Il nuovo fascismo

La spoliticizzazione delle masse e il sequestro dei diritti politici democratici da parte dei minoranze più o meno forti, per esercitarli come privilegio all’interno della casta politica, è un’altra pratica fascista, che le esigenze del profitto capitalistico e contemporaneo, liberatosi dalle sue iniziali contraddizioni puritane e calviniste, riscopre, ripropone e reimpone in modo più violento, più agguerrito, più insidioso, più tollerabile solo in apparenza. Il nuovo fascismo sembra aver scoperto che il punto più qualificante della vita dell’individuo è il sistema nervoso centrale, più che nei muscoli o nell’intestino, e adegua quindi la sua violenza. La sua tortura non è fatta di olio di ricino e manganellate private, ma di “caroselli”, di induzione artificiosa di bisogni che ci rendono più schiavi, non già di “mezzi” che ci rendano più liberi. Oltre che di Cile, Grecia, e di golpe atlantici e europei, tentati o fatti. Deve spoliticizzarci, disintegrarci, atomizzarci, personalmente e socialmente, perché si diventi consumatori: di macchine o di cosmetici, di sessismo o di ideologie, di spettacoli o di companatico, poco importa. Purché lo si diventi, in una logica di spreco frenetico, di dilapidazione di sé e degli altri, di tetro e frustrante piacere, mai di felicità e di speranza, latrici, l’una e l’altra, dell’esterno, ordinante disordine della vita e della creazione.

Marco Pannella