Emerge la "nigerian connection"

Di Agora' Agora - 26 ottobre 1992

Emerge la “nigerian connection”

[Financial Times/14-10-92]

Lagos, la capitale della Nigeria, è diventata uno dei principali centri internazionali di traffico di eroina e cocaina provenienti dall’Asia e dal Sud America e di riciclaggio finanziario dei proventi della droga.

LAGOS - Sono in molti che ormai la definiscono “nigerian connection”. Il traffico internazionale di eroina e cocaina vede oggi emergere nel cuore dell’Africa un nuovo centro di smistamento di droga e di riciclaggio di narcodollari.

I segnali del crescente coinvolgimento dei nigeriani nel traffico di droga sono percepibili con chiarezza in Europa e negli Stati Uniti. Secondo i dati forniti dalla polizia britannica, la maggior parte dei corrieri di eroina e cocaina arrestati negli ultimi tre anni viene dalla Nigeria. Mentre i responsabili delle dogane statunitensi ritengono che le reti di traffico gestite dai nigeriani controllino più del 40% dell’eroina introdotta negli Usa.

Lagos è diventata la capitale africana del traffico di droga e di riciclaggio. Migliaia di chili di eroina proveniente dall’Asia - principalmente dall’India e dal cosiddetto triangolo d’oro - e di cocaina proveniente dal Sud America passano da Lagos prima di essere esportate per la distribuzione sui mercati di Europa e Stati Uniti. Un traffico facilitato anche dalle deboli frontiere, dalla diffusa corruzione della polizia e da un sistema bancario facilmente permeabile.

Lo scorso anno solo negli Stati Uniti la polizia ha sequestrato a bande controllate da nigeriani eroina per quasi 24 milioni di dollari, e nei primi cinque mesi del ‘92 i sequestri hanno già raggiunto il 60% del totale dello scorso anno. E c’è chi ritiene che i sequestri non siano più del 5% della droga in circolazione.

Inoltre agli ingenti ricavi di eroina e cocaina vanno aggiunti quelli provenienti dalla cannabis, di cui la Nigeria è il secondo esportatore mondiale dopo il Ghana.

La “nigerian connection” è venuta alla luce per la prima volta tra l’84 e l’85. Da allora il traffico è cresciuto ogni anno, mentre l’economia del paese - basata principalmente sullo sfruttamento dei giacimenti di petrolio - è andata incontro a un rapido declino. Il prodotto interno lordo annuo pro capite, che nel 1980 era di 1.000 dollari, è oggi di 370.

Le difese antidroga sono deboli. Il sistema bancario offre facili varchi al riciclaggio, l’agenzia nazionale per l’applicazione della legge contro la droga - da poco costituita - sembra essere

inadeguata ai suoi compiti e la corruzione coinvolge poliziotti e magistrati. E, infine, manca una severa legge contro le organizzazioni criminali. Tutti fattori che hanno garantito l’impunità ai

grandi baroni nigeriani della droga.