magistratura
La legge sulle intercettazioni vieta la registrazione dei processi. Vietato lo speciale giustizia di Radio Radicale

RadioRadicale da oltre 25 anni documenta integralmente la vita della giustizia italiana. Nell'archivio di Radio Radicale conserviamo oltre 600 processi per un totale di circa 17mila udienze registrate integralmente. Stiamo parlando di un patrimonio unico, che nessuna altra testata può vantare, in larga parte fruibile anche su internet.
Questa parte dell’archivio di Radio Radicale, oltre ad avere un indiscusso valore storico, documentando tra l’altro l’introduzione del nuovo rito nel Processo Penale, è stata utilizzata a fini didattici da alcune cattedre di Procedura Penale, e, in alcune occasioni, dagli stessi magistrati nelle loro attività. Da oggi in poi tutto ciò sarà vietato. Non sarà più possibile registrare le udienze dei processi se passasse la norma sulle intercettazioni, nel punto in cui modifica un articolo delle norme di attuazione del codice di procedura penale: quello che consente al Giudice di autorizzare, anche senza il consenso delle parti, quando sussista un interesse sociale particola mente rilevante alla conoscenza del dibattimento, la ripresa e la trasmissione radiofonica del processo. Solo grazie alla pubblicità del dibattimento processuale assicurato spesso solo da Radio Radicale, i cittadini italiani hanno potuto seguire, in tutto il suo svolgimento e non soltanto in occasione dei momenti più eclatanti, processi di indubbia rilevanza pubblica di cui riportiamo in questo documento soltanto alcuni esempi. Crediamo che proprio le norme dell'ordinamento giudiziario che regolamentano il dibattimento processuale rappresentino la migliore garanzia per i diritti degli imputati. Rendere impossibile la registrazione e la trasmissione integrale dei processi viceversa impedisce un'informazione aderente tanto ai principi garantisti quanto a quelli, altrettanto costituzionali, relativi al diritto dei cittadini a conoscere per deliberare.
CONFERENZA STAMPA NEGLI STUDI DI RADIO RADICALE
I girotondi, la magistratura, la politica, le idee dei Radicali
Aula di tribunaleSu Radioradicale.it la bozza di parere del CSM sul decreto sicurezza
Nicola MancinoSarà discusso quasi certamente in un plenum straordinario martedì prossimo il parere della Sesta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura sul Decreto Sicurezza e sulla nroma che sospende i processi.
La bozza, che pubblichiamo, presentata dai due relatori Fabio Roia e Livio Pepino boccia la norma che sospende i processi, sostenendo che è incostituzionale e che farà fermare più della metà dei dibattimenti in corso.
Intervento di Piero Grasso al convegno "Le certezze della giustizia. Sicurezza e giustizia come fondamento dello sviluppo economico e della democrazia"
Piero GrassoIntervento del Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso al convegno organizzato il 9 e 10 novembre da Magistratura Indipendente dal titolo "Le certezze della giustizia. Sicurezza e giustizia come fondamento dello sviluppo economico e della democrazia".
Proposta a sostegno dell’applicazione uniforme della legge
«L’ultimo punto riguarda la corretta ed uniforme applicazione della legge sul territorio nazionale. Il casus belli, paradigma di una più ampia serie di asimmetrie giudiziarie, è rappresentato dall’interpretazione e dall’applicazione difforme che la magistratura dà delle norme relative al divorzio consensuale. Superata la mitica concezione illuminista del giudice considerato “bocca della legge”, si assiste oggi al suo fenomeno inverso... La procedura di divorzio congiunto ha comportato pacificamente, sino al 2006, la possibilità che i coniugi separati potessero stare in giudizio personalmente senza l’assistenza di un difensore. Ad oggi esiste tuttavia una situazione difforme sul territorio italiano: alcune Cancellerie accettano e altre no, l’iscrizione a ruolo dei ricorsi dei coniugi che intendono divorziare senza avvocato. Perché cessi questa “incertezza della legge” appare necessario un intervento del Ministro, che permetta di uniformare le procedure».
(dal documento radicale sulle Iniziative parlamentari d'autunno, per la libertà, la crescita e lo sviluppo economico)
Proposta a sostegno dell’applicazione uniforme della legge
*«L’ultimo punto riguarda la corretta ed uniforme applicazione della legge sul territorio nazionale. Il casus belli, paradigma di una più ampia serie di asimmetrie giudiziarie, è rappresentato dall’interpretazione e dall’applicazione difforme che la magistratura dà delle norme relative al divorzio consensuale.
Superata la mitica concezione illuminista del giudice considerato “bocca della legge”, si assiste oggi al suo fenomeno inverso... La procedura di divorzio congiunto ha comportato pacificamente, sino al 2006, la possibilità che i coniugi separati potessero stare in giudizio personalmente senza l’assistenza di un difensore. Ad oggi esiste tuttavia una situazione difforme sul territorio italiano: alcune Cancellerie accettano e altre no, l’iscrizione a ruolo dei ricorsi dei coniugi che intendono divorziare senza avvocato. Perché cessi questa “incertezza della legge” appare necessario un intervento del Ministro, che permetta di uniformare
le procedure».*
(dal documento radicale sulle Iniziative parlamentari d'autunno, per la libertà, la crescita e lo sviluppo economico)







