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Kosovo, l'indipendenza un anno dopo
Serbia e KosovoIl 17 febbraio 2008, il parlamento kosovaro proclamava unilateralmente l'indipendenza dalla Serbia. La secessione provocò una spaccatura nella comunità internazionale tra chi, Russia in testa, giudicò l'operazione priva di fondamenti giuridici e in contrasto con il diritto internazionale, e chi, in prima fila Usa e la gran parte dei Paesi dell'Ue, vide in essa un “caso unico”, che non poteva essere considerato un precedente per situazioni analoghe in altre parti del mondo.
Un anno dopo la situazione è rimasta invariata. Il Kosovo indipendente è stato riconosciuto al momento da 55 Paesi: non pochi ma in numero non ancora sufficiente per permettere a Pristina di chiedere un seggio all'Onu. La Serbia cerca di tenere separata la questione kosovara dall'obiettivo dell'adesione all'Ue e punta all'isolamento internazionale della sua ex provincia mentre ha chiesto alla Corte di Internazionale di Giustizia di pronunciarsi sulla legittimità dell'indipendenza.
Il Kosovo bloccato dal disaccordo internazionale: le posizioni di Usa, Russia, Ue e Onu
Ad avere voce in capitolo sulla questione dello status finale del Kosovo non sono solo le autorità di Pristina e Belgrado. Determinante sarà infatti l'atteggiamento della comunità internazionale e in particolare di Stati Uniti, Russia e Unione Europea; le loro posizioni, tuttavia divergono e mentre gli Usa - sostenitori dell'indipendenza - si scontrano con Mosca - che teme la creazione di un precedente pericoloso per i suoi territori "caldi" - l'Ue vacilla e non riesce a trovare un accordo interno. Dopo 8 anni di amministrazione provvisoria, infine, l'Onu ha proposto il "piano Ahtisaari, che tuttavia non riesce a raccogliere i consensi degli oppositori dell'indipendenza
Status finale del Kosovo: un mosaico di scenari
Mappa del KosovoNegli ultimi mesi, l'avvicinarsi delle elezioni e il conseguente aumento delle tensioni nella provincia serba del Kosovo hanno richiamato l'attenzione di rappresentanti internazionali e analisti politici per la questione dello status finale del territorio a maggioranza albanese. Le proposte avanzate sono molteplici e variegate e talvolta rasentano scenari rischiosi: dal modello delle Isole Alands, un tempo contese tra la popolazione svedese e la Finlandia, alla confederazione suggerita da Antonio Cassese, giungendo all'ipotesi Hong Kong e perfino alla spartizione secondo linee etniche.
Di seguito, una rassegna delle possibili soluzioni.
Elezioni in Kosovo: l'ultimo atto prima dell'indipendenza?
Graffiti del movimento Vetëvendosje! per l'indipendenza del Kosovo (da flickr.com)Nel 1999, con la risoluzione 1244 dell'Onu, pur rimanendo formalmente territorio della Serbia, il Kosovo è passato sotto l'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite (Unmik), appoggiata da forze di pace internazionali (Kfor). Dopo 8 anni, tuttavia, la situazione della provincia serba è tutt'altro che risolta: se da un lato la maggioranza albanese reclama a gran voce l'indipendenza, Belgrado continua ad opporre un "niet" categorico, mentre la comunità internazionale non riesce ad allinearsi su una posizione unitaria.
Le elezioni in Kosovo del 17 novembre, con la vittoria dell'ex-guerrigliero Hashim Thaci, hanno riportato a galla la questione dello status finale e i governi di Pristina e Belgrado dovranno confrontarsi sulla proposta che la "troika" internazionale costituita da Stati Uniti, Unione Europea e Russia, presenterà alle Nazioni Unite il 10 dicembre: se non si riuscisse a trovare una soluzione condivisa, le già alte tensioni potrebbero sfociare in un'ennesima esplosione di violenza.
La Serbia ha una nuova costituzione. Il Kosovo parte integrante
Con il referendum che ha ratificato la nuova costituzione i cittadini serbi hanno espresso la loro volontà per una «Serbia europea», ha commentato il presidente Boris Tadic. Il Kosovo dichiarato «parte integrante della Serbia»


