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Intervento di Rita Bernardini sulla fiducia al governo Monti

Di seguito la trascrizione del discorso pronunciato da Rita Bernardini in occasione del voto di fiducia a Mario Monti alla Camera dei Deputati

Rita BernardiniRita Bernardini

2005- 2008 Crisi del governo Berlusconi II e Dimissioni governo Prodi II

Le elezioni regionali italiane del 2005, che videro il tracollo del centrodestra, aprirono una nuova crisi a causa dell'uscita dal governo con garanzia di appoggio esterno ad nuovo esecutivo di UDC e Nuovo PSI. La crisi del 2005, ad un anno dalla fine della XIV legislatura si risolve in tempi strettissimi. Napolitano riesce a riscontrare l’esistenza una solida maggioranza in parlamento, riaffidando a Berlusconi l’incarico per un governo-bis. Poche polemiche per questo atto dovuto.

A due anni dall’elezione di Napolitano il secondo governo Prodi vive una profonda crisi extraparlamentare, ed il 24 gennaio 2008 il governo viene sfiduciato dal Senato.

La composizione parlamentare ottenuta con la legge elettorale vigente non consente margini per nuove alleanze in Parlamento per formazione di un governo di transizione. Napolitano prova comunque, affidando un mandato esplorativo a Franco Marini, il cui fallimento chiuderà la XV legislatura con tre anni d’anticipo. Le camere vengono sciolte il 6 Febbraio 2008.

1998- 1999 Dimissioni Prodi, Crisi del Governo D’Alema

Nel 1998 si profila una situazione analoga: il governo Prodi perde l'appoggio del PRC, e durante la mozione di fiducia sulla legge finanziaria, il 9 ottobre per la prima volta nella storia repubblicana un governo perde la fiducia per un solo voto.

Anche questa volta Scalfaro si rifiuta di sciogliere le camere. Avendo registrato durante la fase obbligatoria delle consultazioni la possibilità di una continuità politica, affida l’incarico a Massimo D'Alema, che riesce ad ottenere la maggioranza numerica allargando le intese accogliendo il neonato UDR di Cossiga oltre all'Ulivo.

D’Alema governa per due anni il Paese non senza difficoltà, dovendo ricorrere ad un governo-bis a causa dell’instabilità della sua maggioranza.

Nel mese di Maggio 1999 viene eletto alla prima votazione il Presidente Ciampi, che già all’inizio del mandato dovrà affrontare la sua prima crisi di governo.

Dopo poco meno di un anno, il 17 aprile 2000 Massimo D’Alema a seguito della debacle alle elezioni regionali presenta le sue dimissioni a Ciampi, che in un primo momento le rifiuta rimandandolo alle Camere.

La sua ultima decisione fu molto dibattuta:ad un anno dalla fine della XIII legislatura il Presidente della Repubblica segue la prassi andata consolidatasi negli ultimi anni scegliendo di non sciogliere le camere, dando vita ad un governo tecnico affidato ad Amato.

1993-1994 Dimissioni Amato Dimissioni Berlusconi

Il settennato più travagliato è stato senza dubbio quello del Presidente Scalfaro.

Dopo solo un anno di governo di Giuliano Amato, nel 1993, si apre una crisi di governo extraparlamentare che costringe alle dimissioni del Presidente del Consiglio.

18 aprile1993 infatti, alle elezioni referendarie con una schiacciante maggioranza (82,7% i sì) e un’ottima affluenza alle urne (77%) viene abrogata la quota proporzionale nel sistema elettorale del Senato.

Amato rassegnò le dimissioni. Scalfaro, avviate le consultazioni preferì traghettare il paese “dal vecchio al nuovo”, avvalendosi di un governo tecnico per rispondere in tempi stretti alla necessità di una nuova legge elettorale.

Nel 1994 il Presidente della Repubblica è oggetto di asprissime critiche da parte della classe politica. Scalfaro a seguito delle dimissioni del Presidente del Consiglio Berlusconi nomina un nuovo leader interno alla maggioranza l'ex ministro del tesoro Lamberto Dini ma con l'appoggio di parlamentari non eletti nelle fila della maggioranza.

La decisione di evitare lo scioglimento delle camere è rilevante politicamente, ma viene mantenuta nei ranghi della legittimità costituzionale. Al centro del dibattito è preminente la constatazione delle forze politiche di un ampio margine di discrezionalità lasciato al Capo dello Stato nel ritenere opportuno o meno lo sciogliemento del Parlamento.

Le crisi di governo degli ultimi 20 anni

Il costituente attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di scioglimento delle camere attraverso l'art.88, che recita ”il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura”.

Questa attribuzione si è rivelata necessaria nel bilanciamento dei poteri, e come si evince dal carattere generale della norma citata alcuni margini della legittimità del potere di scioglimento anticipato delle camere sono valutabili solo ex-post, attraverso l’analisi della prassi consolidatasi negli anni seguenti.

La legge sulle intercettazioni vieta la registrazione dei processi. Vietato lo speciale giustizia di Radio Radicale

RadioRadicale da oltre 25 anni documenta integralmente la vita della giustizia italiana. Nell'archivio di Radio Radicale conserviamo oltre 600 processi per un totale di circa 17mila udienze registrate integralmente. Stiamo parlando di un patrimonio unico, che nessuna altra testata può vantare, in larga parte fruibile anche su internet.

Questa parte dell’archivio di Radio Radicale, oltre ad avere un indiscusso valore storico, documentando tra l’altro l’introduzione del nuovo rito nel Processo Penale, è stata utilizzata a fini didattici da alcune cattedre di Procedura Penale, e, in alcune occasioni, dagli stessi magistrati nelle loro attività. Da oggi in poi tutto ciò sarà vietato. Non sarà più possibile registrare le udienze dei processi se passasse la norma sulle intercettazioni, nel punto in cui modifica un articolo delle norme di attuazione del codice di procedura penale: quello che consente al Giudice di autorizzare, anche senza il consenso delle parti, quando sussista un interesse sociale particola mente rilevante alla conoscenza del dibattimento, la ripresa e la trasmissione radiofonica del processo. Solo grazie alla pubblicità del dibattimento processuale assicurato spesso solo da Radio Radicale, i cittadini italiani hanno potuto seguire, in tutto il suo svolgimento e non soltanto in occasione dei momenti più eclatanti, processi di indubbia rilevanza pubblica di cui riportiamo in questo documento soltanto alcuni esempi. Crediamo che proprio le norme dell'ordinamento giudiziario che regolamentano il dibattimento processuale rappresentino la migliore garanzia per i diritti degli imputati. Rendere impossibile la registrazione e la trasmissione integrale dei processi viceversa impedisce un'informazione aderente tanto ai principi garantisti quanto a quelli, altrettanto costituzionali, relativi al diritto dei cittadini a conoscere per deliberare.

CONFERENZA STAMPA NEGLI STUDI DI RADIO RADICALE

Sanatoria edilizia in Campania. Il decreto “salva ruspe” del Governo

Il Consiglio dei ministri ha approvato la sospensione fino a dicembre della demolizione di alcuni edifici abusivi di comuni in provincia di Napoli, nel decreto omnibus oggi all'esame del Governo. Lo rende noto il ministro leghista per la semplificazione Roberto Calderoli, precisando però che è stato accolto l'emendamento proposto dai ministri del Carroccio per circoscrivere la portata della sanatoria, escludendone l'applicabilità nelle zone sottoposte a vincoli paesaggistici e ambientali. "Esprimo viva soddisfazione - spiega Calderoli- in quanto il Consiglio dei Ministri di oggi ha accolto la mia proposta emendativa sul decreto legge sull`emergenza abitativa nel territorio della regione Campania: la sospensione delle demolizioni non si applicherà agli immobili abusivi realizzati in zone sottoposte a vincoli paesaggistici ed ambientali".

Le verità negate dal Governo italiano sui Mojahedin del popolo iraniano

DOCUMENTO DI NESSUNO TOCCHI CAINO

I mujaheddin iraniani riabilitati dalla Corte UeI mujaheddin iraniani riabilitati dalla Corte Ue

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