«Giù le mani dalle elezioni»

Di Vladimir Sapozhnikov - 29 novembre 2007

MOSCA - A quattro giorni dalle elezioni legislative, il presidente Vladimir Putin ha raccolto al Cremlino per la prima volta nella storia diplomatica russa ambasciatori e capi delle missioni internazionali per garantire «l`onestà e la trasparenza» del voto di domenica prossima, ma soprattutto per avvertire ancora una volta che «le ingerenze dall’estero» sulla politica interna russa non saranno tollerate.

«Abbiamo fatto tutto il necessario per proteggere la Russia da disordini interni, per mettere il Paese sulla via di uno sviluppo evolutivo democratico e non permetteremo, lo devo ripetere ancora una volta, che questo processo sia corretto dall’estero», ha detto Putin agli ambasciatori riuniti nella sala di San Giorgio, la più solenne del Cremlino. La Ue e le organizzazioni russe e internazionali per la tutela dei diritti umani manifestano una profonda preoccupazione per i recenti attacchi contro i partiti di opposizione, tra cui l’arresto del leader del movimento Altra Russia e l’ex campione del mondo di scacchi, Garry Kasparov.

Per Putin le organizzazioni non governative - «come sciacalli aspettano davanti alle ambasciate soldi dall’estero», aveva detto il leader del Cremlino - rappresentano un sistema, creato dall’Occidente per dirottare la Russia dalla giusta via. La scorsa settimana Putin aveva accusato gli Usa di aver orchestrato il clamoroso rifiuto dell’Organizzazione per la sicurezza e la collaborazione in Europa (Osce) di inviare in Russia osservatori internazionali per vigilare sulla regolarità delle elezioni politiche. Washington ha respinto le accuse.

Sullo sfondo di due manifestazioni pro e contro Putin a Pietroburgo, il discorso al Cremlino ha dato il via alla campagna per le elezioni presidenziali 2008: Putin non può candidarsi per un terzo mandato, e la lotta perla successione ha fatto inasprire a dismisura le tensioni sommerse tra i vari gruppi di potere, dall’amministrazione presidenziale del Cremlino, al Governo e alla nomenclatura

regionale. Secondo gli analisti russi e internazionali, una delle manifestazioni più acute dello scontro sarebbe stato l’arresto del viceministro delle Finanze, Serghej Storchak, accusato di aver tentato di rubare 43 milioni di dollari di fondi pubblici.

La condanna ha gettato un’ombra sul vicepremier e il ministro delle Finanze; Aleksej Kudrin, entrato in rotta di collisione con il primo ministro, Viktor Zubkiov. «L’arresto di Storchak

danneggia gli interessi finanziari della Russia e ostacola le trattative sui problemi dei debiti miliardari, accumulati dai Paesi terzi nei nostri confronti», ha detto ieri Kudrin, offrendo alla magistratura una sua garanzia personale per la scarcerazione di Storchak. Ma il silenzio della

Procura generale ha rafforzato le preoccupazioni per la posizione di Kudrin al vertice del potere russo.