Difesa dei diritti dell'uomo in Cina

Di Vittorio Agnoleto - 13 marzo 2007

Interrogazioni parlamentari

13 marzo 2007

E-1285/07

INTERROGAZIONE SCRITTA di Vittorio Agnoletto (GUE/NGL) alla Commissione

Oggetto: Difesa dei diritti dell’uomo in Cina

Il ricorso alla pena di morte, utilizzata di frequente e per un alto numero di reati, alla tortura e alla detenzione arbitraria, nonché le restrizioni alla libertà d’espressione, di religione e d’associazione, fanno della Cina uno tra i paesi al mondo in cui i diritti dell’uomo vengono più spesso violati.

Uno dei casi più rilevanti risale appena al 12 gennaio 2007, quando è stata confermata in appello la condanna a quattro anni e tre mesi all’attivista democratico cinese Chen Guang-cheng, un contadino non vedente che ha appreso da sé il mestiere di avvocato.

Chen è stato il primo a denunciare, due anni fa, centinaia di aborti forzati eseguiti da funzionari del governo nella regione dello Shandong (Cina orientale). Chen è stato rinchiuso agli arresti domiciliari per molti mesi, sebbene non fosse accusato di alcun reato. Formalmente, infatti, è stato arrestato solo l’estate scorsa, quando una protesta di suoi sostenitori, davanti a casa sua, assediata dalla polizia, ha fornito alle autorità il pretesto per accusarlo di “danneggiamento a pubblica proprietà e raduno di persone allo scopo di bloccare la circolazione”. Il caso di Chen non è certo unico. Moltissimi sono i casi di attivisti democratici che si battono per difendere i diritti fondamentali, e tutti hanno avuto lo stesso trattamento, in un’atmosfera di pesante repressione di ogni libertà.

Alla luce di questi fatti:

  1. come intende procedere la Commissione nei confronti di uno Stato quale la Cina, che viola costantemente i diritti dell’uomo, inclusi quelli fondamentali ed inderogabili, sapendo che tutto ciò gli è permesso da un clima di impunità determinato da meri interessi economici?

  2. Alla luce della clausola democratica che, per quanto non vincolante, è stata adottata a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo, pur sempre il rappresentante politico del popolo d’Europa, non ritiene la Commissione che sia giunto il momento di una seria applicazione di questo strumento, in considerazione del fatto che la tendenza, in tema di violazione dei diritti dell’uomo, non accenna certo a migliorare?