12 maggio: giornata del "coraggio laico". In piazza per la rivoluzione dell'amore civile
Convegno "Il mito della famiglia naturale, la rivoluzione dell'amore civile" Audiovideo
Manifestazione politica - concerto del "Coraggio laico" Audiovideo
Informazioni utili
Approfondimento
Bibliografia
Enrichetta Buchli “Il mito dell’amore fatale”, Baldini Castoldi Dalai editore, 2006
Anna Laura Zanatta, “Le nuove famiglie, Bologna”, Il Mulino, 1997
Idem, “Le famiglie con un solo genitore”, in M. Barbagli e C. Saraceno, Lo stato delle famiglie in Italia, Bologna, Il Mulino, 1997
Laura Fruggeri, “Diverse normalità”, Carocci 2005
Daniela Ciriello, “Oltre il pregiudizio-Madri lesbiche e padri gay”, Ed. Il dito e la luna, 2000
Enrico Cheli, “Relazioni in armonia. Sviluppare l’intelligenza emotiva e le abilità comunicative”, Franco Angeli Edizioni, 2005
Bruno De Filippis, “Affidamento condiviso dei figli nella separazione e nel divorzio Brossura”, Cedam, 2006
Rassegna Stampa
Sabato 6 Maggio
«Mastella al Family Day: in piazza da ministro» di Antonietta Calabrò, Corriere della Sera
«Family Day, piazza San Giovanni è già quasi piena» di Fabrizia Bagozzi, Europa
Venerdì 5 Maggio
«Meno 0,5%, nozze affossate», Avvenire
«La sfida della piazze. I ministri si dividono tra laici e family day», Corriere della Sera
«Non risponderemo alla provocazioni, ma il clima è inquinato». Intervista a Roccella, Il Campanile
«”Family-day” la risposta cattolica nella piazza rossa», Il Messaggero
«E ora si teme per il Family Day», Il Tempo
«In Italia forse sta nascendo un partito anticlericale di massa», Italia Oggi
«Ora è inutile, al Family Day. I cattolici rischiano il flop», Libero
«Chi difende la laicità» di Carlo Flamigni, L’Unità
«Su Giorgiana Masi “Cossiga parli”», Panorama
«Fioroni e Mastella crociati di governo», L’Unità
Mecoledì 3 Maggio
«Una strumentalizzazione che ha rovinato la Festa» di Roberto Colombo, Avvenire
«I sindacati il 12 maggio sono “laici”» di Ettore Colombo, Il Riformista
«La polemica avvelena lo scontro tra Stato e Chiesa» di Massimo Franco, Corriere della Sera
«La sorella di Giogiana Masi “Trent’anni senza giustizia”», La Repubblica
«Il senso della misura» di Edmondo Berselli, La Repubblica
«A Roma lo sfratto è “divino”» di Dimitri Buffa, L’Opinione
Martedì 1 Maggio
«L’orgoglio laico, trentatré anni dopo» di Marco Cappato, Il Riformista
«Liberazione» aderisce al 12 maggio dei radicali a piazza Nanona
«Pezzotta: No al contro-coreteo per il Family-Day», La Repubblica
«Quando la chiesa si ammala di vittimismo» di Gian Enrico Rusconi, La Stampa
«In messico scomunica a chi vota per l’aborto» di Paolo Rodari, Il Riformista
Lunedì 30 Aprile
«Perchè il 12 maggio saremo in Piazza Navona» di Paolo Franchi, Il Riformista
«I cattolici dell’Unione: anticlericalismo fomentato a sinistra» di Francesca Angeli, Il Giornale
«I cattolici ritrovano l’unità, Rosa nel pugno sott’accusa», Il Tempo
Mentre i convocatori del Family Day tentano di celebrare un modello sacralizzato di “famiglia naturale”, i dati statistici, la sociologia, la ricerca psicologica ci raccontano come la famiglia abbia già vissuto, anche in Italia, una rivoluzione antropologica che l’ha trasformata profondamente.
Nel vissuto delle famiglie italiane, nelle relazioni e nei valori che le tengono unite, emergono nuove moralità, sfide delicate, battaglie di emancipazione, forme di amore che si coniugano con l’autonomia e sfidano miti nefasti del passato. Al centro non c’è l’imperativo biologico della riproduzione, ma la qualità delle relazioni affettive e i bisogni di leggi, servizi e un nuovo welfare rispettosi dell’autonomia individuale e adeguati alle diverse normalità che compongono la famiglia oggi.
In occasione del 33° anniversario del referendum sul divorzio, giorno in cui gli italiani sancirono con il loro voto il principio per cui a fondamento della famiglia doveva esserci una libera scelta di amore e non un’imposizione di legge, il convegno e poi il concerto del “Coraggio Laico”.
Programma del convegno
Presentazione dell’evento
Diego Galli (Responsabile di RadioRadicale.it)
L’onda lunga del divorzio sulla società italiana
Gianfranco Spadaccia (Garante per i detenuti del Comune di Roma, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, già segretario del Partito radicale)
Amore civile e mitologia familiare
Enrichetta Buchli (Psicanalista, autrice del libro “Il mito dell’amore fatale”)
Rapporti affettivi e coesione sociale
Piergiorgio Donatelli (Docente di Bioetica, Università “La Sapienza”)
La trasformazione della famiglia italiana
Anna Laura Zanatta (Docente di Sociologia della famiglia, Università “La Sapienza”)
Genere e welfare per una società moderna
Letizia Mencarini (Docente di Demografia, Università di Firenze)
Sulla naturalizzazione delle forme culturali. Appunti di antropologia della famiglia
Simonetta Grilli (Docente di Antropologia della famiglia, Università di Siena)
Uno sguardo biblico ai modelli di famiglia
Maria Bonafede (Moderatora della Tavola Valdese)
La famiglie e le famiglie: un approccio pastorale
Anna Maffei, (Presidente dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia))
12,15-13 Dibattito
13,00-14,00 Pausa pranzo
Diverse normalità
Laura Fruggeri (Docente di Psicologia sociale, Università di Parma)
Oltre il pregiudizio: Famiglie omogenitoriali tra disagio, qualità e valore
Daniela Ciriello (Psicoterapeuta, autrice di “Oltre il pregiudizio. Madri lesbiche e padri gay”)
La democrazia dell’amore
Mario Patrono (Docente di Diritto pubblico, Università “La Sapienza”)
La rivoluzione interpersonale: disagi e opportunità dei nuovi modi di stare in relazione
Enrico Cheli (Docente di Sociologia delle relazioni interpersonali, Università di Siena)
In difesa della laicità dello Stato
Luciano Pellicani (Docente di Sociologia Politica, Università Luiss Guido Carli, direttore di Mondo Operaio)
Il riconoscimento delle nuove famiglie nella Costituzione e nella giurisprudenza. Prospettive di legislazione per le coppie di fatto
Bruno De Filippis (Magistrato, Consigliere Corte di Appello di Salerno)
15,15-16 Dibattito
Conclusioni:
Marco Cappato (Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, parlamentare europeo radicale)
E’ previsto nel corso dei lavori l’intervento di Marco Pannella
Testo di presentazione del convegno
Il 12 maggio è una ricorrenza importante per le famiglie italiane. Si tratta dell’anniversario del referendum sul divorzio, giorno in cui gli italiani sancirono con il loro voto il principio per cui a fondamento della famiglia doveva esserci una libera scelta di amore e non un’imposizione di legge. La famiglia cessava allora di rappresentare per lo stato un interesse superiore a quello degli individui che la compongono.
A quella vittoria laica contribuirono in modo determinante milioni di elettori cattolici, senza il cui voto, espresso in contrasto con le indicazioni del Vaticano, non sarebbe stato possibile raggiungere la maggioranza favorevole al divorzio.
L’approvazione referendaria del divorzio nel 1974 provocò altre conquiste civili che determinarono in pochi anni una vera e propria rivoluzione politica, culturale e sociale. La riforma del diritto di famiglia, che sanciva finalmente l’eguaglianza giuridica tra i coniugi, fu approvata dal parlamento l’anno successivo, nel 1975. Nel 1978 il Parlamento depenalizzava l’interruzione volontaria di gravidanza sotto la spinta delle disobbedienze civili e del referendum promosso dai radicali. Sempre in quegli anni, mutavano profondamente i comportamenti riproduttivi degli italiani. L’affermarsi della maternità e paternità responsabile si manifestò in modo evidente con il calo delle nascite, che proprio nell’anno del referendum sul divorzio subì un’accelerazione epocale.
Quella stagione di grandi conquiste civili e sociali ha contribuito a determinare anche nel nostro paese mutamenti profondi nei costumi e nella mentalità. Una delle più grandi conquiste dei movimenti di liberazione sessuale e femminile, è stata la scissione tra sessualità e riproduzione. La famiglia oggi non è più fondata sulla riproduzione, a prescindere dal riconoscimento o meno delle unioni omosessuali. Dal 1975 ad oggi si è passati da 2,4 a 1,2 figli per donna, dato che rende l’Italia il Paese con il più basso tasso di natalità al mondo. La dimensione media della famiglia è scesa da 3,35 a 2,6 componenti. Il risultato è che soltanto il 43% della famiglie italiane è rappresentato oggi da genitori con figli.
La bassa natalità non rappresenta di per sé un segno di progresso sociale. In Italia, anzi, è uno dei segni più evidenti dell’incertezza economica in cui vivono milioni di persone, dell’assenza di adeguati servizi sociali e di una ancora non conquistata parità tra uomo e donna nella conduzione della vita familiare e nella partecipazione al lavoro.
Tuttavia, è anche il segnale più evidente della trasformazione antropologica subita dalla famiglia, la quale non trova più fondamento nella necessità biologica della riproduzione, ma nella qualità delle relazioni affettive e nella condivisione dell’intimità. La stessa etimologia della parola famiglia, dall’italico famel, che significa “casa”, rimanda a una dimensione relazione e non biologica o riproduttiva: la casa, il luogo dove stare, dove convivere.
La famiglia considerata come naturale, quella eterosessuale, mononucleare, con figli, rappresenta soltanto una delle forme assunte dalla famiglia nella storia dell’umanità, e oggi nella società contemporanea. Il concetto di famiglia naturale disconosce le conquiste affettive di milioni di persone, e rischia di racchiudere anche la realtà della famiglia tradizionale, e delle sfide che deve affrontare quotidianamente, negli stretti confini di una scontata normalità.
Il riconoscimento delle unioni civili rappresenta un provvedimento che porterebbe a compimento la rivoluzione culturale avviata con l’approvazione del divorzio. Ma si tratta soprattutto di un provvedimento a favore della coesione della società. Nel momento in cui consentiamo di regolamentare legami, infatti, consentiamo alle persone di assumersi responsabilità, in particolare responsabilità degli altri.
Dobbiamo affermare con forza il principio per cui occorre che le famiglie si fondino sempre più non su una definizione astratta e ideologica com’è quella di famiglia naturale, utilizzata per legittimare politiche di stampo fondamentalista e oppressivo, ma sul dialogo, sullo sviluppo delle qualità relazionali ed emotive, sulla parità a prescindere dal sesso, sulle forme plurali che le relazioni affettive assumono per conciliare l’amore con l’imprescindibile autonomia e libertà degli individui che lo animano e gli danno corpo. Il riconoscimento delle unioni civili, delle unioni tra omosessuali, il compimento della vittoria del referendum sul divorzio con l’accorciamento dei tempi necessari ad ottenerlo, rappresentano conquiste civili da assicurare alle famiglie italiane, per rispettare la loro verità, e difendere l’inalienabile libertà individuale anche nel campo, fondamentale per la realizzazione personale e morale, delle scelte affettive.









