islam
Intervista al Ministro degli esteri Giulio Terzi
Intervista di Paolo Martini
Spiritualità: “Luce e Oscurità”
L’Umanità si comporta a volte con spensieratezza e Oscura le realtà divine, in ragione della sua ignoranza e l’amore che porta per i suoi interessi personali. Gli esseri umani idolatrano i vantaggi materiali tali la ricchezza monetaria e la posizione mondana.
Di conseguenza, trascurare la luce dei consigli divini, per girarsi verso l’oscurità del loro ego (“nafs” in arabo). Invece, è scritto nel Corano: “Allah è La luce dei cieli e della terra (…)” (Corano, An –Nur, 24/35).
Così dunque, tutti quelli che respingono la via di Dio sono lasciati senza luce e lo rimarranno…
Dio desidera che svolgiamo una esistenza durante la quale possiamo seguire La Luce Divina in tutte le nostre cose, che siano sociali o personali, commerciali o caritative, fisiche o spirituali.
Allora, la tua luce sgorgherà come l’aurora, e le tue ritorneranno rapidamente. La tua giustizia camminerà davanti a te, e la gloria del Signore ti accompagnerà. Allora, se chiami il Signore egli risponderà; se urli, ti dirà: Eccomi!..
Se fai sparire dal tuo paese il gioco, il gesto di minaccia, lo spirito maligno, se dai di buon cuore a colui che ha fame, e se colmi i desideri dello sventurato (infelice), la tua luce si eleverà nelle tenebre e la tua oscurità sarà la luce del mezzogiorno.
“Ci sono persone che abbracciano solo delle ombre;quelli là, hanno solo ombre del benessere”.William Shaskespeare, “Il Mercante di Venezia”
"Out Door Talks" L'Islam
In nome del rispetto morale dei popoli ?
Il Corano“L’Islam protegge i diritti umani”
L’Islam protegge i diritti umani, in nome del rispetto morale dei popoli e delle religioni. Il mondo sta cambiando d’ora in avanti, in un mondo pluralistico e multipolare, avanza molto rapidamente, per il futuro di tutti, dove si cerca la libertà, la democrazia, il buon governo, il lavoro, la libertà di espressione e quanto altro. E’ il momento di avvicinare gli uni agli altri, in questa svolta epocale, intorno al tavolo, per dibattere, sul futuro dell’umanità, e dialogare, come restituire la stabilità al mondo.
Alcune letture vengono fatte o interpretate male, soprattutto sull’Islam di oggi. Tuttavia regole universali, devono essere osservate da tutti. La rivoluzione che sta avvenendo nel mondo arabo, sulle sponde del sud –Mediterraneo, non può che trovare nell’uguaglianza, una via di incontro, per evitare scontri e stabilire un rapporto di fiducia, che farà nascere una nuova civiltà, senza conflitti e ostlità nei confronti, di ciascun popolo, che attinge alla libertà, ma anche per il rispetto reciproco, per gli usi e costumi, di tradizioni già millenarie…
La nascita del profeta Maometto: foto by wikipediaCapire la differenza culturale dei popoli oggi suscita Clamore in Occidente. Rispetto morale delle religioni o uso popolare di alcuni di loro è una altra questione. Non è facile, ma la speranza può anche diventare la virtù dei forti e dei popoli, nel costruire insieme, un legame forte e duraturo. Evitare che si inneschi una incomprensione tra le culture, prima che diventi una situazione complicata da gestire, ed un eventuale scontro di civiltà nel futuro. (anche se questa ultima ipotesi è esclusa).
Alcune Leggi, impediscono oggi a culture, esprimere le loro usanze, esprimere le loro religioni, tradizioni o credo. Mirando soprattutto sul mondo dell’Islam, è immenso e pieno di sfumature, con alcune pratiche secolari. Quindi non del tutto compatibili con la tradizione francese o occidentale. A volte la tolleranza è zero!! Ma il rispetto alle regole repubblicane, sono fondamentali.
Molte figure emblematiche nel mondo arabo e dall’Occidente, hanno fatto crescere la storia umana: filosofi, artisti, antropologi, hanno illuminato il mondo del sapere. Dal Cairo al Medio-Oriente. Iraq, Siria, Andalusia, Maghreb, hanno svolto un ruolo maggiore, nella civiltà umana. Tutta una metamorfosi di cose belle, hanno segnato la storia della nostra vita, nella nostra civiltà, intorno al Mediterraneo, nel corso dei secoli.
Le guerre che ci assillano sono molte; come gestire tutti questi conflitti? Il mondo é senza tregua. Le calamità naturali, la povertà, la fame, le alluvioni, sono altri fattori che colpiscono
malamente il mondo. Tsunami e terremoti ecc… a volte sono fenomeni legati al cambiamento climatico, che non smettono di svilupparsi ogni giorno, sul nostro pianeta.
La solidarietà dell’Europa, dovrebbe rappresentare un perno, per stimolare i popoli a vivere insieme nella pace e nella solidarietà, perché è di fronte alle sue responsabilità, intorno a un
mondo, senza regole, continuano le turbolenze ovunque: dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest.
Un mondo senza etica, senza educazione e senza tolleranza è un mondo fallito. Sono gli intellettuali occidentali a relativizzare l’apporto della civiltà musulmana. La pedagogia, la istruzione, la educazione, sono gli elementi chiave per fare cultura, scambiare idee, costruire e andare verso il meglio. Il confronto può anche creare conflitti. Dunque senza dialogo, senza scambio culturale e unità nella diversità. Cosa ci potrà preservare il domani? Un futuro radioso per tutti?
"Punire è Ordinario, Perdonare è Superiore"
Corano, XVI, 126-127
Anche in Marocco battaglia sul velo
Velo islamicoSvolta "kemalista" in Marocco. Dopo l'introduzione di un nuovo codice di famiglia che riforma la condizione delle donne, il Re del Marocco Mohamed VI si sta muovendo per scoraggiare e limitare l'uso del velo.
L'Islam in Italia e in Europa dopo l'11 settembre
In Italia, in condizioni molto diverse dalla Francia e dove la popolazione immigrata da paesi musulmani è in gran parte secolarizzata, la questione della laicità si è posta a contrario, in riferimento a due regi decreti del periodo fascista nei quali si sancisce l'obbligo di esposizione del crocifisso negli edifici pubblici. Due anni fa il Consiglio di Stato aveva sottolineato che nè i Patti Lateranensi, nè il nuovo Concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede erano intervenuti a modificare queste norme. All'inizio di quest'anno scolastico tuttavia l'esponente musulmano Adel Smith ha adito il Tribunale dell'Aquila chiedendo la rimozione del simbolo religioso dalla scuola, materna ed elementare, frequentata dai propri figli. L'ordinanza del giudice di primo grado ha dato ragione a Smith, sostenendo che l'obbligo di esposizione è da ritenersi abrogato dopo l'entrata in vigore della legge di revisione dei Patti Lateranensi, che ha rivisto il principio della religione cattolica come religione di Stato. Ultimamente il Tar del Veneto, adito da due genitori associati all'UAAR (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) alcuni anni fa, ha rimesso la decisione alla Corte Costituzionale.
Il Rapporto Stasi
Il Rapporto Stasi
La Commissione StasiLa Commissione per la riflessione sull'applicazione del principio di laicità nella Repubblica, nominata il 3 luglio del 2003 da Jacques Chirac, ha rimesso il suo parere l'11 dicembre dello stesso anno. Il documento, in tutto una settantina di pagine, si divide in quattro parti. La prima ricostruisce la storia ed analizza i termini del principio di laicità, quale «principio universale» e «valore repubblicano». La seconda individua la così detta «laicità alla francese»: i presupposti normativi, le esigenze, la tendenza europea. La terza parte contiene invece una verifica della laicità in concreto, attraverso una panoramica delle condizioni di uguaglianza sostanziale rispetto all'esercizio del diritto di manifestazione del pensiero e della libertà di culto. Con particolare riguardo ai servizi pubblici e al mondo del lavoro, ma senza trascurare i nuovi fenomeni di razzismo. L'ultima parte contiene infine le indicazioni della Commissione per affermare «una laicità che unisca» (promuovere la laicità e lottare contro le discriminazioni, far vivere i principi della Repubblica, rispettare pienamente la divesità spirituale, prendere in considerazione i fatti più solenni delle religioni più rappresentative). Tra luglio e dicembre 2003 la Commissione ha condotto un centinaio di audizioni pubbliche e una quarantina di audizioni a porte chiuse. Sono stati ascoltati politici, religiosi, sindacalisti, amministratori locali, imprenditori, professori, direttori d'ospedali, di carceri e di altri luoghi pubblici. La diagnosi contenuta nella terza parte del documento è frutto di queste indagini condotte dai venti membri della Commissione, a loro volta espressione di sensibilità diverse ed esperti in diversi campi. Di seguito una sintesi dell'indagine e delle proposte contenute nel Rapporto Stasi.









