La Lega Internazionale Antiproibizionista

Di Il partito nuovo - 19 marzo 1993

La Lega Internazionale Antiproibizionista

SOMMARIO: Questo spazio è messo a disposizione dal Partito Radicale alla Lega Internazionale Antiproibizionista (LIA), federata al Pr.

(IL PARTITO NUOVO, 19 marzo 1993)

La LIA chiede l’iscrizione ai parlamentari, ai dirigenti politici, alle personalità impegnate in ogni campo della scienza e della vita sociale, per promuovere, a livello transnazionale, l’abrogazione o la riforma radicale delle legislazioni proibizioniste in materia di droga.

E’ assolutamente necessario costruire una vasta rete di informazioni e iniziative, e farlo oggi, proprio perchè sempre maggiore è nel mondo il numero di coloro che rispondono alla sfida della violenza con le armi dei diritti umani e della politica liberale. Alle grandi città europee che hanno firmato la Risoluzione di Francoforte contro la criminalizzazione dei consumatori di droghe e per la politica sanitaria di Riduzione del danno (Harm-Reduction), si aggiungeranno presto grandi città degli Stati Uniti e del continente americano. Sono innumerevoli, in tutti i continenti, le esperienze di politica sociale e sanitaria attraverso le quali si è creata, di fatto, una alternativa pratica ed efficace ai fallimenti del proibizionismo. Il Parlamento Europeo ha preso posizione già da un anno e mezzo, con la commissione d’inchiesta sul traffico di droga, contro le illusioni della repressione. L’ONU si è vista finalmente costretta, nel suo ultimo rapporto del febbraio 1993, a scendere duramente in campo contro le ragi

oni della legalizzazione, perché queste si vanno diffondendo all’interno dei governi nazionali e dei parlamenti.

Ma intanto, al riparo della guerra alla droga, nutriti dalle migliaia di miliardi che ognuno dei due fronti ne ricava, crescono sul pianeta mille nuovi totalitarismi, celati dietro la maschera criminale o dietro quella poliziesca. Spesso, sotto la maschera, il volto è lo stesso. Fino a quando la caduta pressoché planetaria dei miti del probizionismo non si tradurrà in politica? Fino a qual punto dovrà diffondersi il potere della grande criminalità della droga e delle armi, della droga e della finanza, della droga e delle estorsioni, della droga e dell’usura, prima che le leggi cambino? Unirsi nella LIA significa fare in modo che i Parlamenti di tutto il mondo possano finalmente interrogarsi sulle loro tremende responsabilità.

Sono membri fondatori della LIA, fra gli altri, Milton Friedman, premio Nobel per l’Economia, Fernando Savater, filosofo e scrittore, Rosa del Olmo, professoressa di Criminologia all’Università di Caracas, Lester Grinspoon, professore di psichiatria all’Università di Harvard, Kevin Zeeses, vicepresidente della “Drug Policy Foundation” di Washington, Ralph Salerno, ex capo dei servizi anti droga della Polizia di New York, Amato Lamberti, direttore in Italia dell‘“Osservatorio sulla Camorra”, Remo di Natale, professore di Scienze Politiche all’Università di Sant’Andrea, Bolivia, Richard Stevenson, economista all’Università di Valence, Marco Pannella, deputato al Parlamento europeo e italiano, presidente del Consiglio Federale del Pr, Ethan Nadelmann, professore all’Università di Princeton, Francis Caballero, professore di diritto penale all’Università di Parigi.

Marie Andrée Bertrand, professoressa di Criminologia all’Università di Montreal è presidente della Lia, Marco Taradash, deputato al Parlamento europeo e italiano è segretario esecutivo, Antonio Contardo, imprenditore, è tesoriere.

Può essere membro della LIA chiunque ne condivida le finalità e versi annualmente la quota relativa di iscrizione. La LIA prevede tre categorie di membri:

- membri effettivi, che partecipano all’Assemblea generale con diritto di voto;

- membri associati, che non hanno diritto di voto e ricevono le pubblicazioni della LIA;

  • i membri affiliati, costituiti dalle associazioni, gruppi, leghe nazionali o locali con finalità analoghe a quelle della LIA.