libertà
Dalle 21 e 30 Marco Pannella sarà in diretta su Radio Radicale
Analisi degli ascolti sul tema giustizia e carceri nei telegiornali e nelle trasmissioni di approfondimento Rai, Mediaset, La7 a cura del Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva
140 anni da Porta Pia: le trattative con il Vaticano per le celebrazioni. Le interviste di Radio Radicale
«Secondo quanto filtra dai Palazzi vaticani, sarebbe stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – sarà presente alla giornata clou davanti a Porta Pia – a “suggerire” al Campidoglio di arrivare a una commemorazione “condivisa” con la Santa Sede per non trasformare la festa del 140esimo anniversario della Breccia in un raduno simile all’annuale incontro che i radicali di Marco Pannella ogni 20 settembre indicono davanti alla stessa Porta Pia per celebrare la caduta dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale del Papa».
Questo è quanto si legge in un articolo recentemente comparso su Repubblica.
Maurizio Turco, deputato eletto all’interno della delegazione Radicale nel Partito Democratico
Sergio Rovasio, Segretario associazione Radicale “Certi Diritti“
Mario Pepe, PDL
Oggi a Roma la festa dei pirati digitali
Dopo il grande successo della prima edizione torna anche quest’anno la Festa dei Pirati. L’appuntamento è fissato per oggi, sabato 20 marzo a Roma, a due passi da Montecitorio, al Teatro Capranica, per una giornata di incontri e dibattiti sulla libertà della rete. Dopo il grande successo della prima edizione torna anche quest’anno la Festa dei Pirati. L’appuntamento è fissato per sabato 20 marzo a Roma, a due passi da Montecitorio, al Teatro Capranica, per una giornata di incontri e dibattiti sulla libertà della rete.
Oggi, nel mondo, la maggior parte dei contenuti che circolano in rete vengono scambiati con sistemi di file sharing. Fra le giovani generazioni, blog e social network si stanno affermando come un’alternativa ai grandi monopoli mediatici. La libera circolazione delle idee e dei materiali nel web è ormai un dato di fatto che deve aprire un vero dibattito politico e civile e che non trova soluzione in leggi repressive, di fatto aggirabili.

I padri domenicani contro il decreto salva-liste
San DomenicoIn un comunicato della Commissione nazionale ''Giustizia, Pace e Creato'' i padri domenicani si schierano contro il decreto 'salva-liste', che pregiudica '«il rispetto delle regole del gioco» poiché «le cambia mentre il gioco stesso si svolge». Paventando una «minaccia per lo Stato democratico», i domenicani stigmatizzano il «messaggio culturale» per cui «il diritto possa intervenire immediatamente e in una logica emergenziale in risposta a qualsivoglia situazione, personale o comunque assai particolare».
I domenicani prendono posizione «in difesa dello Stato democratico e di diritto, che – spiegano - vediamo gravemente minacciato da una serie di provvedimenti legislativi, in cui si inserisce, da ultimo, il decreto legge interpretativo cosiddetto salva liste». La Commissione composta da frati, monache, laici e suore critica in particolare l'articolo 1 del decreto «che da' preminenza ai diritti dell'elettorato rispetto alle formalità». In verità, secondo i padri domenicani, «derubricare a mere formalità le norme sulle modalità e i termini di presentazione delle liste elettorali - peraltro a tutti note - significa anzitutto togliere peso al rispetto delle regole del gioco, cambiandole mentre il gioco stesso si svolge».
«E' inoltre grave - aggiunge la Commissione Giustizia e Pace, presieduta da padre Giovanni Calcara - che, ormai da tempo, si dia ai cittadini questo messaggio culturale: che il diritto possa intervenire immediatamente e in una logica emergenziale in risposta a qualsivoglia situazione, personale o comunque assai particolare». I domenicani sottolineano che «i canoni classici della norma giuridica sono infatti - oltre alla bilateralità e alla coercibilità - la generalità e l'astrattezza. La norma, cioè, è necessariamente prolettica, recando una disciplina valevole per tutti e prima che il fatto si verifichi».
«Pertanto - concludono - se, ad ogni evento specifico scomodo magari per pochi, si interviene subito mediante nuove norme, si distrugge la certezza dei rapporti giuridici e si incide sul senso della responsabilità personale, privata di punti di riferimento stabili anche in termini di sanzioni, di qualunque tipo esse siano».
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come ben sai (ma fingi evidentemente di non essertene accorto) la riproposizione dell’amnistia è mia e sicuramente, penso, dell’intera galassia Radicale. Piuttosto, di destra è davvero la dichiarazione: “No a indulti e amnistie – bisogna costruire più istituti penitenziari”, proprio tua oggi e non di Berlusconi o di Gasparri o che so io dell’Impregilo!
E, a proposito, puoi darmi notizie sulla “amnistia” che tu sostieni così efficacemente da almeno 30 anni che ha davvero radicalmente “liberato” (e anche senza virgolette) probabilmente il fior fiore dell’alta delinquenza organizzata politicamente o mafiosamente e/o mentre io, purtroppo, poverino, da 30 anni sostengo questa sicura premessa alla riforma STRUTTURALE della mala-Giustizia italiana che oggi comporta oltre 10 milioni di processi “pendenti”… In questi 10 milioni di pendenti, senza il mio e nostro, radicale intervento, farai ottenere ad almeno un altro paio di milioni di ricchi – di difesa e di soldi – delinquenti la tua amnistia.
Comunque da abruzzese a molisano (e dobbiamo riunirci necessariamente tra poco!), noi lottiamo cocciutamente e non perché nipoti o figli di Procuratori generali o di Beccaria o di Calamandrei e di conseguenza, come capita però un po’ troppo spesso a te, nella cocciutaggine rischiamo proprio di meritare un Nobel diciamo, per onesta minchioneria. Parliamone comunque. Io sono disposto a farlo con piena fiducia. Ti ricordo – ma almeno di questo forse non c’è bisogno – che questa “Giustizia” purtroppo ancora tanto tua oggi coinvolge e tormenta, secondo il rapporto ufficiale del Commissario per i Diritti Umani Alvaro Gil-Robles del Consiglio d’Europa, “il 30% della popolazione italiana”, o preferisci che ricorriamo ad un “arbitrato” così amati da una parte dell’attuale magistratura? Io preferirei, magari, De Magistris piuttosto che Gasparri. Ma tu ci staresti? Ciao. Un abbraccio.
Marco
Marco Pannella sui Tg al 20° giorno di sciopero della fame ed al 4° della sete








