Il Fuori e la battaglia per la libertà sessuale
Nella sede di via di Torre Argentina 18 abbiamo dato ospitalità al Movimento democratico di omosessuali, di recente costituzione, denominato “FUORI”; l’abbiamo già comunicato. Questi compagni utilizzano la sede il martedì sera per loro riunioni, e vi hanno il recapito postale. Essi hanno tenuto una conferenza stampa nel corso della quale hanno presentato il loro periodico mensile. (…)
Ma che il FUORI funzioni o no, che si riveli o no anche ai più per quel che è -un movimento di rivolta anche morale (quindi anche di rinnovamento morale per chi vi partecipa), al di là della questione della sede e dei servizi che noi forniamo anche loro - l’obiettivo d’una lotta per una sessualità vissuta da laici e da libertari è necessariamente nostro.
Perché quello di cui si tratta, in realtà non è di “omo” o di “etero” sessualità ma di sessualità e basta.
Contro il classismo di chi si illude di aver risolto, per motivi economici, culturali, sociali dei quali non ha merito, problemi essenziali della vita e della felicità della persona: contro il sessismo consumistico, contro il razzismo, che è l ‘estrema e selvaggia risorsa di chi si sente in pericolo e inferiore, è bene essere sempre più chiari e presenti .
L’omosessualità di Corte, dei re o dei circoli aristocratici e borghesi; i favoriti dell’industria pseudo-culturale, del cinema, dell‘“arte” del tempolibero delle “èlites”; gli Oscar Wilde di provincia e senza rischio, non sono che un volto necessario e illuminante di un certo tipo di società e classe che rifiutiamo. Come ogni altro suo volto.
E per finire, non ci si venga a raccontare che il problema non esiste nella tollerante Italia ma solo nel “civile” mondo anglosassone. Solo in termini giuridici è vero . Perché un Paese dominato per secoli da una comunità mono-sessuale, come la Chiesa romana, come il potere pontificio e clericale, non ha mai avuto di “tolleranza” altro che le “case”, Questo significa solo che il puritanesimo protestante, nelle sue esigenze morali, ha peccato per eccesso violento e delirante, ma era il volto di tensioni e di ossessioni morali autentiche e profonde. Che, anche noi, dobbiamo finalmente aver la chiarezza e il coraggio di sostenere, a rischio di errori e di colpe. E di aggressioni, che sono il meno.
Si sviluppano oggi, nel mondo intero, e nascono in Italia, movimenti di liberazione della persona che toccano vecchi tabù, tanto più tremendi quanto più condannati storicamente dalla scienza e dalla morale. Si costituiscono in minoranze politiche (cioè con rivendicazioni che coinvolgono necessariamente l’intero “ordine” della “città”) minoranze sociali che si ritengono, giustamente o ingiustamente, discriminate, oppresse, massacrate per le loro idee, per la loro razza, per le loro specifiche caratteristiche naturali .
A tre quarti di secolo dalla rivoluzione freudiana; a più di un quarto di secolo dalle analisi e dalle teorizzazioni di Reich; quando ormai tutta la scienza tende a individuare nella repressione sessuale l’origine di infelicità e di piaghe sociali e umane tremende, i movimenti di massa di liberazione della donna, della moderna contestazione giovanile, i gruppi di omosessuali tentano di proporre un dibattito pubblico e civile, una consapevole scelta di politica e di atteggiamenti pubblici e “privati”, in diretta correlazione con le indiscusse acquisizioni culturali, perché si traducano anche in civiltà, concreta e organizzata.


Ora in onda




