Dal giornale degli Angelucci e già partito il primo colpo

Di Enrico Fierro - 22 gennaio 2010

Altre pagine di questo documento:

  1. La scomunicata
  2. Dal giornale degli Angelucci e già partito il primo colpo

Il Fatto Quotidiano

L’ offensiva è partita subito. Prima del previsto, assicurano nel quartier generale di Emma Bonino. Prima pagina di Libero. “Il caso Emma Bonino”. Titolo: “Abortista & Presidente”. Nelle pagine interne la “vera storia di Emma”, “l’abortista fai da te che vuole fare il presidente”. E poi foto. La più innocente è del 1974 e ritrae uno striscione divorzista dei radicali, laltra, quella che i cattolicissimi lettori laziali devono imprimersi bene nella mente, fissa una giovanissima Bonino "mentre pratica un aborto clandestino". Altro che "Emma avatar", altro che Emma-madre Teresa e il suo impegno umanitario a livello internazionale. Quelle foto non ci sono. Scomparse. Perché ora serve limmagine fine del mondo, quella di “Emma mammana”. Spara ad alzo zero il quotidiano della famiglia Angelucci contro la candidata del Pd. Raccogliendo e amplificando i desiderata delle gerarchie vaticane. In ballo, però, non ci sono solo “valori” (le idee radicali di Emma che non piacciono al di là del Tevere), ma cose molto più materiali: la giunta regionale che verrà, la spartizione degli assessorati, il controllo della spesa, quella sanitaria, soprattutto. “Una delle più potenti lobby sanitarie, finanziarie, ma anche politico-editoriali, ci ha dichiarato guerra”, dicono i sostenitori della Bonino, sicuri che il peggio certamente verrà.

Articoli dei giornali di famiglia, dossier, politici amici anche dentro il Pd, quanto è necessario perché a muovere le fila dell’assessorato più ricco e importante non arrivi un nemico della famiglia Angelucci. “Non ho mai usato i miei giornali per fini personali”, ha sempre ripetuto Antonio Angelucci, fondatore dell’impero e senatore del Pdl. Ma se chiedete ad Esterino Montino, vicepresidente della Giunta Marrazzo, vi racconta un’altra storia. Gli Angelucci lo ritenevano il responsabile dei 30 milioni di euro di tagli che la Tosinvest aveva dovuto subire. La causa vera era l’enorme debito sanitario della regione Lazio e il piano di rientro imposto dal governo.

L’ affaire Marrazzo-trans era già scoppiato, a Montino - ex sindacalista e funzionario del Pci da una vita - era toccato l`impossibile compito di governare la regione e reggere i colpi dello scandalo. Anche in quella occasione i cannoni di Libero spararono a palle incatenate. Se il governatore frequentava Brenda e Natalie, il suo vice gestiva nientedimeno che un “locale osé”, una sexy-disco a Testaccio, cuore popolare della Capitale. Montino protesta, querela (il locale effettivamente non è suo, e Libero è costretto a scusarsi), e si allarma perché intravede sullo sfondo di quella campagna una vendetta degli Angelucci. Che dal 2000 al 2008 hanno perso una fetta consistente del loro business sanitario nel Lazio. Soprattutto nel settore della riabilitazione, che dieci anni fa ruotava attorno alla vertiginosa cifra di 72 milioni di euro, lievitati cinque anni dopo, grazie alla cura Storace, a 100 milioni e 900 mila. Con Marrazzo le cose cambiano poco, tanto che nel 2006 gli Angelucci incassano dalla regione 105.212.413 euro. La mazzata arriva col piano di rientro, tra riabilitazione e day hospital tagliati, la Tosinvest perde quasi 30 milioni di euro. Un brutto colpo, Tonino and family protestano con i vari assessori e minacciano tagli di portantini, medici e infermieri.

Cè poi la vicenda del video hard di Marrazzo con i trans. Giampaolo Angelucci nega di averlo visto, come invece i responsabili dellagenzia Photo Masi confermano. Sta di fatto, che Marrazzo incontra per ben due volte Tonino Angelucci, l`ultima dopo aver ricevuto la famosa telefonata di Berlusconi che lo avvisa dell’esistenza di un filmato compromettente. Il resto è storia di uno scandalo che ha occupato le prime pagine dei giornali di famiglia. I giornali della Tosinvest sono liberi, il senatore Tonino, l’ex portantino, non li ha mai usati per suoi scopi personali, ma per Emma si preparano tempi molto duri.

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