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I sindacati in Italia un anno fa frenarono la proposta. Tranne l'UGL

Sindacati, immigrati e sciopero. A colloquio con Aly Baba Faye

17 Maggio 2008 - Intervista di stranieriinitalia.it

Aly Baba Faye, Lei è stato responsabile nazionale immigrazione della CGIL e successivamente coordinatore nazionale del forum Fratelli d’Italia, che ne pensi dell’idea lanciata dai nostri lettori relativa alla necessità di uno sciopero degli immigrati?

L’idea di uno sciopero degli immigrati credo sia emblematica del clima di tensione che si respira nel paese. Un clima di forte tensione come non era mai accaduto e che le popolazioni immigrate vivono sulla propria pelle. Insomma, c’è oggettivamente una doppia sofferenza degli immigrati cioè un incalzare della conflittualità e di ostilità crescente nei confronti dell’immigrazione. E dall’altra la voglia di non continuare a subire le vessazioni quotidiane di media, politica e opinione pubblica in un contesto generale di allarmismo che gli immigrati pagano non fosse altro in termini psicologici. Credo stiamo vivendo una fase delicata che comporta molti rischi.

Sono convinto che oggi, non solo in Italia, ma quello che portò, caratterizzando un secolo di vite in Europa e non solo, alla costituzione di partiti in cui la parte costitutiva e attiva sono organizzazioni sindacali, ... Continua

Marco Pannella

Il fascismo non ha avuto solo un volto demoniaco, ha avuto anche il volto ragionevole dello stato corporativo: quello stesso volto che oggi è più chiaro di 40 anni fa. Quando vediamo i sindacati sostenere il governo e non volerne la crisi; quando vediamo il presidente della Confindustria magnificare la serietà e la responsabilità del leader del sindacato Lama; manca poco per aver la fotografia dello stato corporativo che i fascisti non ebbero il tempo di attuare. ... Continua

Marco Pannella

Pensare subito di dovere trovare un posto, che fosse, sia, il più lungo possibile, che ti garantisca di stare tutta la vita nello stesso ufficio, e che ti garantisca così di stare nella stessa casa, nello stesso quartiere, sennò urli come un disperato: non ci ho il diritto ad abitare, non ci ho il diritto di restare, non ci ho il diritto di lavorare, non ci ho… ... Continua

Marco Pannella

(Manifestazione promossa dai Club Pannella in difesa ed a sostegno dei 13 referendum (Ca126259), 31 dicembre 1994)
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Due milioni di miliardi di debito pubblico. Trecento milioni al minuto, noi paghiamo, per la politica dei sindacati, della CGIL, della CISL, e della UIL, cioè di coloro che questo regime ha addetto al controllo e allo sfruttamento del lavoro e dei lavoratori, a coloro che sequestrano, attraverso trattenute padronali o di stato, dai millecinque ai duemila miliardi, dei quali nessuno chiede conto. ... Continua

Marco Pannella

("Marcia nonviolenta contro la violenza della menzogna sulla Finanziaria e sull'informazione" organizzata dai Club Pannella (Ca124420), 30 ottobre 1994)
Così deve essere la giustizia: poche regole. Invece che decine e decine, e centinaia di regole. Questo è riforma, questo è progresso. Passare da una società che è divenuta complicata, in cui nessuna delle leggi è intellegibile, è comprensibile, dal fisco alla giungla delle retribuzioni, alla giungla delle categorie, perchè così saranno in pochi a poterla leggerla. ... Continua

Marco Pannella

(Comizio della "Lista Pannella" a Roma per le elezioni politiche del 6 aprile 1992 (Ca96835), 6 aprile 1992)

Si torna a discutere di un «patto di produttività» per rilanciare l'economia

Luca di MontezemoloLuca di Montezemolo

Gli industriali, afferma Montezemolo, sono pronti a destinare agli investimenti «tutte le risorse derivanti da una minore pressione fiscale». Al sindacato chiedono una revisione del modello contrattuale in termini di flessibilità degli orari e una maggiore correlazione tra risultati d'impresa e retribuzioni. Al Governo, invece, una «coraggiosa agenda di riforme».

Per la Cgil le pensioni vanno tenute fuori dalla Finanziaria

Guglielmo EpifaniGuglielmo Epifani

Alla Festa nazionale dell'Unità è la volta di Guglielmo Epifani. Intervistato da Maurizio Mannoni, Sergio Rizzo e Riccardo Barenghi, il segretario generale della Cgil risponde alle domande sulla legge finanziaria, sul futuro della maggioranza che ha vinto le elezioni e sul partito democratico. Epifani conviene sulla necessità di una riforma delle pensioni, ma «fuori dalla Finanziaria». E avverte: «Anche noi abbiamo tante cose da dire».

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