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Bush, Blair, Berlusconi: «un complesso militare-industriale»

«Riferiremo sulle grandi responsabilità - che ritengo di carattere nazionale, internazionale, penale e criminale - per la guerra fatta in Iraq per impedire l'esilio di Saddam e per impedire una soluzione democratica pacifica, visto che il complesso militare-industriale aveva deciso di muoversi in questo modo.

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Documenti governativi desecretati: esisteva un'alternativa alla guerra in Iraq. Il video

Vertice delle AzzorreVertice delle Azzorre

Alla vigilia del primo anniversario degli attacchi dell’11 settembre 2001, alla possibilità di un attacco all’Iraq se ne stava affiancando un’altra di segno radicalmente alternativo: l’esilio di Saddam Hussein. Riteniamo di avere acquisito la documentata certezza che si possa imputare al Presidente Bush, con piena corresponsabilità purtroppo anche del premier Tony Blair, di avere impedito con ogni mezzo che la liberazione dell'Iraq dalla dittatura potesse avvenire con l’acquisizione, sin da metà febbraio del 2003, della piena disponibilità all'esilio del dittatore iracheno. Una liberazione che sarebbe stata conquistata con la pace, senza alcun spargimento di sangue che avrebbe consentito una conseguente transizione alla democrazia sotto l'egida delle Nazioni unite.

I documenti citati in questo video sono il "January 2003 memo" pubblicato il 27 marzo 2006 dal NYTimes (memorandum confidenziale scritto da David Manning - all´epoca consigliere diplomatico di Tony Blair - che registra tutti i punti del meeting di due ore che si tenne il 31 gennaio nell´Oval Office) e il colloquio pubblicato da El Pais il 26 settembre 2003 tra Bush ed Aznar del 22 febbraio 2007 in Texas.

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