Hamani Diori -il presidente della Repubblica del Gabon, Albert Bernard Bongo (riconvertito- El-hadj Omar Bongo, ndr) il presidente della “Haute-volta”, Sangoulé Lamizana – (“Alta-volta”- prima di divenire Burkina-Faso, ndr), il presidente della Repubblica Centrafricana, Jean Bedel Bokassa

L’idea di fare un summit ogni anno, veniva dal presidente Hamani Diori, era un modo di

riavvicinare la Francia alle sue colonie africane; un modo di trovare insieme un accordo,

che poteva sul piano della cooperazione, rinforzare i legami tra la Francia e l’Africa; sia sul piano politico che militare , sia sul piano economico che sociale.

Il 24° Summit si era svolto

Nel febbraio a Cannes…

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 La Conferenza Stampa Conclusiva photo by m.ba La Conferenza Stampa Conclusiva photo by m.ba
 Nicolas Sarkozy e Bingu Wa Mutharika - photo by m.ba Nicolas Sarkozy e Bingu Wa Mutharika - photo by m.ba
Nicolas Sarkozy - photo by m.baNicolas Sarkozy - photo by m.ba
Jacob Zuma - photo by m.baJacob Zuma - photo by m.ba

La Conferenza Stampa Conclusiva del Summit

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Elezioni regionali in Francia: le interviste di Radio Radicale

Astensionismo record alle regionali in Francia. A farne le spese è stata innanzitutto la destra dell'Ump di Sarkozy: i suoi elettori in molti casi non si sono recati alle urne o gli hanno preferito il Front National di Le Pen. Sopresa invece per la rimonta socialista e il buon risultato dei Verdi di Europe écologie di Cohn-Bendit, e la sconfitta per il MoDem di Bayrou. Qui alcune delle interviste di Radio Radicale su questi temi.

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Tutti pazzi per Ségolène Royal

Ségolène Royal alla Festa della Rosa di Quimperlé: Qualche settimana prima, a Frangy-en-Bresse, la sua presenza al tradizionale appuntamento aveva suscitato una ressa e tre feriti.Ségolène Royal alla Festa della Rosa di Quimperlé: Qualche settimana prima, a Frangy-en-Bresse, la sua presenza al tradizionale appuntamento aveva suscitato una ressa e tre feriti.
Per il momento è soltanto una degli aspiranti candidati della sinistra alle elezioni presideziali francesi del prossimo anno. Nel 2006, tuttavia, ha messo in ombra i suoi colleghi per il ruolo da protagonista conquistato nei sondaggi e sulla stampa internazionale. Sarà che è una donna (e sarebbe la prima donna candidata all'Eliseo). Sarà che è bella e seducente (secondo le classifiche delle riviste maschili). Sarà che ha un compagno che è l'attuale primo segretario del Partito socialista (François Hollande, padre dei suoi quattro figli - Thomas, Clémence, Julien e Flora -, con il quale vive tra alti e bassi dalla fine degli anni '70).

Sarà che è semplicemente brava (dopo la laurea ha frequentato la prestigiosa Scuola nazionale d'amministrazione, è stata un magistrato del Tribunale amministrativo, fino a quando, ventinovenne, è andata a lavorare per François Mitterrand che, qualche anno dopo, l'ha candidata in Parlamento; inoltre è stata più volte ministro e, dal 2004, presidente del consiglio regionale del Poitou-Charentes, considerata un laboratorio per alcune importanti riforme).

Sarà che ha cinquantatre anni (come il candidato favorito della destra, Nicolas Sarkozy) e che per milioni di donne mature ma ancora vitali incarna in prima persona quello che non a caso è il suo slogan: Désirs d'avenir (Bernardo Valli, su Repubblica, ha sottolineato come, durante un dibattito, Ségolène abbia esibito la consapevolezza di essere una cinquantenne contenta della propria maturità, con i figli ormai grandi e inseriti nella scuola, dunque una madre riuscita nel compito essenziale e una donna adesso nel pieno della capacità professionale e pronta ad assumere importanti responsabilità politiche).

Sarà che è evidentemente telegenica e con i media ha una dimestichezza non comune (nel settembre scorso, mentre gli elefanti socialisti erano impegnati per le giornate parlamentari del partito, lei campeggiava sulla copertina di Paris Match con la figlia e, a gennaio, quando gli stessi erano riuniti sotto una pioggia battente nel paesino di Jarnac per i dieci anni dalla morte di Francois Mitterand, lei volava a Santiago del Cile per portare il suo sostegno a Michelle Bachelet, candidata della sinistra alle presidenziali risultata poi vincente; d'altra parte, soltanto qualche ora dopo la pubblicazione di questo articolo, senza mai averne fatto richiesta, abbiamo ricevuto la newsletter del suo sito ufficiale). Sarà.

Audio: Monica Maggioni intervista Ségolène Royal alla Festa dell'Unità

Siti ufficiali: Désirs d'avenir, Région Poitou-Charentes

Blog: Segosphere, Ségolène 2007, Ségolène dans la presse, Ségolène en vidéo

Wikipédiée: Ségolène Royal

Il Rapporto Stasi

Il Rapporto Stasi

La Commissione StasiLa Commissione Stasi

La Commissione per la riflessione sull'applicazione del principio di laicità nella Repubblica, nominata il 3 luglio del 2003 da Jacques Chirac, ha rimesso il suo parere l'11 dicembre dello stesso anno. Il documento, in tutto una settantina di pagine, si divide in quattro parti. La prima ricostruisce la storia ed analizza i termini del principio di laicità, quale «principio universale» e «valore repubblicano». La seconda individua la così detta «laicità alla francese»: i presupposti normativi, le esigenze, la tendenza europea. La terza parte contiene invece una verifica della laicità in concreto, attraverso una panoramica delle condizioni di uguaglianza sostanziale rispetto all'esercizio del diritto di manifestazione del pensiero e della libertà di culto. Con particolare riguardo ai servizi pubblici e al mondo del lavoro, ma senza trascurare i nuovi fenomeni di razzismo. L'ultima parte contiene infine le indicazioni della Commissione per affermare «una laicità che unisca» (promuovere la laicità e lottare contro le discriminazioni, far vivere i principi della Repubblica, rispettare pienamente la divesità spirituale, prendere in considerazione i fatti più solenni delle religioni più rappresentative). Tra luglio e dicembre 2003 la Commissione ha condotto un centinaio di audizioni pubbliche e una quarantina di audizioni a porte chiuse. Sono stati ascoltati politici, religiosi, sindacalisti, amministratori locali, imprenditori, professori, direttori d'ospedali, di carceri e di altri luoghi pubblici. La diagnosi contenuta nella terza parte del documento è frutto di queste indagini condotte dai venti membri della Commissione, a loro volta espressione di sensibilità diverse ed esperti in diversi campi. Di seguito una sintesi dell'indagine e delle proposte contenute nel Rapporto Stasi.

Il "no" francese e olandese al Trattato riapre il dibattito sull'Europa. C'è spazio per rilanciare gli Stati Uniti d'Europa?

«Così oggi l'Europa è un'incompiuta. Ma per renderla compiuta, e così "fronteggiare" la globalizzazione, c'è solo un modo: fare gli Stati Uniti d'Europa. Un'Europa federale... Troppo? Troppo difficile? Allora ognuno per la sua strada.» Enrico Cisnetto

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