Emendamento A.C. 1386

Di Marco Beltrandi - 22 luglio 2008

Art. 44

Sopprimere le parole: “e tenuto conto delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore dell'editoria, che costituiscono limite massimo di spesa,”.

SPIEGAZIONE
L’articolo prevede il riordino, mediante un regolamento di delegificazione, della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria.
La norma in esame stabilisce che il riordino non deve comportare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica e che le somme stanziate nel bilancio dello Stato per il settore dell’editoria costituiscono limite massimo di spesa per il settore.
Nel bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2008 attualmente sono complessivamente stanziate risorse pari a 450,3 milioni di euro.

Due sono gli aspetti che danneggiano l’editoria:

A) L’articolo in esame attribuisce ad un regolamento cioè al Governo, l’individuazione delle procedure di accesso e dei criteri di erogazione dei contributi stessi, con ovvie conseguenze in ordine al potere sottratto al Parlamento.
B) Le somme erogate non sono quelle previste da disposizioni di legge (quest’anno, in base alla normativa vigente, il fabbisogno è pari a 589 milioni di € ) ma quelle complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato (per il 2008, al 25 giugno, sono stati stanziati 414 milioni di € cioè 117 mln in meno rispetto a quanto previsto dalla legge).

Se non si abroga la parte proposta con l’emendamento “e tenuto conto delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore dell'editoria, che costituiscono limite massimo di spesa”, non solo già quest’anno i finanziamenti saranno ridotti di 175 mln (come sopra detto) ma anche nel biennio successivo ci sarebbe una riduzione di 282 mln per il 2009 e di 323 mln per il 2010 rispetto a quanto astrattamente spettante per legge, perchè queste sono le somme già stanziate in bilancio e solo queste faranno fede (se non si riesce ad emendare l’articolo) per stabilire il tetto massimo di finanziamento.
In pratica si scatterebbe una fotografia dell’esistente su quanto stanziato e ciò costituirebbe il contributo masimo, non considerando le somme maggiori che la legge preveda si debba stanziare per il periodo successivo.

Con questo emendamento, nell’articolo 44 rimane il solo limite relativo all’obbligo di non gravare con ulteriori stanziamenti sulla finanza pubblica nel suo insieme. Cade però il riferimento (sia come criterio, che come limite massimo) rispetto a quanto è già stato specificamente stanziato nel bilancio per l’editoria. Non solo, quindi, lo stanziamento attuale (inferiore di 175 mln di € rispetto quanto si deve trasferire all’editoria per legge) non è il limite massimo erogabile per quest’anno ma si possono anche, eventualmente, reperire ulteriori fondi a favore dell’editoria trasferendo denaro provenienti da altri comparti di finanza pubblica, quindi senza aggravio per le finanze dello stato poiché non si devono trovare somme aggiuntive da reperire ricorrendo all’imposizione fiscale ma somme già impegnate per altri settori, successivamente dirottati all’editoria.

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