Il giorno della morte sulle pagine web dei giornali internazionali
Altre pagine di questo documento:
- «Morte assistita all'italiana». Rassegna della stampa estera sul caso Welby
- Giornali stranieri del 21 e 22 dicembre
- Il giorno della morte sulle pagine web dei giornali internazionali
Giovedì 21 a poche ore dall’annuncio ai microfoni di radioradicale, la notizia è sulle pagine web dei maggiori giornali del mondo.
Le Monde
«Piergiorgio Welby, che reclamava il diritto a morire, è deceduto»
(…)La lotta accanita per ottenere il diritto di morire lo ha reso celebre in Italia e nel resto del mondo. Welby è morto nella notte di mercoledì. Un medico italiano, Mario Riccio, ha affermato di averlo aiutato a morire, staccando il respiratore artificiale che lo manteneva in vita.
Il suo decesso è stato annunciato da Radio Radicale. “Piergiorgio Welby è morto questa notte – ha detto il leader del Partito radicale, Marco Pannella. Gli siamo tutti riconoscenti per quello che ha saputo concepire e realizzare e che rappresenterà, per noi uomini e donne che amiamo la vita, la libertà, la responsabilità, una fonte di forza, d’amore e di speranza”, ha detto Pannella visibilmente commosso.
Ieri, uno dei suoi avvocati, Riccardo Maia, ha ritenuto che il nome di Welby “resterà nella storia”, perché ha permesso di fare la differenza tra il rifiuto delle terapie e l’eutanasia”. “La sua lotta ha fatto avanzare il dibattito. Ha lasciato un’eredità”, ha dichiarato Maia.
Dal sito web de International Herald Tribune
«Il difensore dell’eutanasia muore»
(…)Marco Cappato del partito Radicale, che è stato in prima linea nella campagna per il diritto di morire, ha detto che Welby “ha conquistato quello che voleva, e lo ha conquistato nel pieno rispetto della legge”.
Riccio ha dichiarato che il distacco del respiratore rientra nel diritto garantito dalla costituzione di rifiutare un trattamento medico, e che non si tratta di eutanasia. “Con franchezza – ha detto Riccio ai giornalisti – negli ospedali italiani le terapie vengono sospese in continuazione, e questo non porta a alcun intervento di magistrati o a problemi di coscienza”. Riccio si è detto molto sereno e non teme conseguenze legali.
“Questa non deve essere presa per eutanasia. Si tratta di una sospensione delle terapie”, ha detto Riccio, secondo cui rifiutare il trattamento è un diritto. Secondo la legge italiana – ricorda l’HT – il suicidio assistito può costare fino a 15 anni di prigione.
Il quotidiano ricostruisce poi la campagna di Welby.
Dal sito web de The New York Times troviamo alcune reazioni politiche e nuovi dettagli
«Medico italiano stacca il respiratore all’uomo che voleva l’eutanasia»
Un medico italiano ha affermato ieri di aver staccato il sistema che manteneva in vita un malato terminale per porre fine a quella che lui stesso aveva definito una tortura, dopo il fallimento della una battaglia legale per ottenere il diritto di morire. >Il medico ha negato che si tratti di eutanasia illegale e i testimoni hanno dichiarato che Piergiorgio Welby, che era paralizzato ma ancora lucido, ha detto grazie tre volte ai suoi amici e sostenitori prima di addormentarsi mercoledì notte. >Ma il medico potrebbe essere condannato a 10-15 anni di carcere perché l’eutanasia è ancora illegale nella cattolica Italia e è vietata anche dal Vaticano. Un politico ha chiesto il suo arresto per omicidio. Così, se la morte di Welby ha posto fine alle sue sofferenza, sembra probabile che sia destinata a alimentare ulteriormente un dibattito già molto appassionato sull’eutanasia.
Luca Volontà, capogruppo dell’Unione dei cristiano democratici alla Camera, ha chiesto alle autorità giudiziarie di arrestare l’uomo responsabile di questo omicidio”. L’anestesista Mario Riccio è arrivato a Roma da Cremona per porre fine alla vita che Welby aveva descritto come una tortura insopportabile, dopo che altri medici si erano rifiutati di farlo. Ma Riccio ha negato di aver violato la legge. “Il caso Welby non riguarda l’eutanasia. Ma il rifiuto dei trattamenti medici”, ha detto Riccio durante una conferenza stampa.
Nella casa di Welby, in presenza di sua moglie, della famiglia e degli amici, Riccio ha amministrato un cocktail intravenoso di sedativi e rimosso il respiratore che manteneva Welby in vita. Il processo è durato 40 minute e Welby è stato dichiarato morto alle 11e30, ha spiegato Riccio.
Un politico che era nella stanza ha detto che le ultime parole di Welby sono state “grazie, grazie, grazie”. Sua sorella Carla ha accusato l’Italia di aver mantenuto in vita suo fratello contro la sua volontà.
Solo la Svizzera, l’Olanda, il Belgio e l’Oregon permettono il suicidio assistito per i malati terminali. I sostenitori di Welby dicono che la costituzione italiana garantisce ai pazienti il diritto di rifiutare il trattamento medico.
“Welby ha ottenuto quello che aveva chiesto per 88 giorni, nel pieno rispetto dei suoi diritti, della legge e della costituzione”, ha dichiarato Marco Cappato, politico dello schieramento di sinistra e militante pro-eutanasia.
Parlando con un sintetizzatore vocale che interpretava i movimenti dei suoi occhi, Welby era apparso in televisione e aveva scritto al presidente chiedendo “pace per il mio torturato corpo”.
“Il contributo di Piergiorgio Welby rimarrà in una battaglia per la libertà e il rispetto della costituzione”, ha detto il suo avvocato Riccardo Maia. La Chiesa cattolica vieta l’eutanasia, ma dice che i trattamenti medici degradanti o sproporzionati possono essere fermati. A proposito di Welby, il capo dell’Accademia pontificia per la Vita, il cardinale Elio Sgreccia ha detto: “non possiamo sapere se ha fatto questa richiesta perché ha rifiutato un trattamento insopportabile o per condurre una battaglia politica”. Il primo ministro, Romano Prodi, ha chiesto una dimostrazione di rispetto per la morte di Welby. La sua coalizione include cattolici che sono vincolati dal divieto del Vaticano per l’eutanasia e alcuni politici di sinistra che sono favorevoli o che vogliono almeno che il parlamento dibatta della questione.
Dal sito web de Nouvel Observateur
«Un simbolo dell’eutanasia è morto»
Piergiorgio Welby, l’italiano colpito da distrofia muscolare che reclamava il diritto di morire, è morto mercoledì notte. Un medico lo ha aiutato.
L’eutanasia è illegale in Italia, dove la chiesa cattolica resta molto influente. Il Vaticano vieta l’uso di procedure che permettano di anticipare o provocare la morte, sottolineando che la vita deve essere preservata dal suo inizio fino alla sua fine naturale. Per contro l’eutanasia è stata legalizzata in Olanda nel 2001 e in Belgio l’anno successivo, sotto strette condizioni.
Il decesso di Welby non dovrebbe chiudere il dibattito in Italia. Le sue sofferenze hanno preso fine con la sua morte, la sua morte naturale, ma un problema pertinente come l’eutanasia, a cui sono personalmente opposto, sussiste”, ha commentato Renzo Lutti, un deputato centrista pro-Vaticano, secondo cui c’è certamente bisogno di un dibattito in Parlamento su queste questioni etiche delicate.
Nouv Observatuer poi ripercorre attraverso una lunga cronologia le principali date del caso Welby
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