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In memoria di Anna Politkovskaja

Il 7 ottobre è l'anniversario dell'uccisione della giornalista russa Anna Politkovskaja, avvenuta nel 2006. Radio Radicale ripropone l'intervista alla giornalista russa in occasione della sua presenza a Roma, nel 2002. E altri documenti utili a ripercorrere la sua vita e il suo lavoro.

Personaggi:

20 anni fa: La caduta dell'Urss nell'archivio di Radio Radicale

Nell'agosto 1991, l'Unione Sovietica si dissolse dopo un fallito colpo di stato, tentato dai vertici militari, che osteggiavano la direzione verso cui Gorbaciov stava guidando la nazione. Forze politiche liberali e democratiche guidate da Boris Eltsin usarono il colpo di stato per mettere in un angolo Gorba?ëv (che era formalmente impegnato contro gli ideali dello stalinismo), bandendo il Partito Comunista e spezzando l'Unione. L'8 dicembre 1991 i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono a Belavezha il trattato che sanciva la dissoluzione dello Stato sovietico.

Intervista ad Antonella Scott sulle aggressioni ai giornalisti in Russia. I casi Beketov e Kashin

Il pestaggio del giornalista Oleg KashinIl pestaggio del giornalista Oleg Kashin

Il caso di Mikhail Beketov: aggredito due anni fa, si occupava del sistema di appalti e corruzione legati alla costruzione dell'autostrada che dovrebbe attraversare la foresta di Khimki. A lungo in coma, ora vive da invalido su una carrozzella: citato in giudizio per diffamazione dal sindaco di Khimki, Beketov è stato condannato a una multa di 5mila rubli. I suoi aggressori non sono stati mai identificati e il suo avvocato difensore è stato ucciso nel gennaio 2009 nel centro di Mosca.

La scorsa settimana, aggredito Oleg Kashin, giornalista del Kommersant: ora è in coma farmacologico. Seguiva anche lui le vicende legate alla foresta di Khmki, oltre ad occuparsi dei gruppi nazionalisti russi. Oggi la polizia russa sostiene di aver identificato e fermato i due uomini autori del pestaggio, sostenendo che lo stesso Adamchuk fosse “lui stesso il promotore e ideatore dell’attacco”. Secondo i poliziotti russi il giornalista avrebbe pagato due ragazzi con 1.000 rubli (23 euro) per mettere in scena il pestaggio.

Intervista di Ada Pagliarulo ad Antonella Scott, corrispondente in Russia de Il Sole 24 Ore

Antonio Russo: la sua storia a 10 anni dall'omicidio

Antonio Russo con i bambini kossovariAntonio Russo con i bambini kossovari

«Anna come Antonio, chi parla di Cecenia muore». Così l'Information Safety and Freedom, organizzazione di giornalisti a difesa della libertà di stampa, ha collegato in un comunicato stampa l'assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaya alla morte di Antonio Russo in Georgia, il paese dove l'inviato di Radio Radicale si trovava per seguire il conflitto ceceno.

Il suo corpo fu ritrovato ai bordi di una stradina di campagna a 25 km da Tbilisi, torturato con tecniche riconducibili ai servizi segreti russi. Il materiale che aveva con sé - videocassette, articoli, appunti - non fu ritrovato, anche il suo alloggio fu ritrovato svaligiato da appunti e video (pur senza toccare oggetti di valore).

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Militanti Radicali arrestati a Mosca. Il video

Nota del Partito Radicale Nonviolento

Sabato 12 dicembre, giorno della Costituzione russa, il militante Radicale russo Sergey Konstantinov e' stato arrestato assieme ad altri otto compagni che hanno preso parte a una manifestazione nonviolenta davanti alla casa del Presidente. I manifestanti si erano riuniti per denunciare la mancanza di rispetto della Carta fondativa della Federazione russa. Sergey e un'altra persona sono ancora trattenuti nella stazione di polizia correndo l rischio, anche in virtu' dei ripetuti arresti nel passato, di imputazioni con serie ripercussioni penali che implicherebbero anni di carcere.

I parlamentari italiani ed europei iscritti al Partito Radicale Nonviolento presenteranno delle interrogazioni per chiedere conto della reazione spropositata della polizia russa.

Il 1989, la caduta del Muro, i Radicali

1985 - Manifestanti in sit-in dei Radicali davanti a Checkpoint Charlie di Berlino1985 - Manifestanti in sit-in dei Radicali davanti a Checkpoint Charlie di Berlino

Venti anni fa, poco prima delle 7 di sera del 9 novembre 1989, Guenter Schabowski, importante membro del Comitato centrale del Partito comunista della Repubblica Democratica Tedesca, annuncia ai giornalisti della stampa intenazionale a Berlino Est che i cittadini tedesco-orientali potranno recarsi all'estero senza più bisogno di permessi speciali, ma solo presentando il passaporto. Al momento non sembra niente di particolare: già in altre occasioni le autorità della Ddr avevano fatto annunci del genere poi regolarmente smentiti dai fatti. Ma qualcosa stava cambiando.

A 8 anni dall'assassinio del giornalista Antonio Russo conferenza stampa dei radicali di fronte alla sede dell'ENI: l'Italia non anteponga gli interessi economici al rispetto della democrazia

Il palazzo dell'ENI all'EurIl palazzo dell'ENI all'Eur

Giovedì 16 ottobre 2008, nell'anniversario della morte di Antonio Russo, il giornalista di Radio Radicale deceduto otto anni fa in circostanze misteriose nella città georgiana di Tiblisi, dove si trovava per documentare la guerra in Cecenia, si è tenuta una conferenza stampa sotto il palazzo dell'ENI per richiamare i dirigenti dell'Ente Nazionale Idrocarburi – e dunque il governo italiano, azionista di maggioranza – a non subordinare il rispetto della democrazia e dei diritti umani in Russia agli interessi economici e agli accordi commerciali che vengono periodicamente sottoscritti tra Roma e Mosca.

Mosca, ucciso tipografo ecologista. Tutti i giornalisti uccisi nella Russia di Putin fino a oggi

Khimki, alle porte di MoscaKhimki, alle porte di Mosca

La morte di Serghiei Protazanov, tipografo impaginatore di un giornale locale di opposizione di Khimki, alle porte di Mosca, è l'ultima di un lunghissimo elenco di omicidi e morti misteriose di giornalisti critici verso il regime di Mosca.

«Protazanov è deceduto lunedì in ospedale dopo essere stato aggredito e brutalmente picchiato da sconosciuti il giorno precedente», ha dichiarato la Cirikova, leader del movimento per la difesa del bosco di Khimki, una zona verde minacciata dalla costruzione di un'autostrada. A causa della morte di Protazanov la pubblicazione del suo giornale è stata sospesa.

Cirikova ha ricordato che anche altri collaboratori di giornali locali di opposizione sono stati picchiati. Il caso più grave è quello di Mikhail Beketov, direttore del quotidiano Khimkinskaia Pravda (la Verità di Khimki). Beketov è stato brutalmente percosso a metà novembre, per un periodo è stato in coma, i medici gli hanno dovuto amputare una gamba ed è tuttora ricoverato in ospedale, dove ha continuato a ricevere minacce. Ieri sera un altro episodio ha suscitato preoccupazione e sdegno negli ambienti dell'opposizione russa. Lev Ponomariov, dirigente della Ong "Per i diritti umani", è stato aggredito da sconosciuti che l'hanno avvicinato con il pretesto di una sigaretta dopo che aveva parcheggiato l'auto per rincasare. Ricoverato in ospedale, è stato sottoposto a esami clinici e oggi è stato dimesso. Le sue condizioni non sono gravi.

Il video della conferenza stampa del 18 aprile 2008. Berlusconi mima il mitra contro una giornalista russa che aveva rivolto una domanda non gradita a Putin

Pubblichiamo in questo spazio l'elenco dei giornalisti uccisi, partendo da Antonio Russo, corrispondente di Radio Radicale, ucciso in Georgia il 16 ottobre del 2000 mentre documentava la guerra in Cecenia.

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