libertà di stampa
Intervista ad Antonella Scott sulle aggressioni ai giornalisti in Russia. I casi Beketov e Kashin
Il caso di Mikhail Beketov: aggredito due anni fa, si occupava del sistema di appalti e corruzione legati alla costruzione dell'autostrada che dovrebbe attraversare la foresta di Khimki. A lungo in coma, ora vive da invalido su una carrozzella: citato in giudizio per diffamazione dal sindaco di Khimki, Beketov è stato condannato a una multa di 5mila rubli. I suoi aggressori non sono stati mai identificati e il suo avvocato difensore è stato ucciso nel gennaio 2009 nel centro di Mosca.
La scorsa settimana, aggredito Oleg Kashin, giornalista del Kommersant: ora è in coma farmacologico. Seguiva anche lui le vicende legate alla foresta di Khmki, oltre ad occuparsi dei gruppi nazionalisti russi. Oggi la polizia russa sostiene di aver identificato e fermato i due uomini autori del pestaggio, sostenendo che lo stesso Adamchuk fosse “lui stesso il promotore e ideatore dell’attacco”. Secondo i poliziotti russi il giornalista avrebbe pagato due ragazzi con 1.000 rubli (23 euro) per mettere in scena il pestaggio.
Intervista di Ada Pagliarulo ad Antonella Scott, corrispondente in Russia de Il Sole 24 Ore
Dossier: Il taglio ai fondi pubblici all'editoria e la libertà di stampa
I fondi pubblici all'editoria rappresentano un privilegio che alimenta una casta di editori e giornali, oppure un contributo alla pluralità delle fonti di informazione?
Tra i tagli ai contributi diretti all'editoria previsti dal governo e i referendum lanciati da Beppe Grillo tentiamo di chiarire le posizioni in campo, le disposizioni delle leggi in materia e le (im)possibili riforme del settore.
Appello dei vaticanisti contro la chiusura delle redazioni romane di «Famiglia cristiana» e «Jesus»
Copertina di Famiglia cristianaAppello agli editori di «Famiglia cristiana» e «Jesus»
«Come giornalisti che si occupano di informazione religiosa abbiamo deciso di rivolgere un appello agli editori di “Famiglia Cristiana” e di “Jesus” che hanno preannunciato l’intenzione di chiudere la redazione romana delle due testate, oltre che le sedi di Torino, Venezia e Bologna. Tutti ricordiamo la grande tradizione delle due testate e l’autorevolezza che si sono conquistate negli anni sul campo. È difficile credere che un editore tanto rilevante nel panorama dell’informazione italiana scelga di impoverire se stesso sguarnendo la sua presenza sul territorio nel Nord Italia, sua tradizionale roccaforte, e soprattutto rinunciando a quella nella capitale del Paese, cuore della vita politica e sociale e città che ospita le più importanti istituzioni ecclesiali, sia nazionali che della Santa Sede. Ogni ambito dell’informazione è importante, e impoverirlo è impoverire tutti, lettori e non lettori delle due testate, credenti e non credenti.
Libertà di stampa in Cina
La stampa cinese tra liberalizzazione dell'editoria e censura rafforzata.
Marco Pannella
Condoleezza Rice: Politkovskaja un «simbolo del giornalismo indipendente»
Sabato scorso, a Mosca, il Segretario di Stato Usa ha incontrato il figlio della giornalista assassinata e il direttore del giornale per il quale lavorava. Oggi su Novaya Gazeta è stata pubblicata un'intervista alla Rice. Gli Stati Uniti hanno chiesto alle autorità russe di fare luce sui casi dei 13 giornalisti uccisi negli ultimi sei anni.









