Emma Bonino: Israele nell'Ue e nella Nato

Pubblicato il 31 Luglio 2006 da Federico Punzi
Emma BoninoEmma Bonino

Gli ultimi sviluppi della crisi della Rosa nel Pugno, con il caso Villetti e l'appello per la convocazione immediata della Direzione, la guerra in Libano e la politica di Israele e dell'Europa; l'approvazione dell'indulto. Sono alcuni dei temi trattati in questo filodiretto con Emma Bonino.

Indulto: «Sto con chi l’ha sostenuto e votato… Non essendo la perfezione di questo mondo io preferisco stare con chi ritiene che far uscire 15 mila persone, e dare una condizione più umana a quelli che rimangono dentro, sia incomparabile rispetto a qualche decina di presunti furbetti che beneficia dell’indulto».

Appello per la convocazione della Direzione della RNP: «Un’iniziativa politica molto opportuna e molto tempestiva. Per questo ho voluto aderire. Sono convinta della necessità di una immediata convocazione della Direzione nazionale della Rosa nel Pugno, e nella remissione ad essa dei nodi da sciogliere. E’ l’unico modo di uscire da una impasse molto introvertita, oligarchica, come se i problemi che viviamo si possano risolvere nel chiuso di una riunione di gruppo o nella segreteria».

Israele-Libano: «Siamo ben oltre la solita questione Israele-Palestina. E i tempi in cui questa situazione si è creata non sono casuali. La posizione visionaria dei Radicali, di Israele nella Nato e nella Ue, è la direzione di marcia più adeguata, perché non ritengo possibile una soluzione militare… Vediamo con enorme dolore l’incidente terribile di Cana, ma sullo sfondo ci sono problemi aperti a mai risolti insieme a nuovi elementi che rendono la situazione più complicata di come appaia dai commenti che leggiamo sulla stampa. Israele ha riconosciuto l’errore, ma è altrettanto chiaro che la metodologia di formazioni come Hezbollah, che è quella di mescolare postazioni militari mobili con la popolazione civile, è una metodologia cinica che porta ad usare scudi umani».