Giornali stranieri del 21 e 22 dicembre
Altre pagine di questo documento:
- «Morte assistita all'italiana». Rassegna della stampa estera sul caso Welby
- Giornali stranieri del 21 e 22 dicembre
- Il giorno della morte sulle pagine web dei giornali internazionali
Alcuni giornali esteri ieri e oggi hanno pubblicato, con molto risalto, in prima pagina, la notizia della morte di Piero Welby, la sua storia e la sua battaglia con i radicali e l’Associazione Luca Coscioni. Altri vi hanno dedicato intere pagine, o lunghi articoli.
Tra quelli che hanno dato la notizia in prima pagina vanno segnalati:
International Herald Tribune che riporta una corrispondenza di Ian Fisher
«Muore militante per l’eutanasia italiano. Su sua richiesta, un medico stacca il respiratore»
Le Monde
«Eutanasia: polemica in Italia dopo la morte di un malato colpito da paralisi»
Le Figaro
«La morte di Welby apre il dibattito sull’eutanasia»
La corrispondenza di Ian Fisher pubblicata dall’IHT ma anche dal The New York Times entra nel dibattito sulla strumentalizzazione del caso Welby da parte dei radicali, e lo fa, in qualche modo, schierandosi contro questa accusa.
«Il poeta muore con l’aiuto di un medico»
Piergiorgio Welby, che aveva eloquentemente supplicato i leader italiani di lasciarlo porre fine alla sua vita in modo legale, è morto mercoledì, dopo che un dottore lo ha sedato e ha rimosso il respiratore che lo ha mantenuto in vita per nove anni.
Ma Welby è morto senza la chiarezza legale che aveva sperato di conquistare. La sua decisione di staccare il respiratore è sembrata una sfida finale, a un paese cattolico con una profonda opposizione istituzionale all’eutanasia. A poche ore dall’annuncio della sua morte, i parlamentari conservatori hanno chiesto l’arresto del medico. Luca Volontè, il leader del partito dei cristiano democratici, che ha forti legami con il Vaticano, ha detto che la morte di Welby non può restare impunita, quantomeno perché è stata commessa in un modo così violento, scandaloso e strumentale. Lui e altri hanno accusato il partito radicale di aver trasformato la richiesta di Welby di morire in una campagna politica a favore dell’eutanasia e di altre scelte per porre fine alla vita. Ma questa campagna a favore dell’eutanasia – sottolinea il NYT – era chiaramente nelle intenzioni dello stesso Welby: i leader del partito radicale erano presenti al momento della sua morte e ne hanno dato l’annuncio 88 giorni dopo che Welby, poeta e scrittore, aveva mandato una appassionata lettera al presidente Giorgio Napolitano, chiedendo il diritto di porre fine alla sua vita. Nonostante le richieste di un suo arresto, il medico, Mario Riccio, ha detto di essere sereno. “IL caso di Piergiorgio Welby non è un caso di eutanasia”, ha dichiarato ai giornalisti: è un caso di rifiuto dei trattamenti. E non è un’eccezione che i trattamenti siano sospesi. Accade ogni giorno”, ha spiegato Ricco, anche se in privato, senza l’attenzione pubblica del caso Welby. (…)
In Italia sono illegali forme dirette di eutanasia, come il suicidio assistito, ma la legge autorizza i pazienti che non abbiano problemi psichiatrici o malattie infettive, a rifiutare il trattamento. Gli esperti dicono che la legge non consente a nessuno di assistere la morte, nemmeno con il consenso del malato. Due recenti decisioni legali sul caso Welby hanno riconosciuto il diritto di Welby a rifiutare il trattamento, ma al contempo non hanno riconosciuto un quadro legale che permettesse al medico di staccare il respiratore.(…)
In una conferenza stampa, la sorella Carla ha detto di non essere interessata nella politica, ma ha chiesto ai leader del paese di cambiare rapidamente nei casi come quello di suo fratello.
“Dico solamente che nessuno capisce che peso siano stati per noi questi 89 giorni”, ha detto la sorella di Welbu, e quanto fosse determinato mio fratello in ciò che chiedeva”.
Emma Bonino, leader del partito radicale e ministro nel governo di centrosinistra di Romano Prodi, ha lanciato un appello politico diretto per leggi più forti che permettano ai malati di morire. Bonino ha criticato quella che ha definito l’inazione dei politici italiani sulla questione.>“Welby non ha inventato un fenomeno”, ha detto Bonino. “Welby ha dato voce – voce, corpo, sofferenza – a una realtà che esiste e sulla quale è più semplice, ma anche più crudele, chiudere gli occhi”.
Molti analisti politici dicono che è improbabile che l’Italia si unisca a Belgio, Olanda e Svizzera in Europa nel legalizzare forme più dirette di eutanasia. La Chiesa cattolica, che si oppone all’eutanasia, mantiene una forte influenza tra i politici e fornisce cure mediche in tutta Italia. Il caso Welby ha provocato un dibattito in parlamento sul testamento biologico, che permetterebbe agli italiani di precisare quali trattamenti accetterebbero.
Le Monde oltre al richiamo in prima, riporta a pagina 8 la corrispondenza da Roma di Jean-Jacques Bozonnet, corredata da una vignetta: Gesù in croce che ruba al suo letto e prende tra le sue braccia un malato legato a decine di spine.
«Dopo il rifiuto di muoversi della giustizia, Welby ha potuto morire, aiutato da un medico»
A turno, i suoi amici e familiari lo hanno abbracciato, poi si è spento con la musica di Bob Dylan, il suo cantante preferito. E’ così che Welby è spirato, mercoledì 20, poco prima di mezzanotte. La lotta di quest’uomo colpito da distrofia muscolare, che reclamava da mesi il diritto di morire, aveva commosso l’Italia. La sua morte rilancia la polemica sull’eutanasia, dopo che si è appreso che un medico ha staccato il respiratore artificiale che lo manteneva in vita dopo avergli somministrato prodotti antilodorifici.
Diversi partiti dell’opposizione, dall’Udc alla Lega Nord, passando per AN, hanno subito chiesto un’azione giudiziaria contro i colpevoli di questo omicidio. Il primo partito italiano, Forza Italia, è rimasto discreto da quando Silvio Berlusconi si è pronunciato per la libertà di coscienza di ciascuno. (…)
Tra eutanasia e accanimento terapeutico, entrambi vietati in Italia e fermamente condannati dalla Chiesa, i parlamentari non hanno trovato il modo per permettere di risolvere il caso di Welby. (…)
Welby, sostenuto dal partito radicale di Marco Pannella e Emma Bonino, formazione laica che appartiene alla coalizione di centrosinistra al potere, ha messo in evidenza le divisioni della maggioranza sulla questione. E i radicali ora sono accusati dalla destra di aver strumentalizzato la morte di Welby per obbligare il parlamento a legiferare.
Libaration dedica alla questione tutta pagina 7 .C’è una grande foto di Piero Welby – grande com’è tradizione di Liberation. E l’articolo è firmato Eric Joszef.
«Grande rumore sull’eutanasia in Italia»
Un anestesista ha staccato il respiratore di Piergiorgio Welby, a cui la giustizia ha respinto il diritto di morire
(…)
Vittima di una malattia degenerativa che atrofizza i muscoli – scrive il quotidiano francese – Welby era da più di trenta anni paralizzato alle gambe, e aveva perso anche la facoltà di parlare, di nutrirsi autonomamente, di effettuare il minimo movimento e perfino di respirare senza il ventilatore. Lucido fino in fondo, comunicava con ampi movimenti delle palpebre e fremiti delle labbra. Era diventato il simbolo più tragico dei movimenti per l’eutanasia. A fine settembre, aveva indirizzato una commovente lettera al capo dello Stato, chiedendo il diritto a una morte naturale affinché il suo corpo torturato e spezzato trovi la pace. Da allora, l’immagine del malato allungato sul suo letto è stata spesso sulle prime pagine dei quotidiani, suscitando vive polemiche sull’eutanasia. Tanto più che la giustizia, chiamata a pronunciarsi su richiesta di Welby, si è dichiarata incompetente, considerando che c’è un vuoto giuridico sull’interruzione delle cure.
Più volte il Vaticano è sceso in campo, temendo in particolare che il caso possa portare all’adozione, come reclamano i radicali, di una legge sull’eutanasia. Il cardinale Barragan, ministro della salute della Santa sede, ha ricordato che i parlamentari cattolici hanno l’obbligo morale di opporsi alla legalizzazione di questa pratica.
Nella stessa pagina, Liberation, correttamente, pubblica un riquadro in cui specifica che quello del dottor Riccio è
«Un gesto legale in Francia»
Dalla legge sulla fine della vita, votata in Francia all’unanimità nel 2005, il comportamento medico che ha portato alla morte di Welby sarebbe esplicitamente autorizzato. Perché non si tratta di un gesto attivo di eutanasia.
Questione sollevata anche da altri giornali europei
Times
«Medico rischia la prigione per realizzare la volontà di morire di un paziente senza più vita»
Un anestesista, Maio Riccio, potrebbe essere accusato di omicidio
Corrispondenza di Richard Owen
Independent
«Medico rischia il carcere dopo aver dato una morte indolore a un malato paralizzato»
Guardian con la corrispondenza di John Hooper sottolinea il livello del dibattito politico.
«Una morte compassionevole rilancia lo scontro sull’eutanasia in Italia»
Medico ammette di aver aiutato un malato terminale a morire. Il caso è una sfida alle opinioni nazionali sulla sacralità della vita.
La morte di Welby divide il governo di centrosinistra di Romano Prodi. Il ministro della famiglia, Rosy Bindi, ha detto di provare pietà e rispetto per Welby, ma ha aggiunto: “nessuna legge può – o potrà in futuro, legittimare i casi di eurtansia come questo”.
Per contro, il ministro per l’Europa, Emma Bonino, ha preso parte a una conferenza stampa in cui si è difesa la fine della vita di Welby. Negli scorsi giorni, la stessa Bonino aveva avvertito che gli esponenti del suo partito erano pronti, insieme a Welby e ai suoi familiari, alla possibilità di un atto di disobbedienza civile. Luca Volontè, il capo dell’Udc alla Camera, ha chiesto l’arresto per chi ha commesso questo omicidio. Un gruppo di parlamentari di Forza Italia ha firmato una dichiarazione secondo cui Welbu è morto per un omicidio deliberato.
(…)
L’opinione del Vaticano sulla sacralità della vita sono ampiamente accettate in Italia, anche da molti cattolici non praticanti. Ma la pubblicità data all’agonia di Welby sembra aver fatto cambiare idea a molti.
Anche il giornale berlinese Die Welt prende posizione a favore della battaglia di Welby con un articolo di Von Matthias Kamann
«Caso Welby: morte assistita all’italiana»
(…)
La morte assistita in Italia è vietata. Il medico che l’ha intrapresa finirà in tribunale e eventualmente in prigione per qualche anno. Eppure, tanto dal punto di vista medico quanto da quello etico, Riccio ha agito in modo giusto. E nel rispetto della volontà inequivocabile del paziente ha interrotto i trattamenti medici nella fase finale di una malattia che, a Welby, non lasciava altro che un’esistenza ridotta a essere disperatamente sdraiato su un letto.Che in questi casi la morte non vada ostacolata, è cosa non più contestata in Europa. Questo vale anche per l’Italia e la maggior parte dei suoi dignitari cattolici. Ma i cattolici, esasperando la salvaguardia della vita, hanno impedito che in Italia potesse esistere una legge che tenga conto della volontà del paziente in situazioni disperate. E cosi il tribunale romano al quale Welby si era rivolto non ha potuto fare altro che respingere la sua richiesta. Certo, il tribunale, come anche il presidente Giorgio Napolitano, ha anche chiesto l’approvazione di una legge. Ma con un Parlamento che tituba e politici cattolici che fanno ostruzione, è successo quello che succede sempre in queste situazioni: il dibattito ha occupato tutto un paese e è stato usato dal partito Radicale che si è reso all’avanguardia della difesa del diritto alla morte assistita. Sono stati creati fatti che costringono la magistratura ad indagare un medico di cui, infondo, la stessa magistratura condivide l’operato. Per uno stato di diritto è una situazione letale. L’Italia (e anche la Germania) deve assolutamente trovare regole che, non prescrivano tutto nel dettaglio, ma che fissino il quadro nel quale stabilire il margine di manovra delle proprie azioni per poter operare per il bene e secondo il volere dei pazienti condannati a morire. E per questo la chiesa cattolica quanto gli ultra-liberalizzatori dovranno abbandonare le loro posizioni ideologiche.
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