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Aggiornamenti sulle stragi nello Xinjiang
Manifestazione della popolazione uiguraSale ancora il già tragico bilancio dell’eccidio di Urumqi
(fonte Associazione Italia-Tibet )
Secondo un comunicato stampa diramato oggi dal World Uyghur Congress, l’organizzazione più rappresentativa della diaspora Uyghura, le vittime della repressione sarebbero oltre 1.000.
Alle centinaia di giovani uccisi nel tardo pomeriggio del 5 Luglio vanno ad aggiungersi altre centinaia di inermi civili uyghuri trucidati nei giorni successivi. Infatti, come temevamo ,all’indomani della manifestazione dei giovani di Urumqi le bande paramilitari organizzate e dirette dal locale Partito Comunista hanno fatto strage di civili. Testimoni oculari riferiscono che molti uyghuri sono stati gettati dai ponti o barbaramente trucidati nelle loro case. Decine di corpi sono stati ammassati alla periferia di Urumqi e cremati nella notte del 7 Luglio. Oltre 5000 gli arresti effettuati nelle ore successive ai violenti scontri scatenati dal brutale intervento della polizia cinese. Sorpresi nel cuore della notte sono stati denudati ,caricati su decine di automezzi dell’esercito cinese e trasferiti in località sconosciute.
Il Consiglio mondiale degli uiguri: le vittime da parte uigura sono tra le 600 e le 800. Le immagini, i video
Foto arrivata in occidente tramite TwitterDa Urumqi, la capitale della regione più occidentale del Xinjiang nel Repubblica Popolare Cinese giungono notizie di manifestazioni di piazza represse con violenza.
Il corteo era stato organizzato per chiedere un'indagine ufficiale sulla morte di due operai, avvenuta dopo una rissa scoppiata in una fabbrica tra uiguri e cinesi.
Gli uiguri, che sono di fede musulmana, costituiscono l'etnia maggioritaria di questa regione del nord ovest della Cina, che è fortemente temuta da Pechino per le sue velleità indipendentiste.
600, forse persino 800, uiguri sarebbero morti a causa della violenza esplosa domenica scorsa nel Xinjiang, regione della Cina nordoccidentale. E' il bilancio che arriva dal Consiglio mondiale degli uiguri. Dolkun Isa, segretario generale dell'organizzazione, ha riportato durante una conferenza stampa organizzata oggi a Monaco quanto riferito da alcuni testimoni che hanno assistito all'escalation di violenza. "Con certezza le vittime sono state diverse centinaia", ha detto Dolkun Isa, precisando che e' difficile fare un bilancio preciso e sottolineando che le vittime da parte uigura sono "tra le 600 e le 800".
I dati ufficiali di Pechino, invece, parlano di 156 morti e 1.080 feriti nelle proteste che hanno visto coinvolta la minoranza etnica degli uiguri. Secondo Dolkun Isa, riferisce l'agenzia di stampa 'Dpa', molti uiguri sono morti perche' uccisi da gruppi di cinesi Han e non solo nelle manifestazioni represse dalla polizia e dalle forze paramilitari. Cosi' il segretario generale del Congresso mondiale degli uiguri ha citato il caso di quattro studenti universitari della Facolta' di Medicina di Urumqi che sono stati uccisi e decapitati in un attacco che sarebbe stato sferrato da cinesi Han (etnia che comprende il 95 per cento degli abitanti della Repubblica Popolare). E sempre nel capoluogo del Xinjiang 150 persone, stando a Dolkun Isa, sarebbero state uccise in una fabbrica di trattori. "Da Urumqi ci hanno detto che ci sono cadaveri per le strade", ha detto Asgar Can, vicepresidente del Congresso mondiale degli uiguri.
L'analisi di Elena Caprioni, studiosa della questione degli Uiguri e delle minoranze musulmane in Cina
Il popolo degli uiguri: accusati dalla Cina per gli attentati terroristici, difesi dai radicali. Audiovideo e approfondimenti
GLI UIGURI. Questi per Pechino sono i principali indiziati dell'attentato di Kashgar, che ieri è costato la vita a 16 poliziotti più altrettanti feriti.
Ma chi sono gli uiguri? Sono un popolo. "Alleati" e "uniti", questo il significato della parola turca uiguri, che indica l'etnia turcomanna e musulmana che vive nel nord-ovest della Cina, nella «Provincia Autonoma Uigura dello Xinjiang». Secondo gli autoctoni Turkestan orientale. Una regione grande almeno cinque volte l'Italia, storicamente conosciuta per esser parte della Via della Seta, e più di recente per il suo territorio ricco di petrolio, metano, oro e altre risorse naturali. (leggi l'articolo pubblicato dal Quotidiano Nazionale)








