giustizia

I padri domenicani contro il decreto salva-liste

San DomenicoSan Domenico

In un comunicato della Commissione nazionale ''Giustizia, Pace e Creato'' i padri domenicani si schierano contro il decreto 'salva-liste', che pregiudica '«il rispetto delle regole del gioco» poiché «le cambia mentre il gioco stesso si svolge». Paventando una «minaccia per lo Stato democratico», i domenicani stigmatizzano il «messaggio culturale» per cui «il diritto possa intervenire immediatamente e in una logica emergenziale in risposta a qualsivoglia situazione, personale o comunque assai particolare».

I domenicani prendono posizione «in difesa dello Stato democratico e di diritto, che – spiegano - vediamo gravemente minacciato da una serie di provvedimenti legislativi, in cui si inserisce, da ultimo, il decreto legge interpretativo cosiddetto salva liste». La Commissione composta da frati, monache, laici e suore critica in particolare l'articolo 1 del decreto «che da' preminenza ai diritti dell'elettorato rispetto alle formalità». In verità, secondo i padri domenicani, «derubricare a mere formalità le norme sulle modalità e i termini di presentazione delle liste elettorali - peraltro a tutti note - significa anzitutto togliere peso al rispetto delle regole del gioco, cambiandole mentre il gioco stesso si svolge».

«E' inoltre grave - aggiunge la Commissione Giustizia e Pace, presieduta da padre Giovanni Calcara - che, ormai da tempo, si dia ai cittadini questo messaggio culturale: che il diritto possa intervenire immediatamente e in una logica emergenziale in risposta a qualsivoglia situazione, personale o comunque assai particolare». I domenicani sottolineano che «i canoni classici della norma giuridica sono infatti - oltre alla bilateralità e alla coercibilità - la generalità e l'astrattezza. La norma, cioè, è necessariamente prolettica, recando una disciplina valevole per tutti e prima che il fatto si verifichi».

«Pertanto - concludono - se, ad ogni evento specifico scomodo magari per pochi, si interviene subito mediante nuove norme, si distrugge la certezza dei rapporti giuridici e si incide sul senso della responsabilità personale, privata di punti di riferimento stabili anche in termini di sanzioni, di qualunque tipo esse siano».

Argomenti: ,

Approvato il legittimo impedimento

Il Palazzo di Giustizia di MilanoIl Palazzo di Giustizia di Milano

Con 169 voti favorevoli, 126 contrari e tre astenuti il Senato ha approvato definitivamente il ddl sul legittimo impedimento, dopo che sui due articoli era stata posta la questione di fiducia. L'impedimento a comparire in udienza è previsto per il presidente del Consiglio e per i ministri.

Argomenti: ,

Addio a Vassalli. I suoi interventi dall'archivio di Radio Radicale

Vassalli era nato a Perugia il 25 aprile 1915. Avvocato penalista, per oltre cinquant'anni docente in varie Universita' di diritto penale (per trent'anni alla "Sapienza" di Roma), ministro di Grazia e Giustizia nei governi Goria, De Mita e nel sesto governo Andreotti (luglio 1987 - febbraio 1991), Vassalli venne nominato giudice costituzionale il 4 febbraio 1991 dall'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, dinanzi al quale giuro' il 13 di quel mese e vice presidente della Corte dal 4 novembre 1996.

L'11 novembre del 1999 viene eletto all'unanimita' 23/mo presidente della Corte Costituzionale per un mandato tra i piu' brevi che sarebbe scaduto a meta' febbraio del 2000 dopo soli 3 mesi e mezzo.

Pannella: «Biglietto aperto a Tonino di Pietro»

Caro Tonino,

come ben sai (ma fingi evidentemente di non essertene accorto) la riproposizione dell’amnistia è mia e sicuramente, penso, dell’intera galassia Radicale. Piuttosto, di destra è davvero la dichiarazione: “No a indulti e amnistie – bisogna costruire più istituti penitenziari”, proprio tua oggi e non di Berlusconi o di Gasparri o che so io dell’Impregilo!

E, a proposito, puoi darmi notizie sulla “amnistia” che tu sostieni così efficacemente da almeno 30 anni che ha davvero radicalmente “liberato” (e anche senza virgolette) probabilmente il fior fiore dell’alta delinquenza organizzata politicamente o mafiosamente e/o mentre io, purtroppo, poverino, da 30 anni sostengo questa sicura premessa alla riforma STRUTTURALE della mala-Giustizia italiana che oggi comporta oltre 10 milioni di processi “pendenti”… In questi 10 milioni di pendenti, senza il mio e nostro, radicale intervento, farai ottenere ad almeno un altro paio di milioni di ricchi – di difesa e di soldi – delinquenti la tua amnistia.

Comunque da abruzzese a molisano (e dobbiamo riunirci necessariamente tra poco!), noi lottiamo cocciutamente e non perché nipoti o figli di Procuratori generali o di Beccaria o di Calamandrei e di conseguenza, come capita però un po’ troppo spesso a te, nella cocciutaggine rischiamo proprio di meritare un Nobel diciamo, per onesta minchioneria. Parliamone comunque. Io sono disposto a farlo con piena fiducia. Ti ricordo – ma almeno di questo forse non c’è bisogno – che questa “Giustizia” purtroppo ancora tanto tua oggi coinvolge e tormenta, secondo il rapporto ufficiale del Commissario per i Diritti Umani Alvaro Gil-Robles del Consiglio d’Europa, “il 30% della popolazione italiana”, o preferisci che ricorriamo ad un “arbitrato” così amati da una parte dell’attuale magistratura? Io preferirei, magari, De Magistris piuttosto che Gasparri. Ma tu ci staresti? Ciao. Un abbraccio.

Marco

La Peste Italiana: sessant'anni di violazione della Costituzione. Le interviste sul documento Radicale

Copertina della versione italiana di "La Peste" di Albert CamusCopertina della versione italiana di "La Peste" di Albert Camus

Le interviste e gli interventi sul dossier dei Radicali Italiani "La Peste Italiana", ovvero la metamorfosi del Male in Storia (sessantennale) di distruzione dello Stato di diritto, della democrazia, della legalità in Italia (re) instaurando un regime neototalitario.

Il documento, presentato lo scorso 24 aprile, curato dal "Gruppo di iniziativa di Satyagraha 2009 per lo Stato di diritto e la democrazia cancellati in Italia" e coordinato in particolare dal radicale Marco Cappato e Antonella Casu segretaria di Radicali italiani, rappresenta la premessa fondamentale per la presentazione della Lista Bonino-Pannella alle prossime elezioni europee.

Urgent Action!!! Moratorium on the death penalty also for Tareq Aziz - Moratoire de la peine de mort également pour Tareq Aziz - Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz

Contro la prevedibilissima condanna a morte e la successiva esecuzione dell'ex ministro iracheno Tareq Aziz, Marco Pannella ha iniziato dalla mezzanotte di domenica 6 luglio uno sciopero della fame.

All'iniziativa nonviolenta di Pannella hanno aderito, tra gli altri, i Senatori a vita Giulio Andreotti, Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo, Francesco Cossiga, Rita Levi Montalcini, Sergio Pininfarina e Oscar Luigi Scalfaro.

4 pagine
Syndicate content