Franceschini: patrimonio Ds confluisca nel pd, al netto dei debiti

Di FRANCESCA SCHIANCHI - 27 luglio 2009
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«L’autunno sarà difficile, molti nodi verranno al pettine e servono misure per fronteggiare lemergenza che non ci sono nel decreto anticresi e servono assolutamente», si preoccupa il leader del Pd Dario Franceschini. «Per contrastare l'azione del governo, li ci sarà una voce sola»; al momento la battaglia congressuale è accesissima («un dibattito franco, vero», lo definisce il segretario), ma «sapremo distinguere dalle esigenze di rappresentare le posizioni del partito dicendo allesterno tutti la stessa cosa».

Torrida domenica di fine luglio, in un partito democratico arroventato dalla corsa alla segreteria, sparso tra feste e appuntamenti. Il segretario parla alla Scuola di politica di Salvatore Vassallo a Bertinoro, in Romagna. Con lui, il deputato Giovanni Bachelet e la europarlamentareDebora Serracchiani, che oggi lo accompagnerà a Udine e Pordenone per incontrare sostenitori e militanti.

Continua un giro nel Veneto il candidato della mozione 1, Pierluigi Bersani, ospite ieri sera alla festa democratica di Ab no Terme; trascorre la domenica a Roma il chirurgo-candidato Ignazio Marino, nessun incontro pubblico ma una riunione fiume per discutere di candidature alle segreterie regionali (da cui esce una proposta agli avversari: il sindaco di Bari, Michele Emiliano, candidato unico per la Puglia).

A Bertinoro, il segretario Franceschini tratteggia la sua idea di partito «solido», che «in questo decennio non vuol dire prendere i modelli di 50 anni fa». E tocca un tema meno amato ma altrettanto indispensabile: «Il Pd è un soggetto giuridicamente nuovo e non ha ereditato né attivi né passivi. Ci sono fondazioni Ds con immobili: credo che, al netto dei debiti pagati, tutto il patrimonio e tutte le risorse debbano andare a finire al Pd, che abbiamo fatto tutti insieme». «C’è bisogno di autorevolezza - prende la parola la Serracchiani - un partito che discute, poi il segretario esprime la politica di sintesi». E, rispondendo a chi lha accusata di centralismo democratico: «Secondo me è buon senso democr tico, che non abbiamo avuto per un po di tempo». Restano nel frattempo code di sulla fac- cenda che ha coinvolto Marino, una lettera pubblicata dal Foglio per provare un suo presunto allontanamento dall`Università americana di Pittsburgh.

Ancora ieri hanno chiesto chiarimenti Paola Binetti, dalle pagine del Riformista («deve un chiarimento serio che finora non ha dato»), e dall`Udc, Luca Volonté. In compenso, ha fatto una telefonata di «piena e totale solidarietà per la vicenda che lo ha visto oggetto di polemiche strumentali» il presidente del Senato, Renato Schifani.

In mattinata, per mettere finalmente il punto alle polemiche, il chirurgo ha spostato sul suo sito una serie di lettere «che dimostrano la sincerità della nostra ricostruzione dei fatti». Immediato il commento di una fan: «Ignazio ci fidiamo dite!». Allo scienziato nei guai per la vicenda delle note spese arriva la solidarietà di Schifani.


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