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Militanti Radicali arrestati a Mosca. Il video

Nota del Partito Radicale Nonviolento

Sabato 12 dicembre, giorno della Costituzione russa, il militante Radicale russo Sergey Konstantinov e' stato arrestato assieme ad altri otto compagni che hanno preso parte a una manifestazione nonviolenta davanti alla casa del Presidente. I manifestanti si erano riuniti per denunciare la mancanza di rispetto della Carta fondativa della Federazione russa. Sergey e un'altra persona sono ancora trattenuti nella stazione di polizia correndo l rischio, anche in virtu' dei ripetuti arresti nel passato, di imputazioni con serie ripercussioni penali che implicherebbero anni di carcere.

I parlamentari italiani ed europei iscritti al Partito Radicale Nonviolento presenteranno delle interrogazioni per chiedere conto della reazione spropositata della polizia russa.

Il 1989, la caduta del Muro, i Radicali

1985 - Manifestanti in sit-in dei Radicali davanti a Checkpoint Charlie di Berlino1985 - Manifestanti in sit-in dei Radicali davanti a Checkpoint Charlie di Berlino

Venti anni fa, poco prima delle 7 di sera del 9 novembre 1989, Guenter Schabowski, importante membro del Comitato centrale del Partito comunista della Repubblica Democratica Tedesca, annuncia ai giornalisti della stampa intenazionale a Berlino Est che i cittadini tedesco-orientali potranno recarsi all'estero senza più bisogno di permessi speciali, ma solo presentando il passaporto. Al momento non sembra niente di particolare: già in altre occasioni le autorità della Ddr avevano fatto annunci del genere poi regolarmente smentiti dai fatti. Ma qualcosa stava cambiando.

A 8 anni dall'assassinio del giornalista Antonio Russo conferenza stampa dei radicali di fronte alla sede dell'ENI: l'Italia non anteponga gli interessi economici al rispetto della democrazia

Il palazzo dell'ENI all'EurIl palazzo dell'ENI all'Eur

Giovedì 16 ottobre 2008, nell'anniversario della morte di Antonio Russo, il giornalista di Radio Radicale deceduto otto anni fa in circostanze misteriose nella città georgiana di Tiblisi, dove si trovava per documentare la guerra in Cecenia, si è tenuta una conferenza stampa sotto il palazzo dell'ENI per richiamare i dirigenti dell'Ente Nazionale Idrocarburi – e dunque il governo italiano, azionista di maggioranza – a non subordinare il rispetto della democrazia e dei diritti umani in Russia agli interessi economici e agli accordi commerciali che vengono periodicamente sottoscritti tra Roma e Mosca.

Mosca, ucciso tipografo ecologista. Tutti i giornalisti uccisi nella Russia di Putin fino a oggi

Khimki, alle porte di MoscaKhimki, alle porte di Mosca

La morte di Serghiei Protazanov, tipografo impaginatore di un giornale locale di opposizione di Khimki, alle porte di Mosca, è l'ultima di un lunghissimo elenco di omicidi e morti misteriose di giornalisti critici verso il regime di Mosca.

«Protazanov è deceduto lunedì in ospedale dopo essere stato aggredito e brutalmente picchiato da sconosciuti il giorno precedente», ha dichiarato la Cirikova, leader del movimento per la difesa del bosco di Khimki, una zona verde minacciata dalla costruzione di un'autostrada. A causa della morte di Protazanov la pubblicazione del suo giornale è stata sospesa.

Cirikova ha ricordato che anche altri collaboratori di giornali locali di opposizione sono stati picchiati. Il caso più grave è quello di Mikhail Beketov, direttore del quotidiano Khimkinskaia Pravda (la Verità di Khimki). Beketov è stato brutalmente percosso a metà novembre, per un periodo è stato in coma, i medici gli hanno dovuto amputare una gamba ed è tuttora ricoverato in ospedale, dove ha continuato a ricevere minacce. Ieri sera un altro episodio ha suscitato preoccupazione e sdegno negli ambienti dell'opposizione russa. Lev Ponomariov, dirigente della Ong "Per i diritti umani", è stato aggredito da sconosciuti che l'hanno avvicinato con il pretesto di una sigaretta dopo che aveva parcheggiato l'auto per rincasare. Ricoverato in ospedale, è stato sottoposto a esami clinici e oggi è stato dimesso. Le sue condizioni non sono gravi.

Il video della conferenza stampa del 18 aprile 2008. Berlusconi mima il mitra contro una giornalista russa che aveva rivolto una domanda non gradita a Putin

Pubblichiamo in questo spazio l'elenco dei giornalisti uccisi, partendo da Antonio Russo, corrispondente di Radio Radicale, ucciso in Georgia il 16 ottobre del 2000 mentre documentava la guerra in Cecenia.

La campagna elettorale illegale di Vladimir Putin a Roma. Le foto

L'immagine di un capo di Stato estero che sponsorizza il suo partito politico alle elezioni per il rinnovo del parlamento russo utilizzando strutture e soldi dell’ambasciata russa di Roma. Le foto sono state scattate all'inizio di via Nomentana, zona Porta Pia.

Russia: le elezioni riconfermano il partito di Putin, ma per gli oppositori ora comincia la dittatura

Vignetta sulla strategia politica di Vladimir PutinVignetta sulla strategia politica di Vladimir Putin

Domenica 2 dicembre i russi hanno votato per il rinnovamento della Duma, la camera bassa del parlamento. Russia Unita, lo schieramento del presidente Vladimir Putin, ha ottenuto secondo le prime proiezioni dal 61 al 63% dei consensi, riconfermandosi primo partito nazionale. Gli avversari di Putin, come Boris Nemtsov - leader del partito liberale - o Garry Kasparov - ex-campione mondiale di scacchi - hanno tuttavia denunciato il verificarsi di gravi irregolarità e brogli che, di fatto, aprirebbero all'insaturarsi di un vero e proprio regime dittatoriale.

Da tempo, gli oppositori interni e gli osservatori internazionali avevano lanciato numerosi allarmi sulla legittimità della campagna elettorale e sulla regolarità delle elezioni. Il personale OSCE, che avrebbe dovuto monitorare il corretto svolgimento delle operazioni di voto, si era trovato costretto a lasciare il paese per le eccessive restrizioni imposte dal Cremlino e lo scorso 24 novembre Garry Kasparov era stato nuovamente arrestato e condannato a 5 giorni di reclusione dopo una manifestazione di protesta a Mosca.

Di seguito, la rassegna della stampa nazionale ed estera, le interviste di Radio Radicale e le testimonianze dal blog di Robert Amsterdam.

Il Kosovo bloccato dal disaccordo internazionale: le posizioni di Usa, Russia, Ue e Onu

Ad avere voce in capitolo sulla questione dello status finale del Kosovo non sono solo le autorità di Pristina e Belgrado. Determinante sarà infatti l'atteggiamento della comunità internazionale e in particolare di Stati Uniti, Russia e Unione Europea; le loro posizioni, tuttavia divergono e mentre gli Usa - sostenitori dell'indipendenza - si scontrano con Mosca - che teme la creazione di un precedente pericoloso per i suoi territori "caldi" - l'Ue vacilla e non riesce a trovare un accordo interno. Dopo 8 anni di amministrazione provvisoria, infine, l'Onu ha proposto il "piano Ahtisaari, che tuttavia non riesce a raccogliere i consensi degli oppositori dell'indipendenza

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