Ho compiuto un dovere

Mi si addebita di non aver esercitato quelle funzioni di censura politica e di cane da guardia del sistema autoritario contro la libertà di stampa che una legge chiaramente fascista tende ad assegnare a noi giornalisti professionisti. Io ho assunto la direzione responsabile di “lotta continua” come di molte altre pubblicazioni, proprio per assicurare invece l’esercizio del diritto costituzionale dei cittadini alla libertà di stampa, altrimenti impedito - e non per “controllarlo”. Ho quindi manifestamente, compiuto un dovere - sia in termini di deontologia professionale sia (ed é questo che mi sta ancor più a cuore) di cittadino responsabilmente democratico. Non vedo come posso, con ciò, aver compiuto un reato. (…) Sono personalmente piuttosto favorevole, in questo caso e negli altri dieci processi che s’annunciano imminenti, a rispondere in modo radicalmente nonviolento e con una manifesta posizione di noncollaborazione a tali manifestazioni di violenza di Stato. Se la giustizia, infatti, dovesse darle libero corso, e rendersi strumento di essa, tutto deve esser fatto perché tale violenza possa essere individuata e conosciuta, perché solo così sarà possibile combatterla, come vogliamo noi radicali, alla radice.

Marco Pannella