*leciti!*

Di Somma Emmanuele - 4 giugno 1994

LECITI!

*LECITI!* LE_ga-CI_ttadini-T_elematic_I!

Vogliamo essere *LECITI!*

L’11 Maggio 1994 dalle ore 15.30 gli Agenti della Polizia Tributaria

cominciano ad irrompere nelle case di presunti criminali accusati di

associazione a delinquere finalizzata all’uso illegale di codici rubati e

al contrabbando di software illecitamente riprodotto. Pistole alla mano

vengono eseguiti gli ordini di perquisizione e sequestro emessi dalla

Procura della Repubblica di Pesaro: effettuati sopralluoghi,

ammonticchiato materiale elettronico in scatoloni sigillati e notificati

avvisi di garanzia ad increduli gestori di sistemi telematici amatoriali.

E’ un momento particolare. La legge sul software e` entrata in vigore da

pochissimi mesi e per la prima volta al mondo con una tale intensita` la

Giustizia decide di scovare e perseguire chi e` dedito alla diffusione

illegale del software, ma sopratutto chi utilizza impropriamente codici

segreti (password illegali, numeri rubati di carte di credito ecc. ).

Finalmente!

Anni di Far West hanno portato l’Italia ai vertici mondiali del traffico

di programmi illegali, della produzione di virus nonche` della pratica

della penetrazione illegale nei sistemi riservati.

Finalmente!!!

Ma se e` vero che questo e` un segnale importante che puo`, se non

tranquillizzare il mondo della telematica `legale`, almeno lasciargli

qualche speranza di un ritorno alla vita civile, e` anche vero che ad un

esame piu` approfondito sembra proprio che questo blitz (denominato

“Fidonet Crackdown” o “Fidobust” per l’alto numero di nodi Fidonet

implicati, o operazione “Hardware 1” per sottolineare che le forze

dell’ordine hanno “preferito” prelevare di peso tutto l’hardware senza

procedere ad una scelta solo di ciò che sarebbe stato utile ai fini delle

indagini) non potra` risolvere nulla per quello che riguarda la lotta al

soft-traffico e che l’azione cosi` generica della Giustizia

finira` per essere solo controproducente quando non inutile.

Non controproducente per la Giustizia stessa, ovviamente, che seguira` il

proprio corso discriminando, tra coloro che sono stati colpiti dal

provvedimento, i rei dagli innocenti. E provvedera` a condannare gli

spacciatori, gli importatori e i produttori di software illegale.

Non controproducente per il Mercato dell’informatica, che attraverso

queste misure spera di riacquisire quegli spazi che ingiustamente gli sono

sottratti dalla concorrenza sleale dei pirati.

Ne’ controproducente per i grandi media di oggi, stampa e tv, che

potranno con semplicita` tirar fuori da questa storia qualche succulenta

(e forse anche truculenta) notizia su cui sparare qualche titolone

[si veda L’Espresso, o La Repubblica ad esempio o anche il Televideo].

Questa azione cosi` vasta del PM dara`, verosimilmente, una connotazione

ulteriormente negativa all’attivita` telematica in Italia, che gia` non e`

rosea.

La Giustizia, infatti, e` alla ricerca di `ignoti` che formano una

associazione a delinquere, e per far cio` manda tecnici informatici

veramente preparati ad effettuare chirurgici sequestri, una volta su

cento, e per il resto guardioni ignoranti (nel settore) che

sequestrerebbero allo stesso modo arance mercurizzate, mansarde non

condonate e ammennicoli elettronici vari.

Il mondo della telematica, le mille reti che si intersecano e, i

milioni di persone che si scambiano dati, senza conoscersi piu` di quando

basta a fornire quelle quattro informazioni tecniche per attivare un

collegamento, sono a rischio. Tutti sono in un certo senso `ignoti`.

Anzi e` proprio questa condizione che permette la Grande

Equalizzazione sociale, quella facilita` di rapporto e quindi quella

capacita` di scambio umano che le reti di computer, e solo le reti di

computer, hanno saputo dimostrare. Non certo la stampa tradizionale, non

certo la TV.

Ma se basta questo per essere a rischio allora chiunque e` sotto

la mannaia. Il solo fatto di possedere un modem e` gia` di per se` un

indizio.

Insomma c’e` da una parte una federazione (implicita) di organizzazioni

criminali che utilizza le reti di calcolatori, ma non diversamente da

quanto le Mafie del mondo abbiano fatto e facciano con tutte le altre

tecnologie: il mercato consumer dei teledrin, prima, e dei cellulari poi

e` decollato grazie ai pusher (piccoli spacciatori di droga) di tutto il

mondo, sempre reperibili, sempre disponibili. A questi che non ci siano

regole fa comodo, li copre.

Dall’altra i CIttadini TelematicI, che vogliono rispettare le regole quando

ve ne fossero, senza rischiare i propri lavori, il proprio tempo, i propri

soldi e la propria immagine per il desiderio di stare insieme e comunicare le

proprie idee liberamente.

Fino ad oggi le regole non c’erano e neppure controlli. Vivevano tutti

indisturbati, gli uni e gli altri.

Poi un PM “ha stabilito” la legge, non una Legge dello Stato Italiano, ma una

legge dell’esperienza: quale persona, specie se libero professionista,

dipendente statale, carabiniere, commerciante o guardia penitenziaria,

vorra` piu` gestire uno spazio di discussione telematico se questo puo`

comportare guai con la giustizia senza poter far nulla per evitarlo, senza

alcuna certezza del diritto.

La risposta, purtroppo, la stanno dando quanti in questi giorni stanno

rinunciando al proprio hobby e alla propria passione.

Non si puo`, e` vergognoso ed incivile, accettare la presunzione di

colpevolezza che si e` ormai diffusa.

Non si puo`, e non basta, semplicemente *resistere*, con caparbieta` e

con la fiducia (un po` cieca) che poiche’ non si e` mai fatto nulla di

male non tocchera` anche a noi, sysop o utenti.

Resistere silenziosamente non basta. Credere di essere puliti non basta.

Oggi i CIttadini TelematicI capiscono di essere ad un passo dal

poter rivendicare il proprio DIRITTO ALLA INFORMAZIONE E ALLA

COMUNICAZIONE anche in Italia. Oggi i CIttadini TelematicI non si limitano

a fare i vasi di coccio, ma si danno da fare per far capire a quelli che

con loro non hanno mai parlato perche’ non si sono mai calati nella

matrice di indirizzi elettronici che questa e` seriamente la FRONTIERA

finale dei media e che va colonizzata con la parte migliore delle forze,

con l’intelligenza e non con la forza. Oggi i CIttadini TelematicI

adottano, ciascuno in prima persona o per gruppi d’interesse o in

organizzazioni ad hoc, tutte le iniziative che ritengono utili per

generare quella pressione informativa e democratica necessaria per poter

porre, finalmente, la grande questione del DIRITTO alla COMUNICAZIONE

sui tavoli dei parlamenti nazionali e internazionali.

Oggi la LEga dei CIttadini TelematicI rivendica il proprio impegno di

lunga data a favore dell’ordine pubblico e della societa`. al rispetto

delle leggi e della convivenza civile e democratica di tutti gli individui

nel nome della certezza del diritto.

*LECITI!* LE_ga dei CI_ttadini T_elematic_I

*LECITI!* ogni sera una stanza in chat su Agora’ dalle ore 23.

*LECITI!* su CONFERENZA COMMUNITY NETWORKS

*LECITI!*

Non e’ una associazione

*LECITI!*

Non e’ una organizzazione

*LECITI!*

E’ un urlo di battaglia

Agora’ e’ un servizio telematico multiutente gratuito

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