Il modello Tav: un treno di debiti

Pubblicato il 23 Gennaio 2012

Il filo rosso della Tav non scorre solo sui binari dell’alta velocità. Anche gli enti locali utilizzano l’architettura finanziaria tipica del sistema Tav, basato sugli istituti contrattuali del "general contractor" e del "project financing". Esempi del modello Tav si trovano a Bologna (la sede del Comune e il People Mover), a Roma (la Metro C), a Parma (la sede del Comune).

Le caratteristiche comuni sono tre: falsi finanziamenti privati, ingrossamento della spesa negli anni, cifre crescenti di debito fantasma. L’enorme quantità di debito pubblico generata dal sistema Tav e dalle sue repliche è annidata nei bilanci di società di diritto privato o nella spesa corrente delle amministrazioni pubbliche. La conseguenza è un debito pubblico pesante che ricade sulle spalle delle generazioni future. Per la Tav la Corte dei conti ha valutato che i cittadini pagheranno il conto fino al 2060. Ma dal 1991 a oggi le repliche del modello si moltiplicano anche negli enti locali.

Il video di Francesca De Benedetti per Fai Notizia

All'interno interviste a Dino Schivoni No Tav Bologna, Ivan Cicconi, autore del libro "Il libro nero dell'alta velocità" e Marco Piazza, presidente della Commissione bilancio Comune di Bologna.

L’alta velocità e il debito pubblico futuro