Antonio russo: aveva scoperto le vere origini di putin, prt

Di Partito Radicale Rinascimento - 30 ottobre 2000

ANTONIO RUSSO: AVEVA SCOPERTO LE VERE ORIGINI DI PUTIN, PRT

Da un lancio dell’agenzia Ansa delle ore 19.12

ROMA, 30 OTT - Antonio Russo, l’inviato di Radio Radicale trovato ucciso a Tblisi in Georgia un paio di settimane fa, aveva scoperto che Vladimir Putin e’ nato in Georgia e non e’ orfano, come recitano le biografie ufficiali, ma che in realta’ sua madre vive tutt’ora, in condizioni di estrema poverta’, in Georgia. L’inchiesta su quelle che i radicali definiscono le ‘menzogne di Putin’ insieme a filmati che

testimonierebbero il ricorso ad armi non convenzionali da parte dell’esercito russo in Cecenia (da oggi sul sito www.radiradicale.it) e’ stata presentata oggi dal Partito radicale Transnazionale in una conferenza stampa come un ”clamoroso sviluppo” nella vicenda dell’assasinio del giornalista. Al contempo, il dossier viene ritenuto dai radicali all’origine dell’ ”attentato che nel marzo scorso causo’ la morte dell’editore russo Artem Borovik e del petroliero di origine cecena Zia Bazhayev perche’ sul punto di pubblicare il documento”.

Un ”contesto fatale per l’assassinio di Antonio” e’ stato creato, per Marco Pannella, anche dal comportamento della diplomazia italiana che, a suo dire, da una parte non ha adeguatamente sostenuto la battaglia radicale all’Onu e dall’altra, ”ritiene i ceceni colpevoli di non volere la pace” e ”Pannella responsabile della mancata nomina di Emma Bonino alla guida dell’Unhcr”.

ANTONIO RUSSO: ORIGINI PUTIN, PER MOSCA STORIA GIA’ NOTA

Da un lancio dell’agenzia Ansa delle ore 19.18

MOSCA, 30 OTT - La storia sulle presunte origini georgiane di Vladimir Putin non e’ inedita, ma e’ stata pubblicata da tempo su vari media russi e stranieri, non e’ attendibile e comunque non avrebbe mai potuto causare seri imbarazzi al leader russo. Lo sostengono fonti vicine al governo di Mosca a commento dei sospetti avanzati dal partito radicale in Italia sulle ragioni della recente uccisione in Georgia dell’inviato di Radio Radicale Antonio Russo.

La vicenda fu in effetti pubblicata, senza avere alcun seguito, gia’ all’inizio del 2000, prima delle elezioni russe, dal giornale georgiano ‘Alia’, al quale una donna di origine russa che vive in Georgia e sostiene di chiamarsi Vera Putina aveva raccontato di aver avuto un figlio illegittimo di nome Volodia (diminuitivo di Vladimir). Aveva anche detto di aver abbandonato il figlio per volere del secondo marito aggiungendo che il bambino era stato poi adottato a San Pietroburgo.La stessa storia fu poi ripresa da media internazionali, tra cui il giornale spagnolo ‘El Mundo’, il 25 febbraio scorso e da tre media russi: il giornale popolare ‘Komsomolskaia Pravda’ e due periodici scandalistici, ‘Soverscenno Sekretno’ e ‘Versia’, entrambi di proprieta’ dell’editore Artiom Borovik. Quest’ultimo mori’ successivamente in un incidente aereo: qualcuno sospetto’ un sabotaggio, ma l’inchiesta ufficiale ha accreditato la tesi del semplice incidente meccanico.

MORTE RUSSO: AVEVA SCOPERTO LA MADRE SEGRETA DI PUTIN

Da un lancio dell’agenzia Agi delle ore 17.21

Roma, 30 ott. - Antonio Russo, l’inviato di RadioRadicale morto in Cecenia, e’ stato ucciso probabilmente perche’ era entrato in possesso di un documento che dimostra che il Presidente russo, Vladimir Putin, contrariamente a quanto aveva sempre affermato, ha una madre segreta, che vive in Georgia, a Miteki, in assoluta poverta’. Il documento e’ visionabile sul sito “Radioradicale.it” e sarebbe la causa dell’attentato nel quale trovarono la morte, il 9 marzo scorso, un giornalista russo e un petroliere ceceno.

Tutto questo e’ stato riferito oggi nel corso di una conferenza stampa dal leader radicale Marco Pannella che ha indicato, comunque, “nel contesto” dell’uccisione di Russo, il clima di avversione

da parte di Russia, Cuba e Cina nei confronti del Partito Radicale che, attraverso una serie di dossier, hanno cercato di fare espellere i Radicali dall’Onu. Pannella si e’ scagliato inoltre contro

la diplomazia italiana che nulla ha fatto per evitare questa espulsione.