legalità
La lotta nonviolenta di Marco Pannella: l'amnistia è obiettivo non negoziabile, irrinunciabile
Scritta sul muro della sezione "la sosta" del carcere di MessinaMarco Pannella era in sciopero della sete dal 20 settembre. Dal 26 settembre il leader radicale ha dato vita ad una nuova soluzione all'interno della forma nonviolenta di lotta: l'assunzione quotidiana di soli tre cappuccini e di nessun altro liquido, tranne quelli necessari per l'assunzione dei farmaci. «Annuncio - aveva dichiarato il 20 settembre - che passo anche alla forma di sciopero della sete. Ma non preoccupatevi di Pannella! Preoccupatevi di farla finita con quello che siete. Detentori di centinaia di migliaia di persone sofferenti, di famiglie, peggio che le Brigate rosse!». «Perché l'amnistia è obiettivo non negoziabile, irrinunciabile».
Viaggio nell'illegalità delle carceri italiane
Parte dalla Sicilia un viaggio per raccontare lo stato di illegalità delle carceri italiane. Le drammatiche condizioni detentive a cui sono sottoposti circa 67000 detenuti nel nostro paese e la sofferenza dell'intera comunità penitenziaria che vede detenuti, direttori, agenti e tutti gli operatori vittime allo stesso modo della crisi della giustizia. Nelle prossime settimane Radio Radicale trasmetterà in forma integrale l'inchiesta realizzata da Simone Sapienza e da Valentina Ascione in alcuni istituti di pena italiani, inchiesta che in seguito sarà pubblicata in versione video sul sito FaiNotizia.it
Scritta sul muro della sezione "la sosta" del carcere di MessinaGiustizia! Le parole del presidente Giorgio Napolitano
Giorgio NapolitanoIl presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel suo intervento al convegno “Giustizia! In nome della Legge e del Popolo sovrano” lo scorso 28 luglio:
«Quel che mi preme riprendere e sottolineare è un dato molto significativo emerso dagli interventi precedenti : e cioè il peso gravemente negativo di oscillanti e incerte scelte politiche e legislative. Oscillanti e incerte tra tendenziale, in principio, depenalizzazione e "depenitenziarizzazione", e ciclica ripenalizzazione con crescente ricorso alla custodia cautelare, abnorme estensione, in concreto, della carcerazione preventiva. Di qui una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana - fino all'impulso a togliersi la vita - di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo, per non parlare dell'estremo orrore dei residui ospedali psichiatrici giudiziari, inconcepibile in qualsiasi paese appena appena civile - strutture pseudo-ospedaliere che solo recenti coraggiose iniziative bi-partisan di una commissione parlamentare stanno finalmente mettendo in mora.
Evidente in generale è l'abisso che separa, come si è detto, la realtà carceraria di oggi dal dettato costituzionale sulla funzione rieducatrice della pena e sui diritti e la dignità della persona».
Il furto dei referendum: la storia di un golpe italiano. Video intervista

"Sanatoria truffa". L'iniziativa nonviolenta degli immigrati di Brescia

L'irragionevolezza ha prevalso: da stamattina a Brescia si è deciso di risolvere con la forza l'occupazione che dura da 9 giorni di una gru da parte di migranti frodati dalla cosi detta sanatoria colf-badanti. >>
Dossier L'Aquila: paradigma dell'assenza di democrazia e diritto

All'Aquila si intrecciano temi come il dissesto idrogeologico e le mancate opere di prevenzione, la questione della legalità che diviene questione di vita o di morte, l'estensione della gestione emergenziale e il suo ruolo nel modificare l'assetto istituzionale, il funzionamento della giustizia, la presenza di forme organizzate di rivolta nonviolenta prive di sbocchi istituzionali e politici, l'assenza dell'opposizione.
Con il “Comitato per l’Emergenza democratica” alla ricerca della fogna perduta

Pannella: «Pres. Napolitano, legalità o rinuncio alla cittadinanza e chiedo asilo politico». Il video

Dichiarazione di Marco Pannella
In segno, non solo rituale, di rispetto per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ancor più per ribadirgli la fiducia che ritengo, da cittadino, di dovergli e di portargli, illustrerò fra breve da Radio Radicale nel colloquio con Massimo Bordin, i motivi per i quali, se non si rimuovesse immediatamente la situazione di patente, totale illegalità della situazione politico-elettorale in Italia, riterrei di dover rinunciare alla cittadinanza italiana e chiedere asilo politico ad altri Stati membri dell’Unione europea.
Infatti se, come ritengo, i diritti civili e umani fondamentali, riconosciuti dalle solenni dichiarazioni costitutive della comunità internazionale e da un gran numero di conseguenti trattati bilaterali e atti dell’ordinamento italiano, hanno valore di diritti positivi soggettivi, la mia decisione mi appare coerente e obbligata, come cittadino rispettoso della legge e come leader del movimento transnazionale e transpartito della nonviolenza nel mondo.
Vi sono infatti momenti nei quali accettare violenze delle istituzioni contro la loro stessa legalità, realizzerebbe non solo l’assistere inerti alla messa a morte della civiltà di un paese, ma diverrebbe vera e propria complicità in quella azione criminale, di competenza dell’ordinamento giurisdizionale internazionale e comunitario.







